Un Mozart al femminile al Maggio Fiorentino


Mozart inedito: debutta sabato 15 giugno al teatro del Maggio Fiorentino il nuovo allestimento de “Le nozze di Figaro” con la regia di Sonia Bergamasco e Kristiina Poska sul podio

Le Nozze di Figaro
Le nozze di Figaro con la regia di Sonia Bergamasco al Maggio Musicale Fiorentino

Per la prima volta al Teatro del Maggio sul podio e alla regia de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart ci saranno, assieme, due donne. Va in scena il 15 giugno alle 20 la prima rappresentazione de Le nozze di Figaro nel nuovo allestimento del Maggio Musicale (altre recite 17, 19 e 21 giugno alle 20) che vede Kristiina Poska sul podio e Sonia Bergamasco al suo debutto alla regia di un’opera lirica.

L’opera è la prima della trilogia Mozart-Da Ponte a rientrare nel progetto Mozart al femminile, che vedrà nelle prossime stagioni del Maggio,  Elena Bucci curare la regia di Così fan tutte e Nicola Raab  quella di Don Giovanni.

Le Nozze dopo la prima rappresentazione assoluta avvenuta a Vienna nel 1786, fu rappresentata per la prima volta in Italia proprio a Firenze, alla Pergola, nel giugno del 1788. L’ultima volta al Maggio è datata novembre 2010.

Nel cast Mattia Olivieri (il conte), Serena Gamberoni (la contessa), Valentina Mastrangelo (Susanna), Simone Del Savio (Figaro), Miriam Albano (Cherubino), Patrizia Cigna (Marcellina), Adriano Gramigni* (Don Bartolo), Dave Monaco* (Basilio), Claudio Zazzaro (Don Curzio), Costanza Fontana* (Barbarina), Patrizio La Placa* (Antonio), Elena Bazzo, Nadia Pirazzini** (due contadine). Le scene sono firmate da Marco Rossi, i costumi da Gianluca Sbicca e le luci da Cesare Accetta. (*artisti dell’Accademia del Maggio, **artista del Coro del Maggio).

Spiega la regista Sonia Bergamasco: “In questa nuova produzione delle Nozze, il lavoro con i cantanti (cantanti attori di rango, generosi e appassionati, con cui è stata una gioia e un’ emozione profonda condividere il percorso) è stato per me – attrice e regista – occasione felice di conferma di quanto sia densa e preziosa la rete drammaturgica tesa da Mozart/ Da Ponte, di quanto ricca sia la possibilità di indagine sui personaggi e di quanto sia necessario seguire i loro percorsi con pudore lasciando che esprimano la complessità dei sentimenti senza mai venire appesantiti dal giudizio, senza fare di loro delle maschere o dei tipi umani da catalogo. Lasciare insomma che esprimano il loro mondo interiore attraverso il canto e l’azione per raggiungere la preziosa evidenza della fragilità umana. Personalmente, ho amato (e odiato) tutti i personaggi della storia, e il mio primo desiderio è stato quello di raccontare ciascuno di loro nella sua umana complessità, senza scorciatoie. Di qui, la necessità di dare spazio anche a personaggi solitamente poco indagati come Basilio, e soprattutto Marcellina, ripristinando le arie loro dedicate (e quasi sempre tagliate), nell’ultimo atto.”