Il progetto Sunmare costruirà la nave del futuro


Al via il progetto SUNMARE (Surface UNmanned multipurpose research MARine vEhicle) per realizzare l’Usv del futuro amica dell’ambiente

progetto SUNMARE (Surface UNmanned multipurpose research MARine vEhicle)

Nell’ambito del Bando “Progetti di Gruppi di Ricerca 2020”, la Regione Lazio ha finanziato il progetto SUNMARE (Surface UNmanned multipurpose research MARine vEhicle) presentato dall’Università La Sapienza – Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale (Dima) e l’Istituto di ingegneria del mare (Inm) del Cnr.

Il Gruppo di Ricerca è composto da Antonio Carcaterra (coordinatore), Antonio Culla, Massimo De Lauro, responsabile scientifico per conto del Cnr e Salvatore Mauro: l’obiettivo è quello di studiare, valutare e redigere i requisiti tecnici e funzionali di una innovativa imbarcazione da ricerca multipurpose a guida autonoma USV (Unmanned Surface Vehicle).

Tale imbarcazione Usv, di circa 10 metri, dovrà essere trasportabile su strada e dovrà avere caratteristiche tecniche molto spinte non solo da un punto di vista operativo (sistemi di bordo dedicati per la conduzione in sicurezza e per l’acquisizione dei dati)  ma anche e  soprattutto da un punto di vista ambientale (zero emissioni).

Le tematiche di ricerca che verranno affrontate sono:

a. innovazione e digitalizzazione del processo produttivo;
b. sicurezza del “sistema nave autonomo”(safety, security e cyber-security);
c. attenuazione dell’impatto ambientale (in aria e acqua);
d. competitività e innovazione di un processo industriale (modularità ed efficienza operativa);
e. necessità operative per la formazione del personale (Maritime Autonomous Surface Ship, livello 3 – MASS3).

I target da rispettare da parte dell’Usv che verrà ideato dal progetto “Sunmare” sono:

Green: zero impatto ambientale (sia in aria che in acqua) che ne permette l’utilizzo in qualunque bacino idrico (aree costiere marine protette, bacini interni in aree naturali, parchi marini ed aree naturalistiche, parchi archeologici sommersi, aree lacustri etc.).

Innovativo: deve essere configurato per soddisfare le esigenze di ricerca, le necessità operative di soggetti privati del settore offshore, l’immediatezza operativa in caso di emergenze o controlli ambientali da parte delle Autorità competenti.

Digitale: autonomo e supportato da sistemi intelligenti per l’auto diagnostica, la sicurezza operativa e il controllo per apprendimento interattivo.

Resiliente: riconfigurabilità operativa (survey geofisici, survey geomorfologici, survey ambientali, SAR) in efficienza e sicurezza.

Competitivo: elevato tasso di produttività, di manovrabilità e di stabilità di rotta e assetto a basse velocità, operatività in rapporto alle condizioni meteo-marine, individuazione ottimale dell’endurance, ottimizzazione operativa in fase di mobilitazione, in stand-by e durante acquisizione dati.

Flessibile: trasportabilità su strada per lo svolgimento di attività in area marina, lacustre o fluviale in ambito regionale, nazionale ed europeo.

Sicuro: elevato grado di robustezza, bassa produzione di condensa nei locali tecnici, bassa vibrazione strutturale e rumore acustico Interno ed irradiato), affidabilità in ambiente sottoposto a shock e particolari livelli di ridondanza dei sistemi di controllo degli impianti dedicati alla sicurezza della navigazione, alla propulsione, ai servizi di bordo, alla security e alla trasmissione dati (cyber security).