Crampi notturni in agguato se manca il potassio


La carenza di potassio è una delle possibili cause dei crampi notturni: ecco una lista di cibi che ne contengono buone quantità

Crampi notturni: la causa non è solo l'affaticamento

Un fastidio che può diventare un tormento e ostacolare il sonno. Sono i crampi notturni, di cui molte persone, spesso donne hanno fatto esperienza nella loro vita. Prima che il disagio sia tale da interferire con il riposo notturno è possibile seguire qualche piccolo accorgimento e far fronte a questo disturbo «ma per cercare di risolverlo è necessario risalire alla causa e una potrebbe essere la carenza di potassio», ricorda la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio di Humanitas.

I crampi notturni interessano le gambe e in particolare i muscoli dei polpacci. Sono contrazioni muscolari involontarie anche dolorose. In alcune condizioni il rischio di dover fare i conti con questo disturbo è maggiore, ad esempio in gravidanza. Ma tra i fattori di rischio non modificabili c’è anche l’età: più è avanzata, più questo rischio aumenta.

I rimedi per limitare i disagi ci sono, «dai massaggi ai bagni caldi dall’attività fisica per mantenere una buona funzionalità muscolare agli esercizi di stretching con cui flettere i piedi verso il corpo. Ma si tratta solo di interventi sintomatici. Quello che conta è individuare la causa di questi crampi muscolari», sottolinea la specialista.

Frutta e pesce per il potassio

«I crampi notturni possono essere dovuti, ad esempio, all’ipopotassiemia, ovvero la carenza di potassio nel sangue. Il deficit di questo prezioso minerale può essere causato da disturbi gastrointestinali o può sorgere come effetto collaterale di una terapia farmacologica o da una ridotta assunzione o altre cause. Per questo motivo bisogna rivolgersi al medico e fare gli esami necessari per misurare i livelli di potassio».

Il potassio è contenuto in tanti alimenti – oltre alle classiche banane, anche nelle patate, nelle albicocche, nei kiwi e nel pesce come il salmone, per esempio. Ma in caso di carenza il potassio che serve non potrà essere assunto solo con la dieta: «L’alimentazione può contribuire a colmare il deficit ma servirà assumere degli integratori, anche diversi dai prodotti da banco e con un dosaggio definito dal medico», conclude la professoressa Lucini.