Il lago Kaindy a “Paradisi da salvare” su Rai 5


Incastonato fra le montagne del Kazakistan, il lago Kaindy è il protagonista al centro di “Paradisi da salvare” in onda stasera su Rai 5

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Incastonato fra le montagne del Kazakistan, il lago Kaindy è un autentico enigma della natura, in uno dei luoghi più affascinanti dell’Asia centrale: lo racconta “Paradisi da salvare”, in onda domenica 3 settembre alle 21.15 in prima visione su Rai 5. Nato di recente, da una frana che ha sbarrato il corso di un fiume, impedendone il libero deflusso, anno dopo anno le acque hanno invaso la valle circostante, sommergendo decine di abeti. Che sono ancora lì, a mollo in 12 metri d’acqua, dando origine a un ambiente surreale. Spoglie e spettrali le cime emergono dal lago, mentre i fusti sommersi conservano ancora corteccia, rami e aghi. A queste col tempo si sono aggiunte delle piante misteriose, che li addobbano formando delle vere e proprie colonne vegetali.
Salendo di quota c’è il regno dello stambecco siberiano, detto anche yanghir. Si muove agilmente sulle pareti rocciose, alla ricerca di piante da brucare. Ha zoccoli dotati di una suola speciale, che gli assicura una migliore aderenza alle rocce, spesso scivolose. A parte questo, come tutti i ruminanti è soggetto alla regola delle ‘tre 8’: 8 ore a pascolare, 8 ore a ruminare e 8 ore a dormire. Una vita all’apparenza tranquilla, anche se in passato veniva cacciato per la carne e la pelle, cosa che ha minacciato la biodiversità della regione.
Fortunatamente, la creazione di parchi nazionali come quello del lago Kaindy ha salvato molte specie a rischio di estinzione, come il leopardo delle nevi. Raro e misterioso questo splendido felino si nutre di selvaggina che cattura spostandosi su vasti territori. La pratica del bracconaggio e l’espansione delle città hanno lo hanno spinto sempre più verso le cime ma oggi, proprio grazie a queste zone protette, stiamo assistendo al suo ritorno. Dei 150 esemplari rimasti nel Paese, infatti, quasi tutti si concentrano su queste montagne, lontane dall’influenza dell’uomo.
Tuttavia, minacce ancora più grandi incombono su queste valli: il riscaldamento del pianeta sta accelerando lo scioglimento dei ghiacciai e importanti riserve d’acqua per città come Almaty, con i suoi tre milioni di abitanti, determinano il prosciugamento di laghi e la morte delle foreste. Nonostante il Kazakistan si stia dimostrando molto sensibile nel proteggere il patrimonio naturale, l’urbanizzazione, sommata all’aumento del turismo, rappresenta ancora un problema per la fauna locale, specialmente per gli ungulati che scendono a valle per sfuggire all’inverno. L’obiettivo è quello di trovare un equilibrio che garantisca la convivenza tra l’uomo e la natura, perché specie come il leopardo delle nevi, i pika rossi, i lupi e i cervi marai, possano prosperare ancora a lungo in questi luoghi dalla bellezza sconfinata.