L-Arginina protagonista della lotta al Covid


L-Arginina protagonista della lotta al Covid: l’evoluzione medico-scientifica dell’amminoacido che ha dimostrato di poter supportare la guarigione nei malati

L-Arginina protagonista della lotta al Covid

Febbraio 2020 segna il mese di esordio del nuovo coronavirus in Italia. Da allora è stata una escalation di drammatici eventi, con il clue rappresentato dal lockdown mondiale, nel tentativo di arginare la diffusione di questo spietato e silenzioso nemico dell’umanità.
Da quel momento, laboratori di ricerca di tutto il mondo lavorano in sinergia per identificare il virus e iniziare a sviluppare quanto prima un vaccino che ne riduca il contagio.

In Aprile, il team del Professor Gaetano Santulli, professore e ricercatore presso l’Albert Einsten College of Medicine di New York, è il primo a scoprire e dimostrare che le manifestazioni sistemiche osservate nella malattia da coronavirus (COVID-19) potrebbero essere spiegate da una disfunzione endoteliale preesistente.
Da qui l’esigenza di individuare una terapia che permetta un recupero delle funzioni respiratorie e della funzionalità dell’endotelio. L’attenzione si sposta così sulla L-Arginina, un amminoacido polare, con catena laterale idrofilica, basico.

[…]in Agosto si ha la prima pubblicazione ufficiale che dimostra come la supplementazione di L-Arginina possa essere una strategia terapeutica promettente per disturbi come la malattia coronarica (CAD), l’insufficienza cardiaca e la malattia delle arterie periferiche (PAD).

Questa review, […] assume particolare rilevanza alla luce delle complicanze cliniche dell’infezione da COVID-19: “La disfunzione endoteliale è una delle principali cause di diverse condizioni patologiche che interessano il sistema cardiovascolare, tra cui ipertensione, aterosclerosi, diabete e aterotrombosi” – afferma il Professor Santulli.
Per questi motivi, sulla base degli effetti positivi della L-arginina sulla funzione endotelialepossiamo ipotizzare che l’integrazione di L-arginina possa essere utile a contrastare la disfunzione endoteliale nei pazienti COVID-19, senza nessun effetto collaterale.

[…] Ad oggi, una dose integrativa di ~ 3 g / giorno di L-Arginina sembra essere efficace nel favorire l’aumento dei livelli di NO, con positivo riscontro sulla funzione endoteliale, senza effetti tossici.

La scoperta del professor Santulli viene subito messa in atto durante la seconda ondata, nel mese di Settembre, dall’Ospedale Cotugno di Napoli ed in particolare dal reparto di terapia intensiva e sub intensiva diretto dal Professor Giuseppe Fiorentino, Primario di Pneumologia. Infatti, il Cotugno è il primo ospedale italiano che valuta positivamente l’impiego di L-Arginina nei pazienti ricoverati per patologia da COVID-19.
Come dichiara il Professor Fiorentino, la supplementazione di 2 flaconcini/die di L-arginina (1,66g x 2), in aggiunta alla terapia sub-intensiva adottata dall’Ospedale, ha evidenziato un recupero più rapido della funzionalità respiratoria e una precoce negativizzazione dei pazienti.
A fronte dell’osservazione di questi risultati e con l’obiettivo di sistematizzare e condividere queste osservazioni con la Comunità Scientifica, l’Ospedale Cotugno ha avviato uno studio clinico randomizzato, a gruppi paralleli, controllato in doppio cieco verso placebo, per valutare come l’aggiunta alla terapia standard di due flaconcini al giorno di L-Arginina, per via orale, in soggetti affetti da COVID19 sia utile per produrre un miglioramento della prognosi nei pazienti affetti da questa patologia.
Il protocollo dello studio attualmente in atto prevede che dei 300 pazienti ospedalizzati per infezione da Covid-19 con positività del test molecolare, 150 saranno trattati con L-Arginina e 150 con Placebo®.

Un ulteriore avanzamento nelle ricerche per l’individuazione di una terapia efficace nella cura dei pazienti Covid-19 viene portato all’attenzione del mondo medico-scientifico ad inizio Dicembre con la recentissima pubblicazione sulla prestigiosa rivista Antioxidants della review “Vitamin C and cardiovascular disease: an update’’, un nuovo studio condotto ancora una volta dai ricercatori dell’AE College of Medicine di New York, sempre sotto l’esperta guida dal Professor Santulli, che ha confermato i potenziali effetti benefici e le proprietà antiossidanti della vitamina C in una serie di condizioni patologiche quali disturbi cardiaci e vascolari, e quanto la vitamina C sia l’alleato perfetto per l’associazione alla L-arginina.