Chirurgia estetica per gli occhi: non c’è solo la blefaroplastica


Oltre alla blefaroplastica, il 2° trattamento più richiesto di chirurgia estetica in Italia, esistono altre pratiche per migliorare l’aspetto degli occhi e della zona circostante

Oltre alla blefaroplastica, il 2° trattamento più richiesto di chirurgia estetica in Italia, esistono altre pratiche per migliorare l’aspetto degli occhi e della zona circostante

AICPE, Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, ha recentemente approfondito il tema Chirurgia e Medicina Estetica della Regione Orbitaria, su tutti quei trattamenti atti a migliorare la zona del volto che ha come punto focale lo sguardo.

Non solo blefaroplastica, pratica che negli ultimi decenni si è comunque evoluta per tecniche e materiali utilizzati, ma anche: chirurgia del sopracciglio, cantopessi, lifting medio-facciale, correzione dei volumi con filler, medicina rigenerativa e trattamenti di Medicina Estetica mirati, per migliorare l’aspetto della cute.

Regola numero uno per i chirurghi plastici Soci di AICPE è sempre la valutazione del paziente, che spesso si presenta dal chirurgo chiedendo un intervento di blefaroplastica, mentre necessita di alzare il sopracciglio o spostare il canto o modificare i volumi palpebrali: le possibilità di correzione in questo distretto del volto sono diverse e l’obiettivo deve sempre essere quello di ottenere un risultato naturale e armonico. Esistono diverse pratiche chirurgiche, meno conosciute della blefaroplastica, efficaci per correggere difetti congeniti dell’occhio (relativi a forma, volumi, proporzioni) oppure per contrastare l’effetto dell’invecchiamento ‘rinfrescando’ lo sguardo.

Cantopessi

La cantopessi, che può essere statica o dinamica, è un intervento che permette di portare verso l’alto l’angolo esterno dell’occhio (canto). Si tratta di una pratica chirurgica utile per correggere un difetto congenito della forma dell’occhio (definito volgarmente occhio all’ingiù), ma anche per migliorare l’aspetto delle palpebre inferiori, soggette a lassità per effetto dell’invecchiamento. Può in sostanza modificare il taglio dell’occhio originario, oppure risolvere problematiche sopraggiunte con l’aging, che può aver modificato la zona del canto o la palpebra inferiore. Può essere effettuato insieme ad altri interventi di chirurgia orbitaria, come la blefaroplastica, a seconda dell’indicazione e del risultato da ottenere.

Lifting Medio-facciale (Mid-face Lifting)

Il lifting medio-facciale è indicato per rialzare i tessuti molli della zona idealmente compresa tra la linea degli occhi e quella della bocca (naso escluso), particolarmente soggetti ad elastosi da invecchiamento. Molto spesso questa zona viene trattata con tecniche di riempimento (tramite filler o grasso autologo) che hanno il limite di avere risultati transitori e soprattutto, a lungo andare, modificano l’aspetto e la forma naturale del volto, senza risolvere il problema della discesa dei tessuti verso il basso. Il lifting medio-facciale è una pratica chirurgica invasiva, realizzata in anestesia generale, che consiste nello scollamento dei tessuti molli sottocutanei di questo distretto, che vengono successivamente spostati verso l’alto sull’arcata dell’orbita, dove vengono ancorati, grazie a incisioni che lasceranno cicatrici invisibili. Il lifting medio-facciale offre risultati stupefacenti: migliora l’aspetto delle guance e delle borse sotto oculari, distende la cute diminuendone rugosità e lassità. Il risultato è estremamente naturale e durevole nel tempo, infatti conferisce, anche a distanza di molti anni, un aspetto più giovane e riposato. Fondamentale la perizia del chirurgo plastico al quale ci sia affida, poiché si tratta di un intervento molto delicato.

Periorbitoplastica Mininvasiva

Questa pratica chirurgica ha come obiettivo il riposizionamento del sopracciglio, ma agisce anche sull’aspetto delle palpebre ed elimina le rughe della fronte, donando allo sguardo e al volto maggiore freschezza. Si tratta di una tecnica nata in Brasile, si svolge in anestesia locale e lascia una sola cicatrice al margine del cuoio capelluto, ma prevede una particolare ‘rete’ di punti di sutura su tutta la fronte, che nel post operatorio impone una rinuncia alla socialità totale per alcuni giorni. Il risultato, a fronte di un intervento mini invasivo, è però davvero soddisfacente e durevole negli anni: l’eliminazione delle rughe della fronte e l’apertura dello sguardo che consegue all’innalzamento del sopracciglio, conferiscono al volto un aspetto più giovane e naturale. Sono pochi i chirurghi plastici italiani in grado di realizzare questo intervento.

Blefaroplastica – le tecniche miste

Le pratiche chirurgiche e non chirurgiche possono poi essere associate tra loro, a seconda dei casi specifici, per intervenire sui diversi difetti delle palpebre e in base a quali volumi vanno ripristinati o ridotti. Esistono infatti occhi cavi, svuotati o sporgenti oppure palpebre con dermatocalasi (eccesso di cute della palpebra): a seconda delle esigenze di correzione un chirurgo plastico esperto potrà decidere se intervenire con la chirurgia, oppure se combinare la chirurgia a trattamenti di riempimento adatti a correggere i volumi, utilizzando acido ialuronico, micro-lipofilling o trattamenti di Medicina Estetica più soft.

La Medicina Estetica della zona periorbitaria

Alcuni trattamenti di Medicina Estetica realizzati con apparecchiature biomedicali oppure con iniettivi, possono dunque essere complementari alla chirurgia periorbitaria per migliorare ulteriormente il risultato finale. Il chirurgo plastico potrà decidere di agire in modo combinato rispetto all’intervento con trattamenti di stimolazione (peeling, peptidi, laser, ablazione) che agiscono in generale sulla texture della pelle, oppure di intervenire con tecniche di riempimento (filler o fili di trazione) o ancora di stimolare la contrazione della cute con l’utilizzo di radiofrequenze oppure con ultrasuoni focalizzati. Si tratta di protocolli che posso essere eseguiti dopo o durante il percorso operatorio, sempre in base all’indicazione del chirurgo di fiducia.

“Lo sguardo è da sempre al centro dell’attenzione della chirurgia plastica, benché i canoni estetici siano in costante evoluzione“ – spiega il dott. Alessandro Casadei, chirurgo plastico e Probo Viro AICPE – “i vari distretti periorbitali sono soggetti all’effetto dell’aging, oppure possono presentare piccoli difetti congeniti migliorabili attraverso la chirurgia. La cosa importante è valutare le indicazioni terapeutiche, molto diverse da paziente a paziente, e soprattutto tenere presente che tutte le pratiche chirurgiche devono essere effettuate da un chirurgo esperto, in una sala operatoria che rispetta le norme igieniche e osservando le linee guida”.

AICPE da tempo invita i pazienti a seguire alcune indicazioni di base, utili per effettuare una scelta consapevole quando decidono di affrontare un intervento di chirurgia plastica estetica: verificare sempre l’appartenenza del chirurgo plastico al quale ci si affida a società scientifiche di categoria come AICPE, richiedere sempre un consulto preoperatorio di persona e raccogliere dal medico tutte le informazioni possibili sul percorso operatorio proposto, sul decorso post operatorio e sulle possibili complicanze.

Aicpe: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con lo scopo di promuovere la formazione e la pratica in chirurgia plastica estetica favorendo uno scambio di conoscenze tra i chirurghi qualificati. Ad AICPE, gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 350 chirurghi in tutta Italia. Membri di AICPE possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono ad un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici disciplinando l’attività professionale, rappresentare i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e promuoverne la preparazione culturale e scientifica.