All’asta bottiglia di Grand Constance di Napoleone


Battuta all’asta per 30mila euro una bottiglia di Grand Constance del 1821 destinata a Napoleone Bonaparte, che giunse nell’isola di Sant’Elena dopo il fatidico 5 maggio

bottiglia di Grand Constance del 1821

Un buon vino può conservarsi anche per due secoli? Sì a quanto pare, ma i 30.000 dollari spesi per aggiudicarsi ad un’asta di Christie’s una bottiglia di Grand Constance del 1821 hanno una ancor più importante giustificazione. La bottiglia era infatti destinata a Napoleone Bonaparte ma giunse nell’isola di Sant’Elena dopo il fatidico 5 maggio, così che l’intera partita destinata all’ex imperatore venne immessa sul mercato.

Secondo la sudafricana Cape Fine & Rare Wine Auction (CFRWA) il Grand Constance, prodotto nel vigneto Groot Constantia nell’odierno Sud Africa, è stato uno dei vini più ambiti dell’epoca: nel 1821, gran parte del raccolto venne spedito all’isola che ‘ospitava’ l’illustre esiliato arrivandovi però dopo la morte di Napoleone.

Si ritiene che esistano ancora meno di una dozzina di questo vino invecchiato 200 anni, ed in particolare la rara bottiglia battuta all’asta nei giorni scorsi e venduta per circa 30.000 dollari provenisse dalla collezione del produttore di vino sudafricano Distell. Nel 2019, la bottiglia era stata controllata e ritappata “non solo per prolungare l’invidiabile età del vino, ma anche per garantire che il contenuto fosse in buone condizioni” ha dichiarato un portavoce della CFRWA.

Una prima stima della casa d’aste si era orientata su di un prezzo di vendita della bottiglia tra i 6.000 e i 9.000 dollari, ma durante l’incanto un acquirente britannico, come al solito anonimo, ha continuato nei rilanci fino alla chiusura a 30.000 dollari.

«La possibilità di acquistare e bere una bottiglia di vino di 200 anni fa – ha detto Charlie Foley, banditore d’aste di Christie’s – è certamente un evento sensazionale. Posso solo immaginare le profondità dei suoi sentori. Esistono pochissime bottiglie di questo vino ed averne una all’asta è una vera fortuna per il CFRWA».