Paralimpiadi Tokyo: domenica d’oro per l’Italia


Paralimpiadi Tokyo 2020: nuoto protagonista con gli ori di Barlaam, Trimi e della staffetta 4×50 donne. Arrivano anche le medaglie d’argento di Terzi e Gilli

achenza paralimpiadi

Ancora ottime notizie dall’Aquatics Centre di Tokyo, dove i ragazzi del nuoto raccolgono due medaglie d’oro e una d’argento alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Nei 50 stile libero di classe S9, Simone Barlaam ha fatto registrare la miglior prestazione, fermando il tempo sul 24.71, nuovo record paralimpico. Il milanese ha preceduto, al traguardo, Denis Tarasov, della RPC (24.99) e lo statunitense Jamal Hill (25.19).

Oro anche per Arjola Trimi nei 50 rana S3. La lombarda ha nuotato in 51.34, 3.77 più veloce della britannica Ellie Challis (55.11) e 5.69 della atleta della RPC Iulia Shishova (57.03).

Oro al termine di una gara da brividi anche per la staffetta 4×50 donne composta da Alessia Scortechini, Giulia Terzi, Vittoria Bianco e Xenia Palazzo. Le ragazze vincono con il tempo di 4:24.85, davanti all’Australia (4:26.82) e al Canada (4:30.40).

Nei 400 stile libero S7, Giulia Terzi ha ottenuto la medaglia d’argento con il tempo di 5:06.32. Davanti a lei solo la statunitense McKenzie Coan (5:05.84). Terzo posto per un’altra americana, Julia Gaffney (5:11.89).

Il secondo argento, per il nuoto azzurro, arriva grazie alla prova di Giulia Ghiretti nei 100 rana SB4 (1:50.36). Meglio di lei l’ungherese Fanni Illes (1:44.41). Terzo posto per la cinese Cuan Yao (1:50.77).

Secondo gradino del podio anche per la staffetta 4×50 donne composta da

Nei 50 stile libero S13 Carlotta Gilli vince la sua quarta medaglia a questi Giochi.  27.07 il tempo della torinese. L’oro è andato alla brasiliana Maria Carolina Gomes Santiago (26.82), l’argento alla nuotatrice della RPC Anna Krivshina (27.06).

Le soddisfazioni, per i colori azzurri, sono arrivate anche dal judo, dove Carolina Costa ha ottenuto la medaglia di bronzo nella categoria +70 kg. E’ un ippon a decidre la sfida tra la judoka siciliana e l’ucraina Anastasiia Harnyk (10-0).

“Sono abbastanza emozionata e allo stesso tempo stanca, dopo cinque anni di preparazione e di ottimi risultati devo dire che anche se non è arrivato l’oro per me questo è comunque oro. La dedico a mio padre, al mio allenatore che c’è stato sempre 24 su 24, alla mia famiglia e a tutti quelli che mi sostengono”.

“Il mio obiettivo è Parigi: abbiamo aggiunto un anno per arrivare a Tokyo ma ne abbiamo tolto uno per Parigi, poi il prossimo anno ci sono i Mondiali. Insomma, un’altra montagna da scalare. Potevo fare benissimo oro, in semifinale ho perso un po’ di concentrazione e infatti mi ha battuto tramite un mio sbaglio: le ho regalato la finale. Peccato, ma una medaglia la porto a casa, il metallo c’è. È la prima di una nuova serie”.

Finale per la squadra di fioretto femminile di scherma composta da Loredana Trigilia, Beatrice Vio e Andreea Mogos. Straordinario il percorso delle azzurre, che hanno superato gli Stati Uniti (45-5), l’Ucraina (45-24 e Hong Kong (45-32) nella fase preliminare prima di eliminare, in semifinale, l’Ungheria (45-27). Ora, per la conquista dell’oro, dovranno vedersela con la Cina.

La serie di medaglie si è aperta in mattinata da Giovanni Achenza (nella foto del Comitato Paralimpico) nella PTWC di triathlon. L’atleta sardo ha fatto registrare il tempo complessivo di 1:02.05, un risultato che gli ha permesso di bissare il bronzo conquistato nel 2016 ai Giochi di Rio. Per il triathlon azzurro si tratta della terza medaglia a queste Paralimpiadi dopo l’argento di Anna Barbaro e della sua guida Charlotte Bonin nella PTVI e il bronzo di Veronica Yoko Plebani nella PTS2. L’oro è andato all’olandese Jetze Plat (57.51), l’argento all’austriaco Florian Brungraber (59.55).

Gli altri risultati della giornata

Nei 400 stile libero S7 di nuoto, quinto tempo per Simone Bicelli (4:43.67). Oro e record del mondo per l’israeliano Malyar (4:31.06), argento per l’ucraino Trusov (4:35.56), bronzo per lo statunitense Austin (4:38.95).

Nei 50 dorso S3, quinto posto per Vincenzo Boni (47.88). Successo per il cinese Zou (45.25). Secondo e terzo posto, rispettivamente, per l’ucraino Ostapchenko (45.57) e il messicano Lopez Diaz (45.66).

Nei 100 rana SB4, la stessa gara che ha regalato l’argento alla Ghiretti, sesto posto per Monica Boggioni con 1:58.28. A livello maschile, ottavo piazzamento per Francesco Bocciardo (1:51.06). Primo gradino del podio per Cherniaev, della RPC (1:31.96), secondo per il colombiano Fuentes Garcia (1:35.86), terzo per il greco Tsapatakis (1:40.20).

La nazionale italiana femminile di Sitting Volley nella seconda uscita del torneo paralimpico di Tokyo 2020 è stata sconfitta dal Canada 1-3 (16-25, 14-25, 25-15, 19-25). Le azzurre hanno ceduto al termine di un match che le ha viste in grande difficoltà nei primi due set: la battuta del Canada ha funzionato molto bene e la Peters è andata a segno a ripetizione (34 i punti finali).

Nel terzo parziale l’Italia ha reagito e con ottimo avvio, positivo l’ingresso di Aringhieri, ha preso in mano il pallino del gioco, staccando nettamente le avversarie. Diverso l’andamento del quarto parziale, il Canada è partito forte e le ragazze di Amauri Ribeiro, nonostante i tentativi di rimonta, sono state costrette a cedere.

Per la qualificazione in semifinale delle azzurre diventa così decisiva la sfida di mercoledì 1° settembre con il Brasile (ore 3 italiane). In attesa del match delle sudamericane contro il Giappone (oggi ore 13.30 italiane), conti alla mano all’Italia servirà una vittoria (molto probabilmente per 3-0 o 3-1).

Come formazione iniziale Amauri ha schierato oggi: Battaglia, Ceccatelli, Bellandi, Bosio, Pedrelli, Cirelli, Biasi (Libero). Nel primo set l’equilibrio è durato fin sul (9-9), poi il Canada ha sfruttato bene la battuta e l’Italia ha perso terreno (15-21). Nel finale le azzurre non sono riuscite a reagire e le avversarie hanno chiuso sul (16-25).

Il momento favorevole del Canada è proseguito nel secondo set, l’Italia è scivolata subito sotto (2-9). Nelle fasi centrali le ragazze di Amauri Ribeiro hanno accorciato le distanze, prima di accusare un nuovo passaggio a vuoto (11-16) che di fatto ha consegnato la fazione alle canadesi (14-25).

La reazione azzurra è arrivata nel terzo set, buono l’impatto di Aringhieri, un ottimo turno in servizio di Bellandi ha lanciato la fuga italiana (7-2). Le vice campionesse europee si sono espressi su ottimi livelli (16-8) e con autorità hanno sempre mantenuto il controllo del gioco (25-15).

L’Italia non è riuscita a confermarsi nel quarto parziale, le avversarie ha piazzato un break di quattro punti (0-4), costringendo Bosio e compagne a inseguire. Le azzurre a tratti sono riuscite ad accorciare le distanze (10-13), senza però mai trovare la parità (16-19). Il finale è stato tutto in favore delle canadesi, che grazie a questa vittoria (19-25) vedono molto vicina la semifinale. 

“I primi due set la squadra non sembrava scesa in campo, ci abbiamo messo tanto a entrare nel match – ha ammesso Amauri Ribeiro – giocare stando sempre indietro è poi difficile, senti la pressione, soprattutto una squadra come la nostra alla prima Paralimpiade.
Nel terzo set si sono viste tutte le cose preparate in allenamento, se avessimo fatto lo stesso fin dall’inizio credo sarebbe stata un’altra partita. Ci giochiamo l’accesso in semifinale contro il Brasile, una formazione forte, però, con la quale possiamo dire la nostra. Fondamentale sarà far vedere il nostro miglior gioco”.

“È stata una partita molto difficile loro sono state brave a studiare il nostro gioco, mentre noi nella prima parte non siamo state abbastanza incisive – il commento di Giulia Aringhieri – dovevamo imporre di più il nostro ritmo e invece non ci siamo riuscite. Nel terzo set ha girato la battuta, la ricezione e abbiamo cominciato a tirare senza paura. Dobbiamo avere questa mentalità, scendere in campo convinte e far venire fuori la grinta. Bisogna mettere da parte velocemente questa partita, ora testa bassa dritte contro il Brasile per vincere”.

“Siamo entrate in partita solo a tratti, non riuscendo a esprimere il nostro livello gioco, a eccezione del terzo set – ha dichiarato Eva Ceccatelli – abbiamo avuto un rendimento altalenante e soprattutto commesso tantissimi errori gratuiti. Sapevamo che a livello emotivo era una gara difficile da gestire: il Canada si giocava le ultime sue chance, mentre noi avevamo una grande opportunità. Dobbiamo giocarci tutto contro il Brasile, sia per noi, che per loro sarà una gara decisiva. In questi giorni dobbiamo recuperare le energie e lavorare per preparare al meglio questa importantissima partita”.

Nella scherma si ferma ai turni preliminari la squadra di fioretto maschile composto da Emanuele Lambertini, Marco Cima e Matteo Betti. Gli azzurri hanno  vinto contro l’Ucraina (45-40) ma sono stati sconfitti dalla RPC (41-45) e dalla Gran Bretagna (37-45). Al momento sono in corso le gare del team di fioretto femminile.

Il Doppio PR2Mix di canottaggio composto da Chiara Nardo e Gianfilippo Mirabile chiude una straordinaria edizione paralimpica piazzandosi quinti. Una gara che li ha visti sempre in attacco e che alla fine gli ha anche consentito di agguantare un quinto posto che migliora, di fatto, il risultato paralimpico di questa specialità (sesta a Londra 2012). Bravi Chiara e Gianfilippo a non mollare mai ed arrivare tra i primi cinque a livello paralimpico. 1. Gran Bretagna (Laurence Whiteley, Lauren Rowles) 8.38.99, 2. Olanda (Annika Van der Meer, Corne de Koning) 8.43.85, 3. Cina (Shuang Liu, Jijian Jiang) 8.49.42, 4. Ucraina (Svitlana Bohuslavska, Iaroslav Koiuda) 8.54.97, 5. Italia (Chiara Nardo-SC Padova, Gianfilippo Mirabile-SS Murcarolo) 9.11.65, 6. Polonia (Jolanta Majka, Michal Gadowski) 9.09.81.

Il Quattro Con PR3Mix si piazza al quinto posto al termine di una gara che ha visto il dominio britannico che ha vinto l’oro seguiti da Stati Uniti e Francia. Per l’Italia di Cristina Scazzosi, Lorenzo Bernard, Alessandro Brancato, Greta Elizabeth Muti e Lorena Fuina al timone la soddisfazione di aver concluso una Paralimpiade riportando l’ammiraglia il più vicino possibile al podio. Un quinto posto subito dietro all’Australia che ha dovuto lottare per restare davanti agli azzurri. 1. Gran Bretagna (Ellen Buttrick, Giedre Rakauskaite, James Fox, Oliver Stanhope, Erin Kennedy) 7.09.08, 2. Stati Uniti (Allie Reilly, Danielle Hansen, Charley Nordin, John Tanguay, Karen Petrik) 7.20.13, 3. Francia (Erika Sauzeau, Antoine Jesel, Remy taranto, Margot Boulet, Robin le Barreau) 7.27.04, 4. Australia (Alexandra Viney, Nikki Ayers, Thomas Birtwhistle, James Talbot, Renae Domaschenz) 7.34.73, 5. Italia (Cristina Scazzosi-SC Lago d’Orta, Lorenzo Bernard-SC Armida, Alessandro Alfonso Brancato-RYCC Savoia, Greta Elizabeth Muti-SC Olona 1894, Lorena Fuina-SC Moto Guzzi-timoniere) 7.37.53, 6. Israele (Michal Feinblat, Simona Goren Shtouk, Barak Hazor, Achhiya Klein, Marlaina Miller) 7.51.42.

Nel mixed team compound di tiro con l’arco la corsa degli azzurri Maria Andrea Virgilio e Matteo Bonacina si ferma ai quarti di finale contro il duo RPC (Artakhinova, Shigaev) che riesce a vincere allo spareggio 153-153 (19-20).

Il duo italiano era partito meglio dei russi, vincendo il primo parziale 38-37, ma poi c’è stato il ritorno degli avversari che vanno a +1 chiudendo la seconda volée 38-40. Vantaggio che mantengono dopo il terzo set concluso sul 39-39 e nella quarta frazione Virgilio e Binacina portano la partita allo spareggio vincendo 38-37.

Nelle frecce di shoot off il duo azzurro mette a segno due 9, mentre i russi piazzano due 10 che valgono la semifinale.

Con un punteggio totale di 214.057 l’Italia Team di Paradressage oggi, domenica 29 agosto, ha concluso all’ottavo posto della classifica finale il Team Test dei XVI Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

In campo all’Equestrian Park oggi l’ultima delle tre azzurre scelte per la gara a squadre: Federica Sileoni in sella a Burberry.

L’amazzone italiana ha chiuso la sua prova con una percentuale del 65,977%, macchiata da un errore nel “trotto allungato” e l’altro su una “partenza al galoppo”. Il suo punteggio è stato sommato a quelli ottenuti ieri da Francesca Salvadè in sella a Oliver Vitz nel Grado III (68,794%) e da Sara Morganti. In sella a Royal Delight proprio la Campionessa del Mondo in carica, medaglia di bronzo due giorni fa qui a Tokyo, ha ottenuto ieri un magnifico di 79,286%, facendo registrare il suo personal best score in Team test e il secondo miglior punteggio della gara di ieri, dopo quello realizzato dalla statunitense medaglia d’oro Roxanne Trunell (80,321%).

“La gara – ha detto Federica Sileoni in zona mista – non è andata proprio come speravo, perché ci sono stati un po’ di errori da parte mia che avrei potuto sicuramente evitare e che hanno fatto abbassare il punteggio rispetto al primo giorno. Rompere il ghiaccio può essere anche un’arma a doppio taglio, perché magari provi a far di più e allo stesso tempo arrivano gli errori. Oggi si chiude la mia prima Paralimpiade con un bilancio, per me, assolutamente positivo. È stata un’esperienza fantastica, perché ho vissuto e sentito emozioni nuove e bellissime. È stato davvero entusiasmante”, ha concluso l’amazzone azzurra.

In attesa del Freestyle di Sara Morganti e Royal Delight, in programma domani, arriva il bilancio sul Team Test da parte del CT, Ferdinando Acerbi.

“Il bilancio della gara per Team – ha detto Acerbi – non può che esser che positivo. La squadra si è difesa con i denti. Su quattro ragazze che abbiamo portato, due erano debuttanti assolute, a cui di più non potevamo chiedere. Rimane l’amarezza di qualche punto perso, ma è tutta una questione di esperienza e sono situazioni che si possono superare con il tempo. Allo stesso modo – ha aggiunto il Ct – resta l’enorme soddisfazione di aver mantenuto la nostra posizione nella ranking mondiale e adesso abbiamo davanti un triennio/quadrienio su cui lavorare. Abbiamo Federica Sileoni su cui puntiamo tantissimo, ovviamente Sara Morganti che è chiaramente la regina e Francesca Salvadè che ha dimostrato di riuscire superare le difficoltà e quindi cercheremo di lavorare tutti insieme per un unico obiettivo”. Il Capo equipe ha voluto dedicare un pensiero particolare a Carola Semperboni, rimasta a sostenere la squadra a bordo campo (secondo le nuove regole sono tre i binomi nel Team test ndr). “Carola – ha aggiunto Acerbi – è una delle persone più sportive e con spirito di squadra che io abbia mai conosciuto, per cui se è possibile l’atteggiamento che ha tenuto, considerata la sua giovanissima età (18 anni appena compiuti ndr), aumenta ancor di più la stima che ho nei suoi confronti. La prima lezione per uno sportivo è quella di sapere gestire le situazioni e riuscire a restare in squadra anche quando hai una delusione dovuta a una scelta che magari in un primo momento non ti fa piacere. Per questo io sono fierissimo delle mie ragazze e non le cambierei per nulla al mondo”, ha concluso commosso Acerbi.

Combattutissima la lotta per le prime due posizioni del podio. La medaglia d’oro paralimpica a squadre è andata alla Gran Bretagna (229.905), seguita dall’Olanda, argento con 229.249, e dagli Stati Uniti, medaglia di bronzo con 224.324. Erano quindici le rappresentative in campo.

Passiamo alle gare di atletica, con Francesca Cipelli nona nel salto in lungo T37. 3.96 la misura della saltatrice veneta, in una gara vinta dalla cinese Wen (5.13) davanti alla statunitense Roberts (4.65) e alla Sapozhnikova, della RPC (4.56). Nei 200 T35, ottavo tempo per Oxana Corso (33.13). Successo per la cinese Zhou (27.17), secondo e terzo posto, rispettivamente, per l’australiana Holt (27.94) e la britannica Lyle (30.24).