Omicidio Giulia Tramontano: le bugie del fidanzato Alessandro Impagnatiello


Il delitto di Giulia Tramontano: tutte le bugie di Alessandro Impagnatiello. Dopo l’omicidio ha detto all’amante: “Giulia se n’è andata, sono libero, il figlio non è mio”

giulia tramontano alessandro impagnatiello

Dopo aver ucciso Giulia, diceva all’altra donna (una ragazza americana con cui da tempo viveva una seconda vita parallela) che Giulia “se ne era andata” e che ora “era libero“. Diceva anche di aver scoperto che il bambino che la sua compagna portava in grembo “non era il suo“. È solo un’ennesima bugia, terribile, di Alessandro Impagnatiello, il 30enne che a Senago, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 maggio, ha ucciso la sua fidanzata Giulia Tramontano, incinta al settimo mese di gravidanza a Senago, in provincia di Milano.

Ha mentito fin dall’inizio, questo 30enne che di lavoro fa il barman in locali super esclusivi di Milano, come il Bamboo bar dell’Armani hotel di Milano. Ha detto che Giulia era in casa e stava dormendo, quando lui la domenica mattina presto era uscito per andare a lavorare. E invece l’aveva uccisa indicativamente una decina di ore prima e si era sbarazzato del corpo. Solo questa notte ha confessato la verità: di averla ucciso con alcune coltellate e di aver tentato di bruciare il corpo. Lo ha invece abbandonato, malamente chiuso da alcuni sacchi dell’immondizia, in un terreno in via Monte Rosa, a pochi chilometri dall’appartamento in cui vivevano a Senago. Ha nascosto il corpo in un’intercapedine tra due file di box auto e se ne è andato. Sentendosi pure “libero”, come ha detto alla ragazza americana con cui negli ultimi mesi aveva intessuto un’altra relazione seria. Una vita parallela, in pratica, scoperta solo negli ultimi giorni da Giulia.

L’INCONTRO CON L’AMANTE

A quanto ricostruito in questi giorni, era stata proprio la ragazza americana che, dopo aver scoperto dell’esistenza di un’altra, a volere un chiarimento, un incontro chiarificatore. Anche lei, la ragazza americana che lavora insieme ad Alessandro, era rimasta incinta di recente, ma aveva poi perso il bambino. Questo incontro chiarificatore è avvenuto sabato: un faccia a faccia tra le due donne, ciascuna delle quali credeva di essere l’unica nella vita di lui, in un bar. Giulia è uscita sconvolta da questa giornata e ne aveva parlato al telefono con la madre, che vive a Sant’Antimo, in provincia di Napoli, di dove Giulia era originaria. La mamma aveva saputo di questo tradimento, e anche del fatto che pure l’altra donna era stata incinta. Anche per questo domenica mattina ha subito cominciato a telefonare a Giulia per parlarle, trovando sempre il cellulare spento. Da lì la prima mobilitazione per cercare la ragazza.

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LA DENUNCIA DI SCOMPARSA E LA MESSINSCENA DI ALESSANDRO

Dal canto suo Alessandro, che domenica è uscito per andare a lavorare come niente fosse, ha dato l’allarme solo nel pomeriggio: ha finto di essere arrivato a casa nel tardo pomeriggio e di non aver trovato Giulia. Ha inventato anche altre cose: che non ci fosse il bancomat e neanche il passaporto, il tutto per creare una messinscena (che pensava) credibile. Forse era convinto che la pista dell’allontamento volontario potesse reggere, almeno nei primi momenti. Ma il castello di carta è crollato quasi subito. Il suo racconto agli inquirenti è stato da subito traballante, pieno di incongruenze. La sera prima ha detto di essere uscito per andare in un posto a Milano a fumare hashish (rincasando poi a tarda notte, alle 3), ma ha fornito un indirizzo inesistente. E poi la confusione su Giulia andata a letto prima, oppure invece Giulia andata a fare un giro a piedi poi.

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L’ULTIMA IMMAGINE DI GIULIA

La svolta nelle indagini è arrivata ieri. Le immagini delle telecamere hanno ripreso Giulia per l’ultima volta intorno alle 19, vicino a casa: stava rientrando dopo aver incontrato l’amante di Alessandro. Probabilmente la lite è stata subito dopo, in casa. Ed è stata proprio la casa il teatro dell’omicidio. Nel pomeriggio la Procura ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati Impagnatiello, accusandolo di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza senza il consenso. Essendo lui iscritto, la Polizia scientifica ha potuto varcare la soglia dell’appartamento di via Senago. E sono subito saltate fuori tante tracce di sangue, trovate anche nell’auto dell’uomo. A quel punto la situazione è crollata. La notizia della confessione e del ritrovamento del corpo è stato battuto quando erano ormai le 2 di notte. La mamma di Giulia, poche ore prima a Chi l’ha visto, aveva detto di avere solo “pensieri negativi” e di pensare “solo cose brutte” a proposito di cosa potesse essere successo alla figlia.