Calzature: il distretto di Montebelluna riparte


Forte rimbalzo nei primi sei mesi dell’anno per il distretto di Montebelluna della Calzatura sportiva e dello Sportsystem

Calzature: il distretto di Montebelluna riparte

Nel primo semestre 2021, il distretto di Montebelluna della Calzatura sportiva e dello Sportsystem ha fatto registrare un forte rimbalzo delle esportazioni sullo stesso periodo del 2020 pari al +22% per le calzature e al +20% per gli articoli sportivi. Il 50% dell’export totale del distretto investe quelli che sono tradizionalmente i principali mercati di sbocco dxel Made in Italy: Francia, Germania, Stati Uniti, Spagna e Regno Unito.

Il distretto montebellunese, nel raggio di una sessantina di chilometri, comprende 17 Comuni con circa 570 realtà produttive che occupano circa 6.300 addetti, per lo più nella fabbricazione di calzature sportive per ciclismo, motociclismo, trekking e outdoor, e di pattini a rotelle (il 60% degli occupati) e articoli sportivi.

I dati stati elaborarti dall’Osservatorio Economico Sportsystem nella sede del Museo dello Scarpone, uno strumento che, come sottolinea il presidente della Fondazione del Museo, Andrea Parisotto: «abbiamo voluto riattivare col supporto di Intesa Sanpaolo e della Camera di Commercio Treviso-Belluno, attraverso i lori centri studi e ricerche. L’osservatorio diventerà permanente su base semestrale, per consentire alle aziende e soprattutto alle istituzioni pubbliche di avere un preciso e puntuale termometro sull’andamento economico distrettuale».

Nel 2019, le esportazioni del comparto calzature sportive avevano superato quota un miliardo, mentre per quello degli articoli sportivi si era arrivati a 306 milioni, pari ad oltre un quarto dell’intero export nazionale del settore.

I dati rilevati per il primo semestre di questo 2021, dopo il difficile anno della pandemia, indicano un livello di esportazioni di 710 milioni di euro, in aumento del +0,7% sul primo semestre 2019, con le calzature sportive che arrivano a 508 milioni di euro, soprattutto grazie all’espansione sui mercati di Polonia, Stati Uniti, Russia e Serbia che compensano abbondantemente i cali di Regno Unito, Spagna e Francia.