Vacanze sostenibili: i consulenti di viaggio spiegano come fare scelte etiche


Vacanze sostenibili: no al fai da te, sì alla consulenza dei professionisti che conoscono tutto di destinazioni, strutture, mezzi di trasporto ed esperienze rispettose dell’ambiente

vacanza camper bambini

La richiesta di vacanze etiche e sostenibili è sempre più alta, ma come è possibile orientarsi e fare scelte consapevoli nel mare magnum di offerte? Come valutare quale sia il modo di spostarsi con il minore impatto ambientale oppure essere certi che il denaro speso in viaggio aiuterà lo sviluppo delle economie locali nel rispetto dei diritti dei lavoratori? Sono tutte domande che i viaggiatori più attenti si fanno, ma che spesso non trovano risposta quando ci si affida al fai da te per pianificare le vacanze. La persona giusta a cui chiedere è il consulente di viaggio: professionista che offre un servizio su misura, conosce tutti i dettagli su destinazioni, alloggi, mezzi di trasporto e altri aspetti importanti ed è in grado di conciliarli con le esigenze di ogni cliente. «Il consulente di viaggio è una figura chiave nel migliorare la sostenibilità del settore del turismo» afferma Silvia Poli, People and Sustainability Manager di CartOrange, l’azienda che per prima ha portato in Italia questa figura professionale 25 anni fa e che da diversi anni pone grande attenzione alle tematiche ambientali.

CartOrange, che ha una sezione ad hoc sul suo portale dedicata al progetto sulla sostenibilità #cartorange4planet, ha ricevuto il Travelife Partner Award, la principale certificazione di sostenibilità del settore viaggi, per il suo impegno nella sostenibilità e per aver definito un ambizioso Action Plan che definisce gli obiettivi da raggiungere nei prossimi due anni. Ma è soprattutto con i propri collaboratori, i Consulenti per Viaggiare®, presenti in tutta Italia e sempre formati e aggiornati, che punta a fare la differenza.

 

Come lavorano dunque i consulenti quando i clienti chiedono loro opzioni di viaggio etiche e responsabili?

«Innanzitutto rispettando la sensibilità verso la sostenibilità e le esigenze di ciascuno – spiega Silvia Poli –. Il percorso può iniziare già con la scelta, quando possibile, di mezzi alternativi all’aereo oppure di voli a minore impatto ambientale, optando per quelli con un minor numero di scali e tratte più brevi. Si può proseguire poi con la proposta di strutture eco-friendly in linea con le esigenze dei viaggiatori, visto che l’offerta si sta sempre più ampliando e possiamo spaziare da strutture high-tech ai campi tendati che offrono esperienze immersive nella natura, tutte a basso impatto ambientale».

Parte del turismo sostenibile consiste nell’entrare in relazione con le comunità locali condividendo il più possibile la loro vita: i consulenti CartOrange sanno proporre esperienze autentiche, a partire dalla scelta di strutture tradizionali per il pernottamento fino alla condivisione di vari momenti della giornata con le persone del posto, come le visite ai mercati o le lezioni di cucina con successiva condivisione dei pasti.

«Un altro aspetto da privilegiare – prosegue sempre Silvia Poli – sono le escursioni da effettuare con mezzi sostenibili scegliendo modalità di trasporto attive, come camminate o bicicletta; anche l’utilizzo dei trasporti pubblici, come treni, metropolitane e autobus sarà fondamentale. Ricordiamo anche che è fondamentale rispettare la fauna locale, evitando gli spostamenti a dorso di un elefante o di un cammello».

Per rendere il viaggio un’esperienza unica, i consulenti sono in grado di suggerire dove acquistare artigianato locale, cosa importante per aiutare le popolazioni a mantenere vive le attività tipiche. Acquistando nei mercati, preferendo ristoranti gestiti da persone del posto e scegliendo guide turistiche del luogo i soldi spesi durante il viaggio arriveranno direttamente alle persone del posto, portando benefici alle comunità locali. «Il Consulente sarà, dunque, per il viaggiatore sostenibile una guida nell’effettuare scelte consapevoli mirate a realizzare un viaggio a basso impatto ambientale» conclude Silvia Poli.