Ecco perché le cicale “cantano” d’estate


Perché le cicale “cantano” d’estate? Tutta questione di seduzione: il frinire degli insetti è il suono dell’amore

Ecco perché le cicale "cantano" d’estate

L’estate è la stagione degli amori, anche nel regno animale. Se l’essere umano vanta numerose tecniche di seduzione affinate nel corso dei secoli, c’è chi l’arte del corteggiamento ce l’ha nel sangue. Parliamo della cicala, insetto passionale che nelle calde giornate d’estate ci delizia col suo “canto” da playboy.

Perché le cicale “cantano” in estate?

Quello che comunemente chiamiamo “canto” (più precisamente frinire spiega la Dire Giovani), altro non è che un richiamo sessuale.

Nel periodo dell’amore, gli esemplari maschi fanno vibrare una membrana posta sotto il loro addome, simile a un tamburo, chiamata timballo.

Il risultato è quel suono penetrante che sentiamo nelle calde giornate estive.
Le femmine, invece, possono emettere suoni più sommessi “muovendo” le ali per rispondere alle chiamate di accoppiamento.

Il canto che sentiamo d’estate, il più delle volte, è un vero e proprio coro: i maschi sincronizzano le loro chiamate per stabilire un unico luogo dove attirare le femmine.

È impossibile prevedere il giorno esatto in cui faranno la loro ascesa.

Le cicale iniziano la loro vita da uova fuori dalla terra. Quando queste si schiudono, l’insetto scava e si rifugia nel terreno.

Ma la vita è dura per una baby cicala. La madre non si prende cura della prole, che dovrà cavarsela da sola succhiando nutrimento dalle radici delle piante.

Si pensa che le cicale sappiano in massa quando è il momento di emergere a causa della temperatura del suolo. Quando, a una profondità di 20 centimetri, raggiunge i 18 gradi Celsius, capiscono che è ora di uscire.

A seconda del tipo (esistono oltre 3000 specie), le cicale possono trascorrere anche 17 anni sotto terra.

Una volta uscite, maturano, fanno la muta e sono pronte per accoppiarsi. Trascorse 2-6 settimane dall’accoppiamento termina il loro ciclo di vita e le cicale muoiono. Almeno felici.