Valentina Lodovini a Montepulciano con uno spettacolo Fo-Rame


In scena al teatro Poliziano lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame “Tutta casa, letto e chiesa”, una riflessione attuale, cruda ma esilarante, sulla condizione femminile attraverso quattro monologhi

 

Valentina Lodovini è protagonista al Teatro Poliziano con lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame “Tutta casa, letto e chiesa”. Giovedì 10 gennaio, alle 21.15, va in scena a Montepulciano una pièce quanto mai attuale, cruda, ma esilarante sulla condizione femminile, con la regia di Sandro Mabellini e le musiche della cantautrice Maria Antonietta.

Il testo, incentrato in particolare sulle servitù sessuali della donna, è tuttora allestito in oltre trenta paesi: la condizione della donna è simile ovunque. Si ride, e molto, ma alla fine resta addosso una certa amarezza. Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo, o meglio il sesso maschile, sempre presente e incombente. La prima rappresentazione andò in scena a Milano, nel contesto creativo della Palazzina Liberty, anno 1977, a sostegno delle lotte femministe.

Lodovini, volto noto del cinema e della tv, interpreta con toni satirici quattro diversi personaggi femminili. Il primo brano, Una donna sola, racconta una casalinga che ha tutto all’interno della sua famiglia, tranne la considerazione, ovvero il rispetto che si deve a una persona in quanto tale, non solo usata come oggetto sessuale e come domestica senza stipendio, né pensione. Abbiamo tutte la stessa storia è invece la rappresentazione di un rapporto sessuale tra un maschio e una femmina (mimato, ovviamente): un rapporto dove la donna rimane subalterna all’uomo, come succede quasi sempre. Il terzo brano Il risveglio s’incentra su un’operaia sfruttata tre volte: in casa come donna tuttofare, in fabbrica e a letto. L’epilogo è affidato ad una Alice in un paese senza meraviglie.

Valentina Lodovini in "Tutta casa, letto e chiesa"
Valentina Lodovini in “Tutta casa, letto e chiesa”

Si tratta di quattro monologhi dedicati a matrimonio, maternità, lavoro e identità che l’attrice toscana porta in scena lavorando molto sulla fisicità, come ha dichiarato recentemente: “Il mio corpo è uno strumento di lavoro e a teatro lo uso ancor di più. L’ho allenato con la danza e la scherma acrobatica. Ho introdotto nella pièce la partitura fisica. L’ho fatto perché Franca Rame era un’attrice intellettuale, cerebrale, poco fisica. Io volevo renderle omaggio e prendermi la responsabilità se lo spettacolo non fosse andato bene. L’unico modo per farlo era interpretare i personaggi in modo opposto al suo. È vero, sono in sottoveste dall’inizio alla fine, ma non ci ho pensato più di tanto. Non mi sono mai lasciata condizionare dal mio aspetto fisico, non ho mai pensato potesse sminuire il mio lavoro.”

Valentina Lodovini, nel suo percorso cinematografico, è invece un’attrice capace di passare dalle commedie ai drammi: da Benvenuti al Sud di Luca Miniero a Moriremo democristiani del Terzo Segreto di Satira, fino ai ruoli più intensi come La giusta distanza di Carlo Mazzacurati o La verità sta in cielo di Roberto Faenza.