Fumettibrutti come Zerocalcare: no a Lucca Comics per il patrocinio israeliano


Dopo Zerocalcare e Amnesty, anche Fumettibrutti rinuncia al festival Lucca Comics: “Il motivo è il patrocinio dell’ambasciata di Israele”

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“Mi dispiace scrivervi che non sarò presente durante i giorni di fiera a Lucca, e il motivo è proprio il patrocinio dell’ambasciata di Israele”. Inizia così la storia di Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, che sulla scia dell’annuncio di Zerocalcare e di Amnesty International, ha deciso di non prendere parte al Lucca Comics come forma di protesta.

Dopo averlo scoperto mi sono presa del tempo prima di decidere cosa fare, e credo che se nella vita si fanno dei compromessi (io stessa ne ho fatti tanti) su questo non riuscirei a dormirci la notte”, ha spiegato l’artista. “Perdonatemi in anticipo se non potrò leggere tutti i messaggi, ma devo tutelarmi dal leggere possibili commenti che dicono che in quanto transgender e persona queer LGBTQIA+ non dovrei parlare di Gaza o della causa palestinese. Non dovrei dare nessuna spiegazione al riguardo, ma voglio comunque scrivere una parola di cui parlava sempre anche Murgia che è ‘intersezionalità‘”.

E riprendendo proprio il termine usato dalla scrittrice recentemente scomparsa, Fumettibrutti ha spiegato che “significa preoccuparsi per tutte le lotte contro l’oppressione, dei corpi e dei popoli, non solo di quelle che ci fanno comodo. Il femminismo è la chiave di lettura del mondo che mi rende libera ogni giorno, e non si tratta di un dovere per me, è l’essenza stessa della vita”.