Schizofrenia: via libera del Chmp a paliperidone palmitato


Schizofrenia: parere positivo del Chmp per il paliperidone palmitato a somministrazione semestrale come mantenimento in pazienti adulti

Disturbo bipolare, schizofrenia

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha emesso parere positivo raccomandando l’utilizzo del medicinale antipsicotico atipico a rilascio prolungato paliperidone palmitato a somministrazione semestrale (PP6M) come terapia di mantenimento della schizofrenia in pazienti adulti clinicamente stabili, che assumono già paliperidone palmitato a somministrazione mensile (PP1M)2 o trimestrale (PP3M).

Dopo l’approvazione europea, PP6M sarà il primo farmaco a somministrazione semestrale per i pazienti adulti affetti da schizofrenia, e offrirà il più lungo intervallo di dosaggio disponibile per un farmaco antipsicotico nell’Area Economica Europea.

La richiesta per l’autorizzazione all’immissione in commercio si basa sullo Studio Route 6, uno studio clinico globale di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, di non inferiorità , il cui obiettivo è stato dimostrare che PP6M è altrettanto efficace di PP3M nella prevenzione delle recidive in pazienti precedentemente stabilizzati con la somministrazione di una formulazione di paliperidone palmitato ad azione più breve. Lo studio ha reclutato 702 pazienti adulti affetti da schizofrenia in 20 paesi diversi, tra cui Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Russia, Spagna e Turchia.

I dati hanno mostrato la non inferiorità di PP6M rispetto a PP3M circa l’endpoint primario, ovvero il tempo alla prima recidiva osservato alla fine di un periodo di 12 mesi. I dati indicano che il 92,5% dei pazienti trattati con PP6M e il 95,1% di quelli trattati con PP3M hanno completato il periodo di 12 mesi senza ricadute.

Per recidiva s’intende: l’ospedalizzazione psichiatrica, un aumento nel punteggio totale della Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS), un aumento nel punteggio di singole voci della PANSS, comportamento violento con auto aggressività o idee omicide/suicide.

Il profilo di sicurezza osservato per PP6M era coerente con gli studi precedenti su PP1M e PP3M, e non sono emersi nuovi segnali di sicurezza.1 Tra gli effetti indesiderati più comuni correlati al trattamento (≥5,0 per cento) osservati nel corso dello studio relativo al gruppo trattato con PP6M vi sono stati aumento di peso (8,4 %), dolore nel sito di iniezione (7,7 %), cefalea (6,7 %) e infezioni alle vie respiratorie superiori (5,0 %). Non sono state riscontrate reazioni avverse gravi inattese.

“La non aderenza alla terapia farmacologica prescritta è considerata una vera e propria sfida per la continuità di trattamento e può avere un impatto negativo sul suo risultato”, ha dichiarato la Prof.ssa Silvana Galderisi,* ricercatrice nello Studio Route 6, Professoressa di Psichiatria e Direttrice dell’Unità di Emergenza del Dipartimento di Salute Mentale presso l’Università degli studi della Campania, Luigi Vanvitelli. “È pertanto essenziale potere offrire più opzioni di trattamento, per soddisfare le diverse esigenze dei pazienti. Se approvato dalla Commissione Europea, il lungo intervallo di somministrazione di PP6M potrà essere d’aiuto nel soddisfare un importante bisogno insoddisfatto in questa popolazione di pazienti”.

Lo Studio Route 6 (PSY3015)
Lo Studio Route 6 era uno studio clinico globale di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, di non inferiorità, che ha reclutato 702 pazienti adulti (di età compresa tra i 18 e i 70 anni) affetti da schizofrenia, con lo scopo di dimostrare che un’iniezione di PP6M (700 o 1000 mg) non è meno efficace di due iniezioni successive di PP3M (350 o 525 mg) nella prevenzione delle recidive in pazienti precedentemente stabilizzati con dosi corrispondenti di PP1M (100 o 150 mg) o PP3M (350 o 525 mg).

Lo studio comprendeva quattro fasi di trattamento: una fase di screening (fino a 28 giorni); una fase di transizione (da uno a quattro mesi) per quei pazienti che erano entrati nella fase di screening senza essere stati stabilizzati con PP1M o PP3M; una fase di mantenimento (di uno o tre mesi), per i pazienti stabilizzati con PP1M o PP3M prima della fase in doppio cieco; e una fase in doppio cieco (della durata di 12 mesi). Durante la fase in doppio cieco tutti i pazienti stabilizzati (N=702) sono stati randomizzati con un rapporto 2:1 per il trattamento con PP6M (n=478) o PP3M (n=224).

Lo studio valutava efficacia, farmacocinetica, farmacodinamica e sicurezza. La durata dello studio variava da 13 a 19 mesi circa, in base al braccio di trattamento.