Lupus e nefrite lupica: recidive legate a eccesso di batteri intestinali


Recidive di lupus e nefrite lupica associate a picchi di crescite di un batterio intestinale specifico (Ruminococcus blautia gravis)

Lupus eritematoso sistemico: con le nuove terapie migliora la qualità della vita. Controllando la malattia, anche la gravidanza è possibile

Stando ai risultati di un piccolo studio osservazionale pubblicato su ARD, le recidive di LES, in particolare quelle associate a nefrite lupica grave (LN), sembrerebbero essere associate a picchi di crescite di un batterio intestinale specifico (Ruminococcus blautia gravis).

Tali risultati corroborano precedenti osservazioni di un ruolo di questo batterio intestinale specifico come fattore comune di riacutizzazioni cliniche di malattia lupica, sottolineando le potenziali proprietà patogene di ceppi batterici specifici isolati da pazienti con LN attiva.

Razionale e disegno dello studio
La nefrite lupica (LN) è la complicanza più temuta del lupus, ricordano i ricercatori nell’introduzione allo studio. Ciò detto, e nonostante i miglioramenti negli interventi terapeutici, molti pazienti progrediscono verso l’insufficienza renale.

Mentre la suscettibilità genetica per il lupus eritematoso sistemico (LES) è stata oggetto di numerosi studi ben documentati, ancora oggi vi sono poche certezze sui fattori scatenanti delle infiammazioni cliniche della malattia.
Per indagare le relazioni tra la resilienza della comunità microbiotica e l’attività della malattia, i ricercatori hanno eseguito le prime analisi longitudinali delle comunità microbiotiche intestinali presenti in pazienti con lupus.

In questo studio osservazionale, pertanto, i ricercatori hanno condotto delle analisi tassonomiche, compresa l’ analisi multivariata della diversità ß, valutato le alterazioni tempo-dipendenti a carico delle comunità fecali di pazienti e controlli sani. Sono stati isolati ceppi dal microbiota intestinale  e sono stati analizzati i genomi e i glicani associati per valutare l’esistenza di differenze.

Risultati principali
Sono stati analizzati il sangue e un totale di 44 campioni di feci provenienti da 16 pazienti con lupus, oltre ad un totale di 72 campioni di feci provenienti da 22 volontari sani (controlli). Le analisi multivariate hanno documentato che, a differenza dei controlli sani, era presente una significativa instabilità temporale del microbiota intestinale nei pazienti affetti da LES; in particolare, sono stati documentati picchi transitori di crescita intestinale di diverse specie patogene.

E’ stata documentata l’espansione del solo commensale anaerobio Ruminococcus (blautia) gnavus (RG) del microbiota intestinale nei periodi di elevata attività della malattia; non solo: questi picchi di crescita batterica sono stati rilevati in quasi la metà dei pazienti durante le riacutizzazioni della nefrite lupica (LN).

L’analisi della sequenza dell’intero genoma dei ceppi di RG isolati durante questi episodi di recidiva ha portato ad identificare 34 geni che, si ipotizza, favoriscono l’adattamento e l’espansione della specie batterica all’interno di un ospite affetto da una condizione infiammatoria.

Tuttavia, la caratteristica più specifica dei ceppi trovati durante le recidive del lupus è stata l’espressione comune di un nuovo tipo di lipoglicano associato alla membrana cellulare. Questi lipoglicani condividono caratteristiche strutturali conservate, documentate dalla spettroscopia di massa, e determinanti antigenici ripetitivi altamente immunogenici, riconosciuti da anticorpi IgG2 nel siero, che sono sorti spontaneamente, in concomitanza con i picchi di crescita di RG e le recidive di lupus.

Riassumendo
In conclusione, dallo studio è emerso che:
– l’instabilità temporale del microbiota intestinale rappresenta una caratteristica comune nei pazienti affetti da LES
– all’interno del microbiota intestinale dei pazienti lupici, è frequente la sovracrescita di particolari specie batteriche rispetto ad altre, soprattutto di quelle a potenziale patogenicità
– I ceppi di RG crescono in modo particolare in concomitanza con le recidive di lupus
– Ceppi di RG sono stati isolati più frequentemente nei pazienti lupici affetti anche da nefrite lupica
– I genomi di questi ceppi di RG isolati da pazienti con complicanza da LN contengono geni implicati nella patogenesi di malattia infiammatoria intestinale

I ricercatori ipotizzano che la messa a punto di un test basato su un biomarcatore anticorpale diretto contro il nuovo lipoglicano identificato in questo studio (associato al ceppo RG) potrebbe rivelarsi utile ai fini di una diagnosi più precoce di LN e dell’ottimizzazione del processo decisionale terapeutico.
Inoltre, l’utilizzo di questi ceppi batterici come target terapeutico potrebbe rappresentare, nel prossimo futuro, un ulteriore mezzo a disposizione per trattare le riacutizzazioni di LN senza ricorrere all’immunosoppressione.

Bibliografia
Azzouz DF et al. Longitudinal gut microbiome analyses and blooms of pathogenic strains during lupus disease flares Annals of the Rheumatic Diseases Published Online First: 26 June 2023. doi: 10.1136/ard-2023-223929