La prevalenza della prurigo nodularis è più alta di quanto stimato


La prevalenza della prurigo nodularis è decisamente più alta di quanto stimato in precedenza, quasi tre volte superiore, ed è associata a molte comorbilità

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La prevalenza della prurigo nodularis è decisamente più alta di quanto stimato in precedenza, quasi tre volte superiore, ed è associata a molte comorbilità, come rilevato da uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology (JAAD).

La prurigo nodularis è una malattia infiammatoria cronica cutanea caratterizzata da prurito estremamente intenso che dura da almeno sei settimane, associato alla comparsa di lesioni nodulari diffuse che si localizzano prevalentemente in modo simmetrico agli arti superiori al dorso. Il prurito ha un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti, che hanno un sonno disturbato e conseguenti prestazioni scolastiche e lavorative insufficienti.

L’esatta epidemiologia della condizione è scarsamente caratterizzata» hanno scritto il primo autore Marina Joel e colleghi del dipartimento di dermatologia della Johns Hopkins School of Medicine. La prevalenza varia tra i paesi a seconda che la malattia venga considerata come una condizione a se stante oppure associata ad altre patologie. Si calcola che colpisca 72 persone/100mila negli Stati Uniti e circa 30-35/100mila in Europa.

Prevalenza quasi tre volte superiore nella nuova analisi
In questo studio i ricercatori hanno studiato l’epidemiologia della prurigo nodularis utilizzando i dati di All of US, un database del National Institutes of Health che contiene informazioni sulla salute degli adulti statunitensi, confrontando 701 persone affette dalla malattia con oltre 368mila soggetti sani.

I risultati hanno mostrato una prevalenza complessiva dello 0,19%, in netto contrasto con le stime precedenti (dallo 0,02% allo 0,07%). È stato rilevato che la prevalenza aumenta dello 0,02% con l’età nelle persone con meno di 30 anni e dello 0,35% dopo i 70 anni. Infatti i pazienti con prurigo nodularis sono risultati significativamente più anziani di quelli non affetti dalla malattia (età media 64,8 anni vs 54,8 anni).

Inoltre i pazienti con la condizione rispetto a quelli senza presentavano tassi più elevati di comorbilità, con la depressione come la più diffusa (54,4% vs 18%) seguita dal diabete di tipo 2 (43,2% vs 12,1%, P<0,001 per entrambi). I tassi relativi ad altre comorbilità comuni includevano il 29,4% di soggetti con malattia renale cronica, il 23,3% con BPCO, il 20,3% con insufficienza cardiaca congestizia, il 15,5% con dermatite atopica, il 7,4% con HIV e il 6,4% con epatite cronica C. Invece nei controlli sani l’incidenza di queste comorbilità era inferiore al 6% (P<0,001 per tutti).

Lo studio ha anche rilevato un’elevata prevalenza di prurigo nodularis tra i partecipanti con le comorbilità menzionate, in particolare tra quelli con dermatite atopica (2%), insufficienza cardiaca congestizia (1,13) e HIV (1,12%) «suggerendo che le comorbilità sottostanti svolgono un ruolo nello sviluppo della malattia cutanea, probabilmente attraverso la disregolazione immunitaria» hanno osservato gli autori.

La prevalenza della malattia cutanea è risultata più elevata nei soggetti di colore (0,22%) e nei bianchi (0,21%), seguiti dai partecipanti asiatici e ispanici (0,09%).

«Anche se questa analisi offre nuove informazioni sull’epidemiologia della prurigo nodularis, sono tuttavia necessarie ulteriori ricerche per caratterizzare il carico di malattia di questa condizione cutanea e per esplorare i potenziali fattori che contribuiscono al suo sviluppo» hanno concluso

Referenze

Joel MZ et al. Prevalence and comorbidity burden of prurigo nodularis in United States adults enrolled in the All of Us research program. J Am Acad Dermatol. 2023 Jul 6;S0190-9622(23)01265-3.

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