La sinusite frontale si può combattere o eliminare


La sinusite frontale riguarda i seni paranasali omonimi e può avere diverse cause, spesso batteriche. Ecco come capire se combatterla o eliminarla

Oggi la sinusite può essere individuata più facilmente con l’endoscopia nasale, un esame mini-invasivo e indolore adatto anche ai più piccoli

La sinusite frontale riguarda il seno paranasale omonimo, che si trova nella compresa tra la parte superiore delle sopracciglia e la base del naso.

Come gli altri seni paranasali può andare incontro a un’infezione batterica o virale, che deve essere curata con farmaci e con la terapia chirurgica, quando la causa è riconducibile, per esempio, a polipi nasali e a deviazione del setto a causa di un incidente o della conformazione ossea del cranio.

La sinusite frontale può manifestarsi in modo improvviso (acuta), ma può essere anche sub acuta o diventare cronica.

La sinusite frontale acuta dura meno di 3 settimane ed è quella che ha un esordio abbastanza veloce, spesso concomitante con un’allergia. Quella sub acuta supera invece le 4 settimane, ma se va oltre i 3 mesi viene considerata come una forma cronicizzata, caratterizzata dal fatto che i sintomi hanno un esordio lento e non sempre di facile comprensione, se non da parte di uno specialista come l’otorinolaringoiatra.

Come nel caso della sinusite degli altri seni paranasali anche questa causa sintomi molto simili, tra un fastidioso mal di testa che non passa con gli antidolorifici in quanto causato dall’infezione, e il dolore che interessa soprattutto la zona orbitale e delle tempie, specie all’atto della pressione.

Le cause della sinusite frontale

I seni paranasali, che sono pieni di aria, hanno il compito di alleggerire il peso delle ossa craniche e di permettere una buona respirazione, ma anche il giusto grado di umidità e di idratazione delle mucose.

Quando interviene qualcosa a rompere questo equilibrio significa quasi sempre che c’è un ostacolo al drenaggio dei liquidi, che perciò crea un ambiente purulento, impedendo il circolo della normali secrezioni di muco che rimangano intrappolate in uno dei seni paranasali.

Così avviene anche nel caso della sinusite frontale, nel cui seno paranasale stazionano colonie batteriche, di germi, ma anche di sostanze irritanti come pollini, polvere, ecc.

La sinusite frontale può essere causata anche dal comune raffreddore o dall’influenza e potrebbe passare in concomitanza con la guarigione.

Le vie respiratorie superiori possono subire l’insulto non solo di raffreddori ricorrenti, ma anche delle sindromi para influenzali e dell’influenza stagionale.

Spesso la sinusite innescata da questi eventi stagionali diventa recidivante a ogni possibile stimolo esterno, che si tratti di allergie o di semplice irritazione delle mucose, dovuta magari all’inalazione di sostante estranee, come lo stesso inquinamento.

Ci sono altre condizioni patologiche che, invece, richiedono un trattamento chirurgico per riuscire a liberare il passaggio attraverso il quale passa l’aria, ma soprattutto il muco.
Una di queste sono i polipi nasali, cioè neoformazioni aggiuntive delle mucose che, ingrandendosi, occupano buona parte dello spazio, se non tutto, a disposizione, creando un vero e proprio “tappo”. Le escrescenze sono benigne e si devono asportare chirurgicamente attraverso la vaporizzazione con il laser.

Anche il setto nasale deviato può provocare la sinusite frontale, in quanto la struttura ossea subisce uno scostamento verso una direzione o l’altra in particolare della cartilagine, che separa le fosse nasali, restringendo le cavità e impedendo la normale funzionalità dei seni paranasali.

Le continue irritazioni della mucosa dovute alle allergie stagionali ai pollini, alle graminacee, ai peli d’animale, specie al cane, al gatto o ai cavalli, provocano spesso una serie parossistica di starnuti.

Questo porta a un’iperproduzione di muco e secrezioni dense di colore verde-giallastro che indicano la presenza dell’infezione. Tutto questo provoca un rigonfiamento delle mucose che bloccano il passaggio di aria e muco, scatenando lo stesso meccanismo di stagnazione che porta alla proliferazione di batteri, muffe, ecc.

Sintomi e complicanze della sinusite frontale

La sinusite frontale si manifesta con sintomi comuni a quella degli altri seni paranasali, come dolore intorno all’area interessata, in particolare quella orbitale e delle tempie, ma anche alla base della fronte stessa e con il mal di testa.

Altri sintomi sono:

– le difficoltà respiratorie,
– naso chiuso e congestione;
– senso di oppressione agli occhi e lacrimazione;
– perdita del senso del gusto e dell’olfatto;
– secrezioni di muco infetto di colore giallo o verdastro;
– febbre;
– alitosi;
– nausea;
– irritabilità.

Complicazioni per sinusite non curata

Una sinusite non curata o trascurata può portare, però, a delle complicanze, che possono essere invalidanti e peggiorare la qualità della vita dei pazienti.

Considerata la posizione della sinusite frontale molto vicina sia agli occhi che al cervello, l’infezione potrebbe estendersi e compromettere la vista con ascessi orbitali, oppure raggiungere le meningi e provocare la meningite.

Bisogna sempre curare la sinusite sia frontale che riferita agli altri seni paranasali, in quanto il fatto che ci siano frequenti recidive, con sintomi che non accennano ad attenuarsi neppure con la terapia farmacologica, richiede una visita specialistica otorinolaringoiatrica.

Nei casi gravi si può manifestare febbre alta, forte cefalea, rigidità della nuca, sdoppiamento della vista e irritazione agli occhi, associata a gonfiore ed edema delle orbite.

Esami per riconoscere la sinusite frontale

Per capire se combattere o eliminare la sinusite frontale è essenziale individuare la causa e fare una corretta e scrupolosa diagnosi, grazie ad alcuni esami anche strumentali, di cui si serve un medico specialista della materia come l’otorinolaringoiatra.

La visita consiste nell’esame obiettivo, con l’osservazione interna delle fosse nasali, ma anche con la richiesta di informazioni sulla natura dei sintomi, sullo stile di vita e sulla storia clinica del paziente.

Si eseguono quindi esami come l’endoscopia nasale, colture della mucosa per individuare l’eventuale presenza di batteri, test allergici e, se necessario, anche una TAC cranica senza mezzo di contrasto, per verificare l’eventuale presenza di neoformazioni, tra cui polipi nasali, ipertrofia dei turbinati e altre patologie, insieme alla presenza di muco intrappolato nel seno paranasale frontale.

Come curare la sinusite frontale

Nel caso di una sinusite acuta e che non abbia manifestazioni ricorrenti, si può scegliere la terapia farmacologica che mira a risolvere la causa e a curare la sintomatologia.
In questo caso si usano lavaggi nasali, spray decongestionanti, antinfiammatori e antibiotici. Questi ultimi solo nel caso sia stata verificata la presenza di un’infezione batterica.

Se la sinusite frontale è causata da polipi di una certa dimensione che bloccano il passaggio dell’aria e il drenaggio delle secrezioni, allora è necessario un intervento chirurgico ambulatoriale in anestesia locale con il laser.

Si tratta di una tecnica mininvasiva che non intacca la mucosa, ma elimina in modo mirato i polipi nasali, liberando il canale. L’otorinolaringoiatra provvede anche ad aspirare il muco infetto presente nel seno paranasale frontale e a irrigarlo con una soluzione antibiotica locale, in modo da sanificare la cavità.

Lo stesso avviene nel trattamento di altre patologie che ostruiscono il canale nasale e impediscono una corretta respirazione.

Decidere riguardo alla sinusite frontale se combatterla o eliminarla dipende della causa, in quanto si può curare con i farmaci, ma eliminare con la chirurgia di ultima generazione, la stessa che utilizza il dott. Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia laser, che in Emilia Romagna cura i suoi pazienti con professionalità e competenza e che potete contattare sul suo sito.