Con l’ablazione controllata via le tonsille senza dolore


Via le tonsille senza dolore: grazie all’ablazione controllata si evitano i sanguinamenti e si riducono i tempi di recupero

Le tonsille rimosse chirurgicamente dai bambini potrebbero diventare materiale prezioso per lo studio dei linfomi

Sono a forma di mandorla e si trovano ai lati della gola: sono le tonsille (più propriamente dette “tonsille palatine”), un’importante barriera costituita da tessuto linfatico, che contribuisce insieme alle adenoidi (anch’esse ghiandole linfatiche, situate invece dietro al naso) a difenderci dalle infezioni. In età evolutiva le tonsille e le adenoidi, anche a causa di infiammazioni ricorrenti, possono aumentare in dimensioni fino a causare un’ostruzione respiratoria cronica, a volte con apnee nel sonno, creando quella che viene proprio definita “sindrome delle apnee nel sonno” (OSAS). Si tratta di una problematica che può comportare carenza di ossigeno nel sangue e conseguenti sintomi come fiato corto e difficoltà a compiere sforzi. Se non viene adeguatamente trattata può condurre ad alterazioni comportamentali, scarso accrescimento, deficit di apprendimento. In età pediatrica, in questi casi, è perciò raccomandato l’intervento di adenotonsillectomia.

Occorre sottolineare come, ancora oggi, la tonsillectomia resti l’intervento più eseguito in età pediatrica nei Paesi Occidentali, nonostante le uniche altre indicazioni all’intervento di asportazione di tonsille e adenoidi siano attualmente oggetto di dibattito e riguardino solo le tonsilliti acute ricorrenti (quando vanno a peggiorare la qualità di vita del paziente), la febbre periodica o l’ascesso peritonsillare. La fase postoperatoria dell’operazione chirurgica “classica” è inevitabilmente fastidiosa e invalidante. I tempi di ripresa si aggirano intorno ai 15 giorni ed è necessaria un’attenzione particolare all’alimentazione, che nei primi giorni deve essere rigorosamente semisolida omogenea e a temperatura ambiente, e al riposo assoluto per evitare emorragie, la complicanza più pericolosa.

Oggi però la chirurgia tonsillare può avvalersi di tecnologia innovativa: l’ablazione controllata. La tecnica Coblation (Controlled ablation) si basa sull’utilizzo di uno strumento che produce gas altamente ionizzato che già a 40 gradi è in grado di dissolvere i tessuti molli, poi aspirati dallo strumento stesso. Questo gas è prodotto a partire dai sali di sodio della soluzione salina utilizzata nella procedura e non presenta quindi alcuna controindicazione, trattandosi di un elemento normalmente presente nel corpo umano. L’impatto del calore è praticamente nullo e i tessuti della tonsilla che non hanno subito un’azione meccanica non sanguinano. Con questa tecnica è possibile modulare l’energia utilizzata per dare al “bisturi gassoso” la giusta capacità di penetrazione nei tessuti che hanno densità differente.

La tonsilla comprende il tessuto linfatico, proprio della tonsilla, e la capsula, un tessuto connettivo che mantiene saldo il tessuto linfatico alla loggia tonsillare e come tale, è più coriaceo rispetto al tessuto linfatico. Per prevenire le recidive, in caso di tonsilliti ricorrenti, è necessario asportare tutta la parte linfatica tonsillare compresa la capsula.

Con la tecnica chirurgica tradizionale il muscolo della loggia tonsillare rimane così esposto e, oltre a essere estremamente sensibile a causa delle terminazioni nervose, è anche a rischio di sanguinamento, poiché ricco di grossi vasi sanguigni. Con l’ablazione controllata è invece possibile “ripulire” la capsula interna dal tessuto linfatico fino al 90-95%, rimuovendo la causa dell’ostruzione respiratoria e delle tonsilliti ricorrenti, ma evitando di esporre il muscolo, i vasi e i nervi.

Il vantaggio di questa tecnica è quindi proprio quello di ridurre le temibili complicanze del sanguinamento e del dolore, che purtroppo possono comportare un ulteriore ricovero in ospedale o rendere necessari successivi interventi chirurgici e procedure trasfusionali. Inoltre il ritorno alla vita e alimentazione normali è accelerato e avviene in 5/6 giorni, contribuendo così a ridurre il non trascurabile impatto sociale dell’assenza dal lavoro dei genitori che assistono i figli nella convalescenza.