Bologna, cartelli di pompe funebri scoperti dai Carabinieri


Blitz dei Carabinieri di Bologna contro i cartelli delle pompe funebri: smantellata un’organizzazione che controllava le camere mortuarie dei due principali ospedali del capoluogo

Blitz dei Carabinieri di Bologna contro i cartelli delle pompe funebri: smantellata un'organizzazione che controllava le camere mortuarie dei due principali ospedali del capoluogo

I carabinieri di Bologna hanno smantellato due cartelli di imprese di pompe funebri che controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini. Il bilancio è di 30 arresti, 43 le perquisizioni eseguite da 300 militari che hanno sequestrato un patrimonio di 13 milioni di euro.

Secondo quanto ricostruito dai militari, alcuni infermieri intascavano anche 200 euro dopo i decessi.

Codacons: goccia nel mare

I cartelli di pompe funebri smantellati dai Carabinieri di Bologna rappresentano una goccia nel mare, perché il fenomeno del racket del caro-estinto è ancora diffusissimo negli ospedali italiani. Lo denuncia il Codacons, che da anni lancia l’allarme sui rapporti illegali tra infermieri, personale delle camere mortuarie e imprese funebri.

“Il business dei funerali raggiunge in Italia quota 3,5 miliardi di euro annui e vede attive nel nostro paese più di 5 mila imprese funebri – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Un giro d’affari enorme che fa gola a soggetti senza scrupoli, avvoltoi pronti a pagare profumatamente infermieri e medici per avere in tempo reale i nominativi dei deceduti, così da avvicinare i parenti del defunto e sfruttare la loro situazione di sofferenza e confusione, offrendo servizi funebri a tariffe maggiorate rispetto ai prezzi di mercato. In base ai calcoli del Codacons, infatti, i funerali con tangente incorporata costano mediamente il 30% in più rispetto ai costi medi dei servizi funebri”.

Il Codacons chiede dunque di estendere i controlli in tutti gli ospedali italiani, al fine di stroncare le collusioni tra pompe funebri, infermieri e camere mortuarie, e invita i parenti dei defunti a non accettare mai l’offerta di agenzie che si presentano e offrono servizi senza essere state esplicitamente chiamate. Anche in queste situazioni drammatiche occorre avere il sangue freddo di dire un ‘no’ deciso.

Uecoop: cresce il business del caro estinto

Cresce il business del caro estinto con un boom del +23,7% negli ultimi cinque anni delle società di pompe funebri in Italia con 10.712 realtà nel 2018 con un giro d’affari complessivo del comparto che supera i due miliardi di euro stimati. E’ quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati Camera di commercio di Milano Lodi Monza in relazione all’inchiesta di Bologna sull’aggiudicazione dei servizi funebri nei due principali ospedali della città che ha portato all’arresto di 30 persone.

Quello del caro estinto è un settore che occupa direttamente oltre 25mila persone e crea un importante indotto con più di 34mila imprese fra tra marmisti, cofanisti, fioristi e rivenditori di articoli per cimiteri. E’ però anche un comparto dove a fianco di realtà, come le cooperative, che offrono servizi di alta qualità alle famiglie oltre a un approccio attento alle situazioni in cui si opera, esistono però rischi di concorrenza sleale o di atteggiamenti poco in linea con la necessaria correttezza professionale. “Per questo è necessario impegnarsi sempre di più in quella opera di trasparenza e legalità che deve essere la base di qualsiasi attività professionale e imprenditoriale” conclude il Presidente nazionale di Uecoop Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani Pulite.