Diabete: difficile tenere sotto controllo i fattori di rischio


L’80% delle persone con diabete vive in una “cronica” difficoltà nel tenere sotto controllo i più importanti fattori di rischio e si espone a complicanze

L’80% delle persone con diabete vive in una “cronica” difficoltà nel tenere sotto controllo i più importanti fattori di rischio e si espone a complicanze

Anche se aumenta la percentuale dei pazienti che raggiungono un buon controllo glicemico, questo miglioramento progredisce troppo lentamente. A questo si aggiunge che solo il 20% della popolazione con diabete seguita all’interno dei servizi specialistici del nostro Paese riesce a raggiungere il ‘target’ nel controllo sia della glicemia, sia della pressione arteriosa, sia del livello di colesterolo nel sangue. In altre parole, l’80% delle persone con diabete vive in una “cronica” difficoltà nel tenere sotto controllo i più importanti fattori di rischio, risultando così maggiormente esposta al rischio di sviluppare le complicanze correlate al diabete. Questo dato emerge dall’ultima pubblicazione degli Annali AMD, l’indagine condotta dall’Associazione Medici Diabetologi, che periodicamente fotografa la qualità dell’assistenza diabetologica in Italia, che è stata presentata oggi in occasione del virtual meeting “Gli Annali AMD 2020 – Presente e Futuro”.

I nostri dati ribadiscono quanto già noto, ovvero quanto sia arduo portare e mantenere il paziente ad un buon controllo così da prevenire complicanze correlate al diabete  commenta Paolo Di Bartolo, Presidente AMD. Tuttavia, oggi abbiamo a disposizione nuove terapie dalla comprovata efficacia e sicurezza, che arrivano laddove noi ed i nostri pazienti non riuscivamo ad arrivare, ridurre il più possibile lo sviluppo di invalidanti complicanze e di mortalità. Senza rinunciare nel tentativo di portare i pazienti al raggiungimento dei valori-target, ora il nostro compito è quello di proteggere, anche attraverso questi preziosi strumenti terapeutici, quell’82% della popolazione con diabete non ‘a target’ per garantire la migliore qualità di vita e scongiurare gli esiti più temuti della patologia. Da questo punto di vista, gli Annali AMD – conclude Di Bartolo – si rivelano uno strumento sempre più utile per individuare le aree di miglioramento per l’ottimale gestione della persona con diabeteI dati raccontano un continuo miglioramento della qualità dell’assistenza, ma non possiamo accontentarci, la diabetologia italiana può e deve fare di più per arrivare ad una piena appropriatezza dell’assistenza e proteggere al meglio i soggetti maggiormente esposti a rischio complicanze”.

Buoni i risultati dell’emoglobina glicata ‘a target’ (≤ 7%) per il 53% della popolazione e del colesterolo LDL (cattivo) nella norma, per il 63%. Ancora non soddisfacenti invece i dati sulla pressione arteriosa, sugli stili di vita e sull’uso dei farmaci innovativi” spiega Valeria Manicardi, Coordinatore del Gruppo Annali AMD. “Sul fronte dei trattamenti, cresce troppo timidamente l’utilizzo dei farmaci innovativi per la cura del diabete, oggi di comprovata efficacia. Se gli inibitori del DPP4 passano dal 18% della rilevazione precedente (2016) al 21%, gli inibitori SGLT2 dal 4 arrivano al solo 9,6%, e gli agonisti del GLP1 si incrementano ancora meno, dal 3,7 al 5,8%. Utile ricordare come SGLT2 e GLP1-RA abbiano dimostrato di proteggere cuore e reni e quindi di salvaguardare maggiormente la salute delle persone con diabete, pertanto ci saremmo attesi un aumento più consistente”.   

“Quest’anno più che mai, la pubblicazione degli Annali 2020 è per AMD motivo di grande orgoglio e soddisfazione perché viene presentata in un momento, quello della pandemia Covid-19, che ha messo a dura prova l’intero SSN. Il lavoro di AMD dimostra ancora una volta la sua importanza perché permette di avere a disposizione una raccolta dati sempre più precisa, rappresentativa e puntuale volta ad innalzare il livello qualitativo dell’assistenza diabetologica offerta dal nostro SSN” così Domenico Mannino, Presidente Fondazione AMD.  Queste fotografie di AMD sulla assistenza diabetologica permetteranno fra pochi mesi di valutare quanto questa pandemia abbia purtroppo compromesso la qualità della cura”