Ozanimod per la colite ulcerosa efficace nel lungo periodo


Colite ulcerosa moderata/grave: ozanimod efficace e sicuro anche nel lungo termine secondo i risultati di una nuova analisi

Colite ulcerosa: nuove conferme di efficacia per filgotinib

Nei pazienti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave, con ozanimod remissione clinica, risposta clinica, miglioramento endoscopico e remissione senza corticosteroidi sono stati mantenuti fino alla settimana 142, senza nuovi segnali di sicurezza. Sono i risultati preliminari dello studio di estensione in aperto True North, presentati al congresso della European Crohn’s and Colitis Organization (ECCO) 2022.

«Per i medici i risultati dello studio di estensione True North forniscono una comprensione degli esiti terapeutici a lungo termine e aiutano a identificare un approccio terapeutico appropriato per i loro pazienti con colite ulcerosa» ha affermato Silvio Danese, Direttore di Gastroenterologia ed Endoscopia, IRCCS, Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. «Questi risultati dimostrano risposte importanti e clinicamente significative su più endpoint chiave e si basano sulla nostra attuale conoscenza dell’efficacia e del profilo di sicurezza di ozanimod».

Ozanimod è un modulatore orale del recettore della sfingosina 1-fosfato (S1P) che si lega con alta affinità ai recettori S1P 1 e 5. Riduce la capacità dei linfociti di migrare dal tessuto linfoide, diminuendo il numero di quelli circolanti nel sangue periferico. Il meccanismo mediante il quale il farmaco esercita i suoi effetti terapeutici nella colite ulcerosa non è noto ma potrebbe comportare la riduzione della migrazione dei linfociti nell’intestino.

Il trial di fase III True North
Si tratta di uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che valuta l’efficacia e la sicurezza di ozanimod 0,92 mg in pazienti con colite ulcerosa attiva da moderata a grave che hanno avuto una risposta inadeguata o erano intolleranti a aminosalicilati orali, corticosteroidi, immunomodulatori o un biologico.

I partecipanti dovevano ricevere un trattamento con aminosalicilati orali e/o corticosteroidi prima e durante il periodo di induzione. Il 30% aveva precedentemente fallito o era intollerante ai bloccanti del fattore di necrosi tumorale (TNF). Di questi il 63% aveva ricevuto almeno due farmaci biologici, inclusi i bloccanti del TNF. All’ingresso nello studio l’età media era di 42 anni, il 60% era di sesso maschile e la durata media della malattia era di 7 anni.

Nello studio di induzione di 10 settimane (studio UC 1) 645 pazienti sono stati randomizzati in rapporto 2:1 a ricevere ozanimod o placebo e hanno completato la sperimentazione rispettivamente il 94% e l’89% dei soggetti coinvolti. Nella fase di induzione non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza.

Nello studio di mantenimento (studio UC 2), un totale di 457 pazienti che hanno ricevuto ozanimod nello studio UC 1 o in un braccio in aperto e hanno ottenuto una risposta clinica alla settimana 10 sono stati nuovamente randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere ozanimod 0,92 mg o placebo per 42 settimane, per un totale di 52 settimane di trattamento.

L’uso concomitante di aminosalicilati doveva rimanere stabile fino alla settimana 52. I pazienti che assumevano corticosteroidi dovevano ridurne la dose all’ingresso nello studio di mantenimento. Di questi hanno completato il trial l’80% e il 54,6% dei soggetti sottoposti rispettivamente al farmaco attivo o al placebo. Nella fase di mantenimento il profilo di sicurezza generale di ozanimod è risultato coerente con quello già evidenziato in pazienti con colite ulcerosa da moderata a grave.

Efficacia e sicurezza confermate nel lungo termine
I pazienti idonei che hanno completato lo studio UC 2 di mantenimento sono stati inseriti nella fase di estensione in aperto di True North, attualmente in corso, progettata per valutare il profilo a lungo termine del farmaco. Erano idonei a partecipare all’estensione anche quanti avevano completato lo studio UC 1 e non avevano ottenuto una risposta clinica o che avevano avuto una recidiva nello studio UC 2.

L’analisi ad interim ha evidenziato che alle settimane 46, 94 e 142 rispettivamente il 45%, il 51% e il 45% dei partecipanti erano in remissione clinica e l’80%, l’84% e l’86% hanno ottenuto una risposta clinica.

L’efficacia di ozanimod in quanti sono entrati nello studio a lungo termine come responder al giorno 1 è stata maggiore rispetto alla popolazione totale, con il 70% e il 69% che hanno ottenuto la remissione clinica rispettivamente alle settimane 46 e 94, e il 95% e il 98% che hanno ottenuto una risposta clinica alle settimane 46 e 94.

Al momento dell’analisi, degli 823 pazienti che sono entrati nella fase di estensione in aperto il 64% ha successivamente completato la settimana 46, il 34% ha completato la settimana 94 e il 14% ha completato la settimana 142.

Il motivo più comune dell’interruzione dello studio era la mancanza di efficacia (21%). Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza con l’uso di ozanimod a lungo termine.