Linfoma a grandi cellule B recidivante o refrattario: conferme per axi-cel


Linfoma a grandi cellule B recidivante o refrattario: confermato il beneficio di sopravvivenza delle CAR-T axi-cel in seconda linea

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Nei pazienti adulti con linfoma a grandi cellule B recidivante o refrattario entro 12 mesi dalla terapia di prima linea, il trattamento di seconda linea con le cellule CAR-T anti-CD19 axicabtagene ciloleucel (axi-cel) conferma di offrire un beneficio di sopravvivenza significativo rispetto alla terapia standard. Lo dimostrano i dati a follow-up a 4 anni dello studio randomizzato di fase 3 ZUMA-7, presentati a Chicago meeting al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e contemporaneamente pubblicati sul New England Journal of Medicine.

In particolare, con un follow-up mediano di 47,2 mesi, nel braccio dei pazienti sottoposti al trattamento una tantum con axi-cel si è osservata una sopravvivenza globale (OS) significativamente più lunga (HR 0,73; IC al 95% 0,54-0,98; log-rank unilaterale stratificato valore di P = 0,0168) rispetto a quelli trattati con standard-of-care, con una riduzione del 27,4% del rischio di morte – corrispondente a un miglioramento relativo del 38% della sopravvivenza complessiva.

Storicamente, la terapia standard per questa popolazione di pazienti è costituita da un processo in più fasi, la cui conclusione prevista è il trapianto autologo di cellule staminali. Il processo inizia con 2-3 cicli di chemioimmunoterapia e, se il paziente risponde e può tollerare ulteriori trattamenti, si procede con la chemioterapia ad alte dosi, seguita dal trapianto autologo di cellule staminali. È da notare che, nonostante questo trattamento sia lo standard storico, con questo approccio meno del 40% dei pazienti riesce ad arrivare al trapianto di cellule staminali, rispetto al 94% dei pazienti dello studio ZUMA-7 che trattati con axi-cel.

Lo studio ZUMA-7
Lo studio ZUMA-7 (NCT03391466), il più vasto e lungo del suo genere, è uno trial multicentrico internazionale di fase 3, randomizzato, in aperto, che valuta la sicurezza e l’efficacia di axi-cel rispetto all’attuale standard di cura per la terapia di seconda linea in pazienti adulti con linfoma a grandi cellule B recidivante o refrattario entro 12 mesi dalla terapia di prima linea.

Lo standard di cura prevedeva un regime chemioterapico di salvataggio a base di platino seguito, in color che rispondevano, da una chemioterapia ad alte dosi e poi il trapianto autologo.

Nello studio, sono stati arruolati presso 77 centri 359 pazienti assegnati secondo un rapporto 1:1 al trattamento con una singola infusione di axi-cel o l’attuale terapia standard di cura in seconda linea.

L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da eventi (EFS), determinata mediante una revisione centralizzata in cieco e definita come il tempo intercorso tra la randomizzazione e la data della prima progressione della malattia, secondo la Classificazione di Lugano, l’inizio di una nuova terapia per il linfoma o il decesso per qualsiasi causa. Gli endpoint secondari chiave includevano, invece, il tasso di risposta obiettiva (ORR) e l’OS.

Ulteriori endpoint secondari includevano gli esiti riferiti dai pazienti (PRO, Patient-Reported Outcomes) e la sicurezza.

Miglioramento della EFS e dei tassi di risposta con axi-cel
L’analisi dell’endpoint primario ha dimostrato un aumento di 2,5 volte dell’EFS nei pazienti trattati con axi-cel che erano in vita a 2 anni e che non erano in progressione del cancro o non avevano richiesto un trattamento aggiuntivo (40,5% contro 16,3%), nonché un’EFS mediana quattro volte maggiore (8,3 mesi 2,0 mesi) rispetto allo standard di cura (HR 0,40; IC al 95% 0,308-0,514, P < 0,0001).

Quasi il triplo dei pazienti assegnati al trattamento con axi-cel alla fine ha ricevuto il trattamento definitivo con le CAR-T (94%) rispetto a quelli assegnati allo standard di cura (35%) (chemioterapia ad alte dosi più trapianto autologo), come da protocollo. Rispetto i pazienti trattati con lo standard di cura, un numero maggiore, fra quelli trattati con axi-cel, ha risposto al trattamento (ORR: 83% contro 50%, OR: 5,31; IC al 95% 3,1-8,9; P < 0,0001) e ha ottenuto una risposta completa (65% contro 32%).

L’analisi primaria pre-specificata dell’OS doveva essere condotta dopo circa 210 decessi, oppure non oltre 5 anni dopo la randomizzazione del primo paziente, a seconda di quale evento si verificasse per primo, ed è stata attivata da quest’ultimo criterio.

Bibliografia
J.R. Westin, et al. Primary overall survival analysis of the phase 3 randomized ZUMA‑7 study of axicabtagene ciloleucel versus standard‑of‑care therapy in relapsed/refractory large B-cell lymphoma. J Clin Oncol 41, 2023 (suppl 17; abstr LBA107). leggi

J.R. Westin, et al. Survival with Axicabtagene Ciloleucel in Large B-Cell Lymphoma. New Engl J Med. 2023; doi: 10.1056/NEJMoa2301665. leggi