Perdita di peso rapida con il digiuno intermittente


Nuovo studio: il digiuno intermittente potrebbe essere efficace per una perdita di peso da lieve a moderata, in breve termine, per alcuni gruppi di persone

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Secondo i risultati iniziali di una metanalisi di 21 studi, pubblicata sulla rivista Nature Reviews: Endocrinology, il digiuno intermittente potrebbe essere efficace per una perdita di peso da lieve a moderata per alcuni gruppi di persone, almeno a breve termine.

«I dati finora sfatano il mito secondo cui durante il digiuno le persone si sentiranno deboli e non saranno in grado di concentrarsi» osservato il primo autore Krista Varady, professore di nutrizione all’Università dell’Illinois a Chicago. «Abbiamo dimostrato il contrario, ossia che in realtà hanno una migliore capacità di concentrazione. Sono tuttavia necessari dati a lungo termine su questioni come la sicurezza».

Finora gli studi sono stati condotti solo negli adulti, generalmente in sovrappeso o obesi, e talvolta ipertensione, dislipidemia e/o diabete, ma alcuni sono stati condotti in soggetti normopeso. Gli autori raccomandano che i pazienti con diabete di tipo 1, diabete di tipo 2 o altre comorbidità, o pazienti che hanno bisogno di assumere farmaci durante i pasti in determinati momenti della giornata, dovrebbero avvalersi di una supervisione clinica se scelgono di adottare il digiuno intermittente.

A oggi, sulla base delle evidenze sinora emerse, il digiuno intermittente è controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni e per quanti hanno una storia di disturbi alimentari o un indice di massa corporea <18,5 kg/m2. Ci sono opinioni contrastanti sulla sicurezza di questo approccio negli adolescenti obesi e non è stata valutata nelle persone con più di 70 anni e nelle donne in gravidanza o in allattamento.

«Alcuni studi mostrano una perdita di peso dal 3% all’8% nel corso di 2/3 mesi ma, nonostante il recente aumento di popolarità del digiuno intermittente, solo pochi studi hanno valutato i benefici per la salute di queste diete negli esseri umani» hanno sottolineato i ricercatori.

Una metanalisi per fare maggiore chiarezza
La metanalisi ha coinvolto un totale di 21 studi clinici incentrati su tre tipi di strategie di digiuno intermittente:

  • Digiuno a giorni alterni, consumando meno di 500 kcal un giorno e poi mangiando liberamente il giorno successivo, limitando così le restrizioni alimentari solo la metà delle volte (6 evidenze)
  • Dieta 5:2: un regime alimentare basato sulla forte restrizione calorica da attuare per 2 giorni a settimana (7 evidenze)
  • Alimentarsi in un intervallo di tempo limitato, in una finestra di 4-8 ore (9 evidenze)

Gli studi valutavano il digiuno per un tempo limitato (per lo più da 5 a 12 settimane) e su campioni di piccole dimensioni (da 10 a 150 partecipanti) ed erano stati condotti principalmente negli Stati Uniti. Ne è emerso che queste strategie alimentari possono tutte produrre una perdita di peso da lieve a moderata, dal 3% all’8%, nel corso di 8-12 settimane, simile a quella ottenibile adottando una dieta ipocalorica. In alcuni studi i pazienti hanno ottenuto miglioramenti della pressione sanguigna, del colesterolo LDL, dei trigliceridi, della resistenza all’insulina e dell’A1c.

Queste strategie dimagranti hanno comportato pochi effetti collaterali gastrointestinali, neurologici, ormonali o metabolici ma, come hanno ammonito i ricercatori, «dal momento che gli esiti avversi non vengono valutati regolarmente negli studi sull’uomo sul digiuno, al momento è difficile trarre conclusioni definitive sulla sicurezza di queste diete».

Consigli pratici quando si segue il digiuno intermittente
In genere sono necessarie 1-2 settimane di adattamento quando si inizia il digiuno intermittente. Seguendo questo schema alimentare i pazienti dovrebbero essere incoraggiati a consumare molta frutta, verdura e cereali integrali per aumentare l’assunzione di fibre e micronutrienti.

Nei giorni di digiuno, dovrebbero consumare almeno 50 g di proteine ​​magre per aiutare a controllare la fame e prevenire un’eccessiva perdita di massa magra. In quei giorni l’alcol è consentito ma non raccomandato. È permesso il consumo di bevande energetiche e caffè o tè senza zucchero, latte o panna e le bibite dietetiche dovrebbero essere limitate a due porzioni al giorno perché possono aumentare il desiderio di zucchero.

Idealmente, i medici dovrebbero valutare regolarmente i pazienti per gli effetti avversi durante i primi 3 mesi di digiuno intermittente. Dovrebbero anche monitorare le eventuali carenze di vitamina D, vitamina B12 ed elettroliti, nonché adattare eventualmente le terapie per la pressione sanguigna, i lipidi e il glucosio in funzione della perdita di peso.

I pazienti che raggiungono i loro obiettivi e desiderano interrompere il digiuno intermittente devono intraprendere un programma di mantenimento del peso, possibilmente aumentando l’assunzione di energia nei giorni di digiuno a 1000-1200 kcal/giorno o allargando la finestra in cui alimentarsi a 12 ore nel caso della dieta in un intervallo di tempo limitato.

Bibliografia

Varady KA et al. Clinical application of intermittent fasting for weight loss: progress and future directions. Nat Rev Endocrinol. 2022 Feb 22. 

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