Farmaci orfani: si accorciano i tempi per i prontuari regionali


Farmaci orfani: il termine per l’inserimento nei prontuari regionali passa da 6 a 2 mesi, potranno così ridursi i tempi di accesso alle nuove terapie

Farmaci orfani: il termine per l’inserimento nei prontuari regionali passa da 6 a 2 mesi, potranno così ridursi i tempi di accesso alle nuove terapie

Il testo definitivo del DL attuazione del PNRR è stato approvato dalla Camera con un’importante novità per quello che riguarda i farmaci destinati ai malati rari, i farmaci orfani: se prima, in virtù del Decreto Balduzzi, le Regioni avevano fino a 6 mesi di tempo per aggiornare i loro prontuari e rendere dunque veramente disponibili le nuove terapie, ora questo tempo passa a soli 2 mesi, con 4 mesi di tempo in meno. Questa novità deriva dall’approvazione di un emendamento, il n. 38.018, a firma dell’On. Fabiola Bologna, responsabile nazionale sanità di Coraggio Italia. Il passaggio al Senato dovrebbe essere solo una formalità visto che il Decreto, per non perdere efficacia sin dall’inizio, dovrà essere convertito entro il 5 gennaio; vista la scadenza imminente, con molta probabilità il Senato non apporterà modifiche e quindi già oggi si può dire che a breve entrerà in vigore questo nuovo termine.

Purtroppo questo non garantisce automaticamente che tutte le Regioni lo rispettino, perché anche prima ve ne erano alcune che andavano oltre i tempi massimi, ma è legittimo comunque attendersi degli effetti positivi. La presenza di un termine più breve dovrebbe spronare le Regioni a fare più in fretta di quanto facessero prima e quindi, mediamente, portare a una riduzione dei tempi, ma non solo. Grazie a questo emendamento, infatti, si precisa che, laddove previsto, insieme alla delibera di inserimento in prontuario vada fatta anche la delibera dei centri prescrittori ed erogatori, che prima poteva arrivare in un secondo momento, e quindi con un’attesa ulteriore per i pazienti: bambini, uomini e donne che nella maggior parte dei casi, in attesa di un farmaco orfano, non hanno alternativa terapeutica, poiché spessissimo per le malattie rare non sono presenti più trattamenti, e quindi i ritardi nell’accesso erano, di fatto, periodi senza alcuna specifica terapia, se non sintomatica.

“Sono molto soddisfatta dell’approvazione di questo emendamento”, ha dichiarato l’On. Bologna. “Per il futuro bisognerà monitorarne la concreta attuazione, ma ritengo possa essere il primo passo per ridurre le estenuanti attese dei pazienti e per uniformare i tempi di effettiva erogazione delle terapie su tutto il territorio nazionale”. Un altro importante traguardo raggiunto dall’On. Bologna che, dopo il lavoro condotto per l’approvazione del Testo Unico sulle malattie rare, ha dimostrato ancora una volta il suo impegno in questo ambito.