Filiere agroalimentari divorano energia da combustibili fossili


L’energia impiegata nel ciclo di vita associato alle filiere agroalimentari proviene per l’80% da combustibili fossili e per il solo 7% da rinnovabili

L’energia impiegata nel ciclo di vita associato alle filiere agroalimentari proviene per l’80% da combustibili fossili e per il solo 7% da rinnovabili

Nei Paesi dell’Unione europea, l’energia impiegata nel ciclo di vita associato alle filiere agroalimentari proviene per l’80% da combustibili fossili e per il solo 7% da energie rinnovabili. Produzione, trasformazione, trasporto, conservazione, consumo di cibo e smaltimento dei residui alimentari costano quindi molto sotto il profilo ambientale continentale: il sistema agriolo-alimentare europeo è responsabile del 10%per cento delle emissioni di CO2.

Il 9° Rapporto annuale sull’efficienza energetica (RAEE), elaborato dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha posto l’attenzione sull’importanza sul Green Deal, il piano di investimenti lanciato dalla Commissione europea per la tutela dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici.
Le proposte della Politica Agricola Comune 2021-2027 stabiliscono che circa il 40% del bilancio complessivo dovrà essere indirizzato verso sei obiettivi trasversali per altri obiettivi del Green Deal. Con la strategia Farm to Fork (F2F), la Commissione europea punta inoltre ad accelerare la diffusione sul mercato e tra gli agricoltori di interventi di efficienza energetica al fine di tagliare i consumi di energia, le emissioni di CO2 nelle filiere agricole e, soprattutto, quelle di protossido di azoto e metano prodotte dagli allevamenti che costituiscono il 70% dei gas serra immessi in atmosfera.

Come evidenzia il RAEE, la Commissione europea considera l’agricoltura e l’agroindustria settori prioritari per raggiungere l’ambizioso obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Importante per raggiungere tale obiettivo sarà l’informazione per le aziende rispetto ai possibili interventi di efficienza energetica, di sicurezza alimentare, risparmio di acqua, riduzione degli input energetici e benessere dell’ambiente.
A questo proposito, sottolinea il rapporto, sarà necessaria una maggiore consapevolezza delle imprese sui consumi e l’impiego dell’energia e la definizione di obiettivi e metodi di valutazione coerenti con le strategie energetiche, ambientali, climatiche ed economiche delle aziende. Inoltre si pone sull’accento sugli obiettivi di intervento sulle aree della catena agroalimentare che richiedono maggiore attenzione in termini di risparmio di energia e di attenta valutazione del rapporto costo-efficacia delle pratiche e delle tecnologie per diminuire i consumi e gli sprechi energetici.

Si provvederà infine, spiega Garantitaly, ad una maggiore informazione per le aziende sugli incentivi disponibili sotto forma di “bonus”, “ecobonus”, “crediti agevolati” a supporto dell’efficienza energetica.