Sindrome del collo da tablet: allarme per i giovani


Sindrome del collo da tablet: a rischiare di più secondo una ricerca scientifica sono giovani e donne. L’esperto: “Idratazione fondamentale, ecco perché”

Sindrome del collo da tablet: a rischiare di più secondo una ricerca scientifica sono giovani e donne. L'esperto: "Idratazione fondamentale, ecco perché"

Spalle curve e occhi fissi sullo schermo: lo chiamano collo da tablet, ed è uno degli effetti dell’utilizzo sempre più massiccio di smartphone e altri dispositivi tecnologici. Le ore passate con il collo e le spalle incurvate per leggere le schermate dei device fanno assumere una posizione innaturale al tratto cervicale della colonna, opposta a quella corretta che prevede spalle dritte e mento alto, provocando dolore. L’identikit del disturbo arriva da uno studio pubblicato qualche tempo fa su ‘The Journal of Physical Therapy Science’ dall’Università del Nevada, condotto su oltre 400 persone tra studenti, insegnanti ed ex studenti. Dalla ricerca emerge che a incappare più spesso in questo problema sono i giovani e le donne, che sembrerebbero più portate ad assumere posture scorrette.

Il 54% degli intervistati, inoltre, non rinuncia all’uso dei dispositivi neanche in presenza di dolore. “Le nostre articolazioni hanno un elevato contenuto di acqua, che contribuisce al loro corretto movimento – commenta Alessandro Zanasi, della Scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Bologna, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro dell’International Stockholm Water Foundation – Per questo motivo è necessario assumere molta acqua, per mantenere un equilibrato livello di liquido sinoviale, responsabile della lubrificazione delle articolazioni. Non bisogna sottovalutare che il fatto di passare molte ore davanti a uno schermo, senza interruzioni e senza bere, può avere effetti negativi anche sulle capacità cognitive”.

Basta infatti una condizione di moderata disidratazione, con una perdita di circa il 2% del peso corporeo, per andare incontro a segnali come mal di testa e stanchezza, a cui si possono associare riduzione della concentrazione, dell’attenzione e di esecuzione anche di compiti semplici.