Emicrania acuta: celecoxib orale nuova opzione


Emicrania acuta, celecoxib in soluzione orale si dimostra efficace. Nuova opzione promettente secondo uno studio pubblicato su “Headache”

Emicrania acuta, celecoxib in soluzione orale si dimostra efficace. Nuova opzione promettente secondo uno studio pubblicato su "Headache"

Nel trattamento acuto dell’emicrania una soluzione orale di celecoxib si è dimostrata più efficace del placebo, secondo i risultati di uno studio pubblicati su “Headache”. In particolare, due ore dopo il trattamento una percentuale significativamente maggiore di pazienti che hanno ricevuto la soluzione liquida, denominata DFN-15, ha avuto libertà dal dolore e dal sintomo di accompagnamento più fastidioso (nausea, fotofobia o fonofobia) rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il placebo.

I tassi di libertà del dolore erano del 35,6% con celecoxib soluzione orale e del 21,7% con placebo. Quelli di libertà dal sintomo più fastidioso sono stati del 57,8% con celecoxib soluzione orale e del 44,8% con placebo.

Circa il 9% dei pazienti che hanno ricevuto celecoxib soluzione orale presentava eventi avversi emergenti dal trattamento (TEAE) correlati al farmaco in studio, i più comuni dei quali erano disgeusia (4,2%) e nausea (3,2%). In confronto, circa il 6% dei pazienti che hanno ricevuto placebo ha manifestato TEAE. Non ci sono stati TEAE gravi.

«DFN-15 ha il potenziale per diventare un’opzione terapeutica acuta affidabile e conveniente per i pazienti con emicrania» sostengono gli autori dello studio, guidati da Richard B. Lipton, dell’Albert Einstein College of Medicine di New York.

Le caratteristiche distintive dei FANS
Le linee guida basate sull’evidenza raccomandano farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), tra cui aspirina, diclofenac, ibuprofene e naprossene, come efficaci trattamenti per l’emicrania acuta, ma questi farmaci possono aumentare il rischio di eventi avversi gastrointestinali, ricordano gli autori.

Celecoxib, un inibitore selettivo della cicloossigenasi-2 (COX-2), è indicato per il trattamento del dolore acuto in pazienti con spondilite anchilosante, osteoartrosi, dismenorrea primaria e artrite reumatoide.

Sebbene produca analgesia simile ad altri FANS, tra i pazienti con osteoartrite e artrite reumatoide, il celecoxib è associato a un rischio significativamente più basso di eventi gastrointestinali, rispetto al naprossene e all’ibuprofene e un rischio significativamente inferiore di eventi renali, rispetto all’ibuprofene.

I vantaggi della formulazione liquida
I ricercatori hanno studiato una forma di capsula orale di celecoxib come trattamento acuto per l’emicrania in uno studio in aperto che ha confrontato celecoxib con naprossene sodico. «Mentre i risultati preliminari suggeriscono un’efficacia comparabile ma una migliore tollerabilità rispetto ai FANS ampiamente usati e raccomandati dalle linee guida, celecoxib non è attualmente approvato per l’emicrania» sottolineano gli autori.

Rispetto alla formulazione in capsula orale, la soluzione liquida orale DFN-15 ha un tempo mediano più veloce per raggiungere il picco di concentrazione in condizioni di digiuno (entro 1 ora contro 2,5 ore), il che «potrebbe tradursi in una più rapida insorgenza del sollievo dal dolore» sostengono Lipton e colleghi. Inoltre, DFN-15 potrebbe avere una maggiore biodisponibilità, che potrebbe ridurre i requisiti di dose e migliorare la sicurezza e la tollerabilità.

Per confrontare l’efficacia, la tollerabilità e la sicurezza di 120 mg di DFN-15 con placebo per il trattamento acuto dell’emicrania, i ricercatori hanno quindi condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo.

Utilizzate bottigliette monodose pronte all’uso
I ricercatori hanno randomizzato 622 pazienti in proporzione 1: 1 a DFN-15 o placebo e hanno trattato 567 soggetti per un’emicrania durante lo studio. I pazienti avevano un’età media di 40 anni e l’87% era di sesso femminile.

I pazienti soffrivano di emicrania episodica con o senza aura, con due-otto attacchi di emicrania al mese e senza alcun segno di abuso di farmaci. Nel corso del trial i pazienti hanno trattato un singolo attacco di emicrania di intensità da moderata a grave entro 1 ora dall’esordio.

«A ogni soggetto è stata data una bottiglietta monodose di DFN-15 120 mg o placebo contenente 4,8 ml di liquido» specificano Lipton e colleghi. «I pazienti sono stati istruiti a bere l’intero contenuto della bottiglietta per garantire il consumo completo del farmaco in studio».

La libertà dal dolore e la libertà dal sintomo più fastidioso a 2 ore sono stati gli endpoint coprimari. «DFN-15 è risultato significativamente superiore al placebo su molteplici endpoint secondari a 2 ore, compresa la libertà da fotofobia, il sollievo dal dolore, il cambiamento nella disabilità funzionale rispetto al basale, la soddisfazione per il trattamento (complessiva e a 24 ore) e l’uso di farmaci di salvataggio» segnalano gli autori.

«Un nuovo inibitore della COX-2 efficace e rapidamente assorbito potrebbe fornire un’importante nuova opzione per una vasta gamma di pazienti» ribadiscono gli autori.
«Sebbene confronti incrociati tra studi siano problematici, gli attuali risultati ottenuti con DFN-15 indicano che la sua efficacia è simile a quella dei FANS e agli antagonisti recettoriali a piccola molecola del peptide correlato al gene della calcitonina (i cosiddetti ‘gepanti’), sulla base dei tassi di libertà dal dolore sottratti del placebo in studi di trattamento acuto (14%-21%)» sostengono Lipton e colleghi.

«DFN-15 può anche essere utile a chi fa uso di triptani, che sono ad alto rischio di cefalea da sovrautilizzo di farmaci, e per i quali TEAE entro 24 ore dopo la dose sono comuni» aggiungono. «Inoltre, la forma e il sistema di dispensazione di DFN-15 (una soluzione pronta all’uso in una bottiglietta monouso da 4,8 mL) possono favorire l’adesione al trattamento da parte del paziente».

Alcune limitazioni dello studio
Il trial ha fatto registrare robusti tassi di risposta al placebo, che possono essere stati influenzati dalla «novità di un soluzione pronta per l’uso, che non era stata precedentemente testata per il trattamento acuto dell’emicrania» fanno notare gli autori. Infine, la sperimentazione non si è occupata del trattamento del dolore lieve o del trattamento nel corso di attacchi multipli.