Colite ulcerosa: remissione anche con risposta tardiva a ustekinumab


I pazienti con colite ulcerosa che hanno risposto tardivamente al trattamento con ustekinumab dopo 1 anno hanno ottenuto risultati simili di remissione

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I pazienti con colite ulcerosa che hanno risposto tardivamente al trattamento con ustekinumab avevano al basale un carico infiammatorio maggiore e livelli più alti di proteina C-reattiva rispetto ai responder precoci, ma dopo 1 anno hanno ottenuto risultati simili di remissione clinica, secondo quanto rilevato da un’analisi post hoc del trial UNIFI pubblicata sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology.

«Negli ultimi anni sono arrivate sul mercato molte terapie avanzate per il trattamento della malattia infiammatoria intestinale» ha detto l’autore senior Neeraj Narula, direttore della clinica IBD ala Hamilton Health Sciences e professore associato di medicina presso la McMaster University. «La maggior parte di questi ha suggerito che se i pazienti non rispondono alla terapia di induzione, continuare la terapia per altri 2 o 3 mesi di solito porterà alla risposta in una parte dei non responder iniziali. Tuttavia non è chiaro se questi responder tardivi avranno benefici comparabili a quanti hanno risposto precocemente».

Prognosi simile con risposta tardiva e precoce 
In un’analisi post-hoc dei dati dello studio UNIFI, i ricercatori hanno valutato 642 pazienti con colite ulcerosa sottoposti a ustekinumab per confrontare l’efficacia nei partecipanti con risposta precoce o ritardata al trattamento e identificare i fattori che differenziano i late-responder dai non-responder.

Secondo i risultati, il 50% dei pazienti ha risposto precocemente alla settimana 8, il 17,9% ha risposto tardivamente alla settimana 16 e il 32,1% non ha risposto al trattamento. Rispetto ai responder precoci, quanti hanno risposto tardivamente alla terapia presentavano una malattia endoscopica più grave al basale, come rilevato dal sottopunteggio endoscopico Mayo (76,5% vs 64,2%), indice endoscopico di gravità della colite ulcerosa (media 4,8 vs 4,4), proteina C-reattiva superiore a 3 mg/l (72,2% vs 57%) e presenza di sanguinamento (87% vs 76,3%).

I ricercatori non hanno riportato altre differenze significative nelle variabili di base tra i responder precoci e tardivi, evidenziando un dato simile di precedente fallimento biologico tra i gruppi (precoce 44,2% vs tardivo 41,7%).

I risultati non hanno inoltre mostrato differenze nella remissione clinica a 1 anno tra responder precoci e i tardivi (rispettivamente 41,1% vs 34,8%), così come nel miglioramento endoscopico (47,4% vs 40%), remissione endoscopica (26,2% vs 23,5%) o miglioramento isto-endoscopico della mucosa (44,2% vs 37,4%).

«In questa analisi abbiamo scoperto che tra i pazienti con colite ulcerosa trattati con ustekinumab quelli con risposta ritardata avevano una prognosi simile a quelli con risposta precoce» ha sottolineato Narula. «Inoltre abbiamo scoperto che i responder tardivi avevano un maggior carico infiammatorio e che quindi avevano maggiori probabilità di necessitare di alcune settimane aggiuntive di trattamento per ottenere una risposta clinica».

Analisi dei biomarcatori per prevedere una risposta alla terapia
Per aiutare i medici a differenziare quale paziente può essere un responder tardivo piuttosto che un non-responder, sono stati analizzati i trend dei biomarcatori durante l’induzione e il mantenimento precoce, rilevando che alcuni biomarcatori diminuiscono prima nei pazienti che alla fine si sono rivelati responder tardivi. In particolare, rispetto ai non-responder, i responder tardivi hanno mostrato un calo significativo della proteina C-reattiva (PCR) e della calprotectina fecale, hanno riferito i ricercatori.

«I medici possono utilizzare biomarcatori come la proteina C-reattiva per seguire i pazienti che iniziano la terapia biologica» ha suggerito Narula. «Se un paziente con colite ulcerosa trattato con ustekinumab presenta un calo della PCR entro la settimana 8 ma non ha ancora ottenuto una risposta clinica, potrebbe essere utile continuare con la terapia di mantenimento dal momento che ha una maggiore probabilità di essere un responder tardivo».

«Aiuta anche a stabilire le aspettative appropriate in quanto, quando si inizia la terapia in un paziente con colite ulcerosa più grave, potrebbe essere necessario più tempo perché risponda rispetto a un soggetto con malattia più lieve» ha aggiunto.

Referenze

Wong ECL et al. Delayed Ustekinumab Responders in Ulcerative Colitis Have Greater Inflammatory Burden but Similar Outcomes as Early Responders. Clin Gastroenterol Hepatol. 2023 Jun 29;S1542-3565(23)00496-2.

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