Nuovi studi sulla sindrome primaria di Sjogren


Sindrome primaria di Sjogren: nuovo endpoint composito di efficacia da utilizzare nei trial clinici registrativi

Sindrome di Sjögren: uno studio italiano rivela che esistono due tipologie di pazienti. Si apre la strada che porta a terapie personalizzate

E’ noto con l’acronimo STAR (The Sjögren’s Tool for Assessing Response), include tutte le caratteristiche di malattia, dimostrando sensibilità alle variazioni e, a quanto sembra, si propone come nuovo endpoint composito di efficacia da utilizzare nei trial clinici registrativi.

Ne riferisce uno studio recentemente pubblicato su ARD.

“Per decenni – spiegano i ricercatori nell’introduzione allo studio – la terapia evidence-based della sindrome primaria di Sjogren si è basata ampiamente sul fattore “secchezza” (prevalentemente orale e oculare) o sugli outcome riferiti dai pazienti (PRO). L’obiettivo di STAR è quello di risolvere i problemi legati alle misure correnti di outcome nella sindrome primaria di Sjogren, utilizzato nei trial clinici come endpoint di efficacia”.

Il processo a quattro tappe di implementazione dell’endpoint combinato STAR
Per mettere a punto il sistema STAR, i ricercatori hanno seguito un processo che prevedeva il coinvolgimento di esperti della materia, lo sviluppo delle opzioni da valutare come possibile misura di outcome e la messa al voto dell’endpoint considerato migliore.

Nel corso del primo step, i ricercatori hanno esaminato i principali elementi responsabili per identificare la risposta al trattamento nella sindrome primaria di Sjogren.

A tal proposito, hanno utilizzato i dati relativi a due trial clinici sull’impiego di rituximab, in quanto alcune studi pregressi di letteratura avevano dimostrato la possibilità che il farmaco fosse efficace per alcuni pazienti ed endpoint, ma non in tutti i pazienti trattati.

Successivamente, i ricercatori hanno indentificato i sottogruppi di pazienti responder i cui marcatori erano sensibili ai cambiamenti e ad alcuni item selezionati, per poi definire ciò che la risposta dei pazienti significava nel contesto della valutazione clinica.

In tutto, il panel era costituito da 78 esperti in materia di Sjogren (57 clinici e 21 scienziati) e da 20 pazienti.

A questo punto, il team di ricercatori ha messo a punto delle bozze di proposta relativamente a quelle che sarebbero diventate le opzioni proposte al panel. Oltre a combinare le opzioni determinate nello step precedente, ai membri del panel era consentito di fare suggerimenti o di proporre strumenti alternativi per misurare gli outcome.

I ricercatori hanno selezionato le proposte che ricevevano un consenso pari o superiore al 50% dei votanti.

Da ultimo, gli autori dello studio hanno valutato la sensibilità alle variazioni di ciascun nuovo endpoint valutato, selezionando il migliore.

Sono state messe a punto delle definizioni (sottoposte a votazione) per approdare ai metodi da inserire nei nuovi criteri di valutazione grazie alla lettura di nove trial clinici randomizzati e a varie consensus.
I trial sono stati valutati sulla base dei voti dei singoli membri del panel. In tutto, il panel ha identificato 5 aree chiave e 227 opzioni da sottoporre a test per la misurazione della sensibilità alle variazioni.

E’ stata condotta, poi, una metanalisi delle 20 opzioni rimanenti, e il nuovo endpoint combinato STAR è stato selezionato sulla base di un voto che ha considerato le proprietà metrologiche e la rilevanza clinica.

Studio di validazione di STAR e considerazioni conclusive
A questo punto, i ricercatori si sono proposti di validare il sistema in un trial controllato dedicato.
I membri del panel hanno scelto “la minima differenza clinicamente importante (MCID) pubblicata come il cut-off di risposta per l’indice clinESSDAI (3 punti) e ESSPRI (1 punto), escludendo dall’endpoint finale STAR la definizione di “mancato peggioramento”.

Nel commentare questo aspetto, i ricecatori hanno tenuto a sottolineare che, “…anche se questo processo di validazione retrospettiva è stato considerato affidabile in un numero pressochè sovraponibile di esperti del panel e di trial clinici randomizzati considerati, STAR necessita di una ulteriore validazione prospettica in una popolazione diversa di pazienti. La forza di questo step di validazione risiede nella sua capacità di valutazione delle proprietà psicometriche di STAR, in particolare la sua capacità discriminante che sarà oggetto di uno studio di intervento dove verrano messi a confronto il trattamento attivo con quello placebo.

In conclusione, gli autori dello studio raccomandano l’impiego di STAR per valutare diverse popolazioni di pazienti con sindrome primaria di Sjogren.

Bibliografia
Seror R et al. Development and preliminary validation of the Sjögren’s Tool for Assessing Response (STAR): a consensual composite score for assessing treatment effect in primary Sjögren’s syndrome Annals of the Rheumatic Diseases Published Online First: 07 April 2022. doi: 10.1136/annrheumdis-2021-222054
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