Osteoporosi: meno fratture con risedronato gastro-resistente


Il trattamento dell’osteoporosi post-menopausale con risedronato gastro-resistente (GR) si associa ad un tasso significativamente ridotto di fratture

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Pur in presenza di tassi di abbandono elevati della terapia con bisfosfonati (BSF) orali, il trattamento dell’osteoporosi post-menopausale con risedronato gastro-resistente (GR) si associa ad un tasso significativamente ridotto di fratture in alcuni siti scheletrici rispetto al trattamento con risedronato o alendronato a rilascio immediato (IR), soprattutto nella fascia di età a partire dai 70 anni.

Queste le conclusioni di uno studio real world di recente pubblicazione su Osteoporosis International.

Razionale e obiettivi dello studio
Come è noto, i BSF orali si caratterizzano per una ridotta biodisponibilità orale (< 1-2%) a causa della loro scarsa lipofilia, che porta ad uno scarso assorbimento nel tratto gastrointestinale; inoltre, la biodisponibilità può essere ridotta se le istruzioni di dosaggio/somministrazione del trattamento non vengono seguite rigorosamente. Dato che i pazienti devono assumere i BSF orali a stomaco vuoto, a digiuno e mantenendo la posizione eretta per 30-60 minuti, la somministrazione del trattamento è spesso percepita come scomoda, il che può spiegare perché molti pazienti non si attengono alle istruzioni di dosaggio e/o interrompono precocemente il trattamento.

Risedronato gastrico-resistente (GR) è stato sviluppato con l’obiettivo di fornire una somministrazione più comoda senza influire sulla biodisponibilità complessiva e sull’efficacia del trattamento. Il risedronato GR combina la comoda somministrazione una volta alla settimana con un regime di dosaggio “senza digiuno”, un rivestimento enterico che gli consente di bypassare lo stomaco per essere assorbito nell’intestino tenue e una formulazione ricca di acido etilendiamminotetraacetico (EDTA) che favorisce l’assorbimento riducendo la chelazione dei cationi divalenti che possono interferire con l’assorbimento del farmaco.

Con lo studio real world appena pubblicato, avente un disegno osservazionale retrospettovo, i ricercatori si sono proposti l’obiettivo di confrontare il rischio di fratture tra le donne con osteoporosi che erano state sottoposte a trattamento risedronato GR rispetto a risedronato o alendronato IR, utilizzando i dati di un database Usa di rimborso per prestazioni farmaceutiche nel periodo 2009-2019.

Lo studio ha incluso donne di età pari o superiore a 60 anni alle quali era stata diagnosticata l’osteoporosi, sottoposte ad almeno 2 prescrizioni di BSF orali. Le pazienti sono state seguite per almeno 1 anno dopo la prima data di dispensazione del loro farmaco BSF orale prescritto.

I ricercatori hanno anche valutato la persistenza della terapia con BSF e i tassi di frattura sito-specifici, sia nel complesso che nel sottogruppo di pazienti a rischio elevato di frattura (definito da età avanzata, comorbidità e uso concomitante di farmaci).

Risultati principali
Un totale di 59.593 donne con osteoporosi erano eleggibili per l’inclusione nello studio; 1080 (1,8%) erano state trattate con risedronato GR, 6351 (10,7%) hanno con  risedronato IR  e 42.824 (71,9%) con alendronato IR. Le età mediane delle donne erano pari, rispettivamente, a 66, 66 e 67 anni (P <.05).

Nel corso di un follow-up mediano di 29-32 mesi, i tassi di frattura non aggiustati sono risultati più elevati tra le donne di età pari o superiore a 70 anni rispetto a quelle di età pari o superiore a 65 anni in tutte e 3 le coorti di trattamento. Allo stesso modo, le donne di tutte le coorti con un elevato rischio di frattura al basale a causa di comorbiòità o di farmaci concomitanti presentavano tassi di frattura più elevati.  Le pazienti che erano state trattate con risedronato GR hanno presentato i tassi di frattura sito-specifici più bassi, indipendentemente dal sottogruppo di pazienti considerato.

I ricercatori hanno successivamente effettuato l’aggiustamento dei dati per la presenza di possibili fattori confondenti e hanno osservato che le donne in trattamento con risedronato GR, rispetto a quelle trattate con risedronato IR, avevano un rischio minore di fratture. In particolare, il risedronato GR, rispetto a quello IR, è risultato legato ad un rischio significativamente più basso di qualsiasi frattura nelle donne di età pari o superiore a 65 anni e in quelle di età pari o superiore a 70 anni (rapporti di incidenza aggiustati [aIRR], rispettivamente 0,63 e 0,69), oltre a un rischio significativamente più basso di frattura pelvica nel complesso e nei sottogruppi ad alto rischio (aIRR, ≥65 anni: 0,41; ≥70 anni: 0,24; alto rischio: 0,34).

Non solo: il trattamento con risedronato GR, rispetto al trattamento con alendronato IR, è risultato associato ad un rischio sostanzialmente più basso di qualsiasi frattura tra le donne ultra65 e quelle ultra70enni (aIRRs: 0,73 e 0,72, rispettivamente).

Inoltre, il rischio di fratture pelviche nel gruppo delle pazienti ultra70enni si è ridotto in misura rilevante tra quelle trattate con risedronato GR rispetto ad alendronato IR, mentre il rischio di fratture al polso e al braccio si è ridotto significativamente nelle pazienti ultra65enni e ultra70enni.

Riassumendo
Pur con alcuni limiti metodologici intrinseci (impossibilità di poter fare inferenze causali da questi risultati a causa del disegno retrospettivo. inclusione di sole pazienti con piani sanitari assicurativi privati Usa. sottostima o sovrastima dell’accuratezza delle fratture sito-specifiche a causa di un algoritmo basato sulle richieste di rimborso prescrizioni), nel complesso “…lo studio fornisce evidenze che suggeriscono come i tassi di frattura più bassi associati al risedronato gastro-resistente, osservati in studi precedenti, siano almeno in parte spiegati dai vantaggi delle formulazioni GR dei BSF orali rispetto alle formulazioni IR – scrivono i ricercatori nelle conclusioni del lavoro”.

Bibliografia
Eisman JA et al. Fracture risk in women with osteoporosis initiated on gastro‑resistant risedronate versus immediate release risedronate or alendronate: a claims data analysis in the USA. Osteoporos Int. Published online March 6, 2023. doi:10.1007/s00198-022-06627
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