Scarpe: arrivano le trainer fatte con scarti del vino


L’olandese Mercer Amsterdam lancia sul mercato delle scarpe la trainer fatta con gli scarti del vino: saranno forniti da un’azienda italiana

L'olandese Mercer Amsterdam lancia sul mercato delle scarpe la trainer fatta con gli scarti del vino: saranno forniti da un'azienda italiana

La società olandese produttrice di scarpe, “Mercer Amsterdam”, ha annunciato la commercializzazione di una nuova trainer che sarà rigorosamente ‘vegana’: utilizzerà infatti ‘pelle’ realizzata dai residui della produzione vinicola, in particolare i semi e le fibre di uva. Le trainer, che andranno sul mercato entro l’anno, si chiamano W3RD Wine Pack e saranno vendute al dettaglio a circa € 250.

A fornire la materia prima, sulla base di un accordo di fornitura come spiega Garantitaly, sarà l’azienda “Vegea”, nata a Milano dall’idea dell’architetto Giampiero Tessitore, che nel 2017 venne premiata con il Global Change Award di H&M per il suo tessuto vegetale, che imita la pelle di origine animale, ottenuto conciando gli scarti dalla vinaccia.

Oltre alla pelle a base di residui della produzione di vino, le nuove W3RD Wine Pack sono prodotte con una rete realizzata con bottiglie di PET riciclate e hanno una suola fatta a base di alghe. Mercer Amsterdam utilizza anche altri materiali sostenibili per altri prodotti della sua gamma di scarpe da ginnastica, ad esempio anche una ‘pelle’ derivata dalla lavorazione dell’ananas”.

«La ‘pelle’ di vino – ha dichiarato il fondatore Pim Mercer – è morbida, liscia, stabile, sostenibile al 100% e può essere riciclata. È vegana al 100% e nessun animale viene danneggiato e nessun prodotto di origine animale viene utilizzato durante il processo di produzione. Questo è il primo, e unico prodotto, che proponiamo in questo materiale per ora, ma stiamo pianificando di espandere la gamma».

Dal canto suo “Vegea” sottolinea il valore ambientale del proprio prodotto: “dai 26 miliardi di litri di vino prodotti ogni anno derivano circa sette miliardi di chili di vinacce, da cui si potrebbero potenzialmente produrre tre miliardi di metri quadrati di ‘pelle’ di vino”.