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India: Modi depone prima pietra tempio induista

Il primo ministro indiano Modi depone la prima pietra del controverso tempio induista: verrà edificato nel luogo in cui sorgeva una moschea medievale rasa al suolo nel 1992 da estremisti di matrice induista

Il primo ministro indiano Modi depone la prima pietra del controverso tempio induista: verrà edificato nel luogo in cui sorgeva una moschea medievale rasa al suolo nel 1992 da estremisti di matrice induista

Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha posato la prima pietra di un tempio induista dedicato al Dio Rama nella citta’ di Ayodhya, nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh. L’edificio sacro verra’ edificato nel luogo in cui sorgeva una moschea medievale risalente all’eta’ dell’impero Moghul, rasa al suolo nel 1992 da estremisti di matrice induista che sostenevano che il tempio fosse stato a sua volta costruito sui resti di un antico santuario dedicato a Rama: l’aggressione al tempio musulmano diede il via a giorni di scontri tra seguaci delle due maggiori religioni dell’India, nei quali persero la vita oltre 2.000 persone. Il leader del Bharatiya Janata Party (Bjp) ha deposto un simbolico mattone d’argento in quello che sara’ il punto centrale del tempio e ha preso parte al “bhoomi poojan”, un rituale induista di benedizione della terra dove viene costruito un edificio sacro. Modi, spiega la Dire (www.dire.it), ha detto che il sito e’ stato “liberato” e che ora “una grande casa verra’ costruita per Lord Rama”.

La decisione di costruire il tempio dedicato a una delle principali divinita’ del pantheon induista, e’ l’ultimo atto di una disputa che va avanti da oltre un secolo. Lo scorso anno la Corte Suprema di Delhi ha assegnato con un verdetto ritenuto controverso il terreno alla comunita’ induista. Una porzione di suolo in un’altra area della citta’ e’ stata invece riservata ai musulmani per la costruzione di una moschea. Sui social si alternano intanto le celebrazione e le polemiche. Se molti utenti definiscono la giornata come “storica” e foriera di “prosperita’” per tutto il Paese, non mancano gli hashtag di denuncia come “Babri Masjid – il nome della moschea demolita nel 1992 – awaits justice”, ossia “aspetta giustizia”. 

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