Tumori: troppi fattori di rischio ancora ignorati


Sono ancora troppi i fattori di rischio del cancro percepiti come tali solo da una minoranza di persone: lo rivela un sondaggio UICC

Sono ancora troppi i fattori di rischio del cancro percepiti come tali solo da una minoranza di persone: lo rivela un sondaggio UICC

Un sondaggio commissionato dall’Unione per il controllo internazionale del cancro (UICC), dal titolo “International Public Opinion Survey on Cancer 2020”, ha rivelato che alcuni fattori di rischio del cancro sono percepiti come tali solo da una minoranza di persone. Mentre più della metà dei 15.000 intervistati in 20 Paesi diversi ha riconosciuto come fattori di rischio il consumo di tabacco, l’esposizione al fumo passivo o quella alle radiazioni ultraviolette, meno di uno su tre ha identificato la sedentarietà o l’obesità come condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare un tumore.

Alcune differenze nelle risposte dipendono dal luogo di residenza. Per esempio, il fumo è considerato una causa del cancro dal 78 per cento degli intervistati canadesi contro il 49 per cento degli intervistati cinesi. In generale, la consapevolezza riguardo ai fattori di rischio per il cancro va a braccetto con reddito e istruzione.

“In tutti i Paesi in cui è stato somministrato il sondaggio, è risultato che le persone con un reddito familiare e un livello di istruzione più basso sono meno consapevoli dei fattori di rischio per il cancro. La conseguenza è che persone in queste categorie sono verosimilmente più esposte e per questo possono avere una probabilità più alta di sviluppare un tumore” ha commentato Cary Adams, amministratore delegato dell’UICC. Alcuni fattori di rischio vengono percepiti diversamente a seconda dell’età: i giovani sotto i 35 anni sono meno consapevoli dei danni del tabacco sull’organismo rispetto ai cinquantenni, però sono più consci dei rischi associati al consumo di bevande zuccherate.

Secondo Adams, come spiega l’AIRC, sono necessarie delle campagne di sensibilizzazione mirate: “I governi hanno un ruolo cruciale nell’aumento della consapevolezza, devono continuare a diffondere messaggi sui fattori di rischio”.

Essere informati sulle strategie da adottare per ridurre le malattie è sicuramente un punto di partenza per ridurne la frequenza, ma potrebbe non bastare. Infatti meno della metà di coloro che sapevano che le radiazioni ultraviolette possono causare il cancro ha dichiarato di avere ridotto l’esposizione a queste radiazioni, dimostrando (ancora una volta) che spesso non ci comportiamo in modo congruente con le nostre conoscenze.