“La casa delle api” sul palcoscenico del Teatro Belli


Dal 7 al 19 maggio il palcoscenico del Teatro Belli accoglie LA CASA DELLE API, spettacolo scritto e diretto da Sargis Galstyan

la casa delle api

Dal 7 al 19 maggio il palcoscenico del Teatro Belli accoglie LA CASA DELLE API, spettacolo scritto e diretto da Sargis Galstyan.

La Casa Delle Api è un dramma che vede protagonisti Melisso De Sapio e Deborah Moncinelle. Melisso, ricoverato in un ospedale psichiatrico sta per suicidarsi. Essendo un linguista tende ad analizzare ogni evento della sua vita in modo alquanto paradossale: cerca di decifrare tutto partendo dall’etimologia delle parole provando a rivelare il senso di ogni oggetto ed ogni fenomeno.  Con lui, la dottoressa Deborah Moncinelle, la quale dimostrerà, invece, di essere una persona razionale, ben inserita nella società. Anche lei porta addosso un forte trauma,  ossia il suicidio di suo padre. Deborah rifletterà sulla vita che ha vissuto rimettendo in discussione particolari che le sembravano indiscutibili soprattutto dal punto di vista scientifico. Ed è così che dovrà confrontarsi con Melisso che è capace di rompere ogni stereotipo su cui è basata la società. Nonostante il ricordo del suicidio di suo padre provochi in Deborah dolore e sofferenza, Melisso le ricorda proprio suo padre e presto nasce tra i due  un sentimento ai limiti dell’amore.

Lo spettacolo vuole rappresentare la realtà vista dagli occhi di Melisso: una gabbia dalla quale l’uomo riesce a vedere oltre le pareti della propria prigione e a percepire una presenza costante, capace di manipolare tutto, ogni cosa, persino il comportamento di Deborah. Il testo fa riflettere, trattando temi non facili sui quali ci interroghiamo oramai da secoli, mantenendo, però, una linea di comicità che alleggerisce la tragedia dei due personaggi, dimostrando che in ogni grande tragedia è nascosta una significativa porzione di ironia, umorismo cinico e comicità in cui ognuno potrebbe trovare se stesso.

 Con lo spettacolo La Casa Delle Api andiamo a scoprire una vita piena di domande alle quali non sembrano esserci risposte”- annota l’autore e regista Sargis Galstyan. “E nonostante il fatto che si tratti di domande globali sulle quali ci interroghiamo oramai da migliaia di anni, quasi tutte le risposte le abbiamo accettate ed imparate senza analizzarle e senza approfondirle. Ma la cosa più incomprensibile è che essendo spesso coscienti dell’inganno in cui ci troviamo, continuiamo comunque ad accettarlo avendo paura di confrontarci con la verità. Una verità che potrebbe essere anche discutibile, perché la verità è spesso solo un punto di vista, ma un punto di vista legittimo e pari a qualsiasi altro punto di vista accettato dalla società. Una società che erroneamente crede di essere democratica. Uno degli argomenti che tratta lo spettacolo è il concetto di la- voro. Cos’è il lavoro? Lo scrittore e critico d’arte francese Remy De Gourmont, lo ha definito così: “Siamo arrivati ad un tal grado di imbecillità, da considerare il lavoro non solo onorevole, ma persino come sacro, mentre non è altro che una triste necessità.” Sicuramente per migliaia di persone sarà un’opinione discutibile, inaccettabile o addirittura scandalosa, ma è un’opinione che ha diritto di esistere se non essere accettata come una verità.