Covid: dall’ESC linee guida per le cardiovasculopatie


Covid-19: dall’ESC arrivano nuove linee guida per la diagnosi e la gestione delle cardiovasculopatie associate al virus

coronavirus linee guida anticorpi monoclonali stada health report

La Società Europea di Cardiologia (ESC) ha pubblicato online sull’”European Heart Journal” nuove linee guida in due parti relative alla diagnosi e alla gestione delle malattie cardiovascolari (CVD) durante la pandemia di COVID-19. Riconoscendo che il fenomeno è in rapida evoluzione, la task force ESC spera che i documenti – uno che affronta “epidemiologia, fisiopatologia e diagnosi” e l’altro che copre “percorsi di cura, trattamento e follow-up” – possano aiutare i medici stremati nella gestione delle varie manifestazioni delle CVD associate al virus.

«C’è un certo grado di stanchezza tra i cardiologi e altri specialisti e speriamo che – mentre entriamo in un periodo particolarmente impegnativo di aumento dell’infezione in tutto il mondo, in Europa e anche altrove – le informazioni che abbiamo fornito in questi due documenti siano utili» scrivono i componenti del comitato di scrittura, sotto la guida del suo co-presidente e primo autore Colin Baigent, del Nuffield Department of Population Health, Oxford (Inghilterra).

Documento suddiviso in due parti. I contenuti
I documenti cercano di aggregare tutte le prove e i consigli disponibili. Per iniziare, il primo analizza le condizioni cardiovascolari che sono comuni nei pazienti con COVID-19 e i fattori di rischio cardiovascolare che aumentano la probabilità di COVID-19 grave e una maggiore mortalità.

Gli autori riassumono anche le possibilità di lesioni miocardiche, aritmie, insufficienza cardiaca, disfunzione vascolare e malattia tromboembolica a seguito di una grave infezione, osservando che le implicazioni a lungo termine di queste complicanze rimangono al momento sconosciute.

Anche la diagnosi, come accennato, è in evidenza nel primo articolo, con consigli su cosa cercare alla presentazione clinica iniziale, quali test eseguire, che tipo di biomarcatori esaminare e le modalità di imaging da utilizzare. «È particolarmente importante favorire il riconoscimento della malattia, in modo che i pazienti con COVID grave siano trattati in modo appropriato» sottolineano Baigent e colleghi.

Il secondo documento cambia percorso e illustra come i medici devono reagire e trattare i pazienti con COVID-19 confermato. Fornisce in particolare percorsi diagnostici e algoritmi di trattamento per sindromi coronariche acute e croniche, oltre a suggerimenti per la gestione di insufficienza cardiaca, cardiopatia valvolare, ipertensione arteriosa, embolia polmonare acuta e aritmie.

Per i medici che trattano il SARS-CoV-2 in pazienti con malattie cardiovascolari, gli autori evidenziano le complessità del mantenimento dei farmaci cardiovascolari mentre sono attenti a evitare anche le interazioni tra farmaci, alcune delle quali potrebbero ancora essere non note. La seconda parte del documento offre inoltre consigli pratici non solo su come gestire le malattie cardiovascolari ma anche su come ridurre il rischio di trasmissione e mantenere uno stile di vita sano.

I punti di forza dell’elaborato
Riteniamo che l’aspetto più importante di questo elaborato risieda nell’analisi di  condizioni particolari, con l’intenzione di dare una guida per una gestione più dettagliata, sostengono i componenti del Comitato di scrittura.

«Se una persona si presenta con una sindrome coronarica acuta in associazione con COVID, come deve essere gestita? Quali sono le priorità? Che cosa può essere modificato nel  riconoscimento della vulnerabilità e della natura contagiosa del paziente? Soprattutto, la parte della gestione pratica che è spesso impegnativa sta nel farsi carico del trattamento del COVID-19 mentre si cerca ancora di gestire la manifestazione cardiovascolare» esemplificano gli autori.

Va evidenziata l’ampiezza del numero di quanti hanno contribuito alla pubblicazione delle linee guida, così come si sottolinea che ogni sezione è stata scritta da professionisti esperti dei contenuti esposti.

Consigli pratici e non direttive in uno scenario in continuo cambiamento
«Naturalmente, vediamo che le prove stanno emergendo continuamente e quindi vorremmo sottolineare quanto sia importante per i cardiologi avere la massima familiarità possibile con le ultime evidenze, anche se inevitabilmente cambiano di settimana in settimana» scrivono Baigent e coautori. «Vorremmo che i colleghi fossero in grado di costruire su ciò che è stato scritto».

A tale proposito, gli autori precisano che i due documenti non sono da intendersi come «una linea guida formale», quanto piuttosto un riassunto delle conoscenze e delle linee guida attuali.

«Le raccomandazioni sono principalmente il risultato di osservazioni ed esperienze personali da parte degli operatori sanitari» ricordano. «Pertanto, le informazioni fornite in questo documento possono essere soggette a modifiche con l’aumentare delle conoscenze, le prove acquisite da studi prospettici e i cambiamenti dell’andamento della pandemia. Allo stesso modo, le linee guida fornite nel documento non dovrebbero interferire con le raccomandazioni fornite dalle autorità sanitarie locali e nazionali».

Bibliografia:
Task Force for the management of COVID-19 of the European Society of Cardiology. European Society of Cardiology guidance for the diagnosis and management of cardiovascular disease during the COVID-19 pandemic: part 1-epidemiology, pathophysiology, and diagnosis. Eur Heart J, 2021 Nov 16. doi: 10.1093/eurheartj/ehab696. [Epub ahead of print] Link

Task Force for the management of COVID-19 of the European Society of Cardiology. ESC guidance for the diagnosis and management of cardiovascular disease during the COVID-19 pandemic: part 2-care pathways, treatment, and follow-up. Eur Heart J, 2021 Nov 16. doi: 10.1093/eurheartj/ehab697. [Epub ahead of print] Link