CEASEFIRE: prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche a confronto


CEASEFIRE è il primo trial randomizzato controllato a studiare efficacia e tollerabilità dei prodotti a tabacco riscaldato comparati alle sigarette elettroniche

Un nuovo studio del CoEHAR conferma gli effetti positivi delle e-cig sui pazienti fumatori affetti da BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva)

Affrontare la dipendenza e l’attaccamento alla sigaretta è una delle sfide più difficili per un fumatore: la gratificazione psicofisica, la ritualistica e la gestualità dell’accendersi una sigaretta rendono la scelta di smettere estremamente difficile da raggiungere e mantenere.

Non solo, ma i tassi di ricaduta dipingono un quadro scoraggiante: l’80% di chi prova a dire addio al fumo senza alcun tipo di supporto ritorna a fumare dopo il primo mese, una percentuale che scende al 50% per chi invece è assistito con percorsi e trattamenti specifici.

I prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche di nuova generazione rappresentano una classe di prodotti emergente, le cui possibilità in campo di supporto ai fumatori, soprattutto se non motivati a smettere, sono incoraggianti, ma i dubbi sull’efficacia e la sicurezza di questi strumenti impedivano ai tabagisti di compiere un passo definitivo fuori dalla dipendenza, mettendo a rischio la propria salute. Per fornire risposte scientifiche chiare e complete, un gruppo di ricercatori del CoEHAR ha deciso di rispondere a questi interrogativi conducendo il primo studio al mondo su un gruppo di fumatori resistenti che non avevano intenzione di smettere.

Lo studio intitolato “Comparing Effectiveness, tolerability, and Acceptability of Heated Tobacco ProductS vs. refillable Electronic cigarettes For cIgaREttes substitution: CEASEFIRE randomized controlled trial” ha comparato per la prima volta i dati su efficacia e la sicurezza dei prodotti a tabacco riscaldato con quelli delle sigarette elettroniche, valutando i tassi di astinenza e di riduzione del numero di sigarette fumate all’interno di un percorso di switching assistito, basato sull’esperienza di professionisti della riduzione del danno e sul counseling psicologico motivazionale.

Oltre il 95% dei partecipanti ha completato gli step previsti dallo studio nel corso di dodici settimane. Conferme anche sulla riduzione del numero di sigarette fumate: percentuale diminuita di almeno il 50% rispetto a quanto dichiarato dai partecipanti all’inizio dello studio (46,4% per il gruppo che ha utilizzato i prodotti a tabacco riscaldato e 39.3% per quello delle ecig).

Fornendo ai partecipanti un approccio combinato di supporto psicologico motivazionale minimo e prodotti tecnologicamente innovativi ma facili da usare, abbiamo confermato per la prima volta in un trial randomizzato l’efficacia dei prodotti senza combustione nell’aiutare i fumatori non motivati a smettere e confermato a distanza di 10 anni quanto il nostro gruppo di ricerca aveva mostrato con il primo studio al mondo su efficacia e tollerabilità delle sigarette elettroniche attraverso il glorioso studio ECLAT” – ha dichiarato il prof. Pasquale Caponnetto, professore di psicologia clinica del DISFOR di Catania e membro del CoEHAR.

Lo studio dimostra che un’esperienza psicosensoriale positiva, attraverso strumenti che mimano la gestualità e la ritualità del fumo di sigaretta e che risultino piacevoli sia al tatto che al gusto, aumenta l’efficacia dei percorsi di cessazione. Un’attestazione, inoltre, della teoria per cui questi strumenti siano validi alleati per le strategie di riduzione del danno. “Abbiamo osservato un miglioramento nella resistenza allo sforzo fisico nei partecipanti allo studio rispetto ai livelli iniziali, infatti molti pazienti già dal primo mese dichiaravano di avere più fiato e di provare meno fatica nelle piccole ma importanti attività quotidiane come fare le scale o le faccende domestiche” ha aggiunto il prof. Caponnetto.

LO STUDIO 

I ricercatori hanno arruolato 220 fumatori che non avevano intenzione di smettere e li hanno divisi in due gruppi, uno che faceva uso di prodotti a tabacco riscaldato e un gruppo che faceva uso di sigarette elettroniche, selezionandoli in un campione di riferimento di adulti che fumavano più di dieci sigarette al giorno. L’età media dei partecipanti era di 41anni, circa il 57.3% erano uomini, con un passato di fumatori da almeno un pacchetto al giorno e in media due tentativi di cessazione falliti alle spalle.

Lo studio ha avuto una durata di dodici settimane complessive più un follow up a 6 mesi, i cui dati saranno pubblicati in uno studio successivo. Ai partecipanti è stata data la possibilità di scegliere tra 3 diversi aromi per prodotto, offrendo anche un supporto professionale durante tutta la durata dello studio.

Tra gli elementi che hanno favorito queste alte percentuali di successo, sono da annoverare i prodotti di alta qualità, l’assistenza offerta da professionisti della cessazione e della riduzione del danno, la fornitura da parte dei ricercatori di prodotti dalle caratteristiche accattivanti e soddisfacenti, la percezione che questi fossero meno dannosi del fumo convenzionale e la gestualità simile al fumo di sigaretta.

Fattori alla base anche del progressivo abbandono dell’uso duale, ossia uso combinato di sigaretta elettronica o prodotto a tabacco riscaldato e sigaretta convenzionale, a favore di quello esclusivo di sola di sigaretta elettronica o prodotto a tabacco riscaldato e sigaretta tradizionale o nessun uso di qualunque prodotto.

“I dati confermano l’efficacia e la tollerabilità delle sigarette elettroniche e dei prodotti a base di tabacco riscaldato per i fumatori che non intendono smettere” – ha concluso il PI del progetto prof.ssa Maria Signorelli, associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania e membro del CoEHAR.

LINK allo studio: https://publichealth.jmir.org/2023/1/e42628