Siria, arrivano aiuti UNICEF nella Ghouta orientale


Nella Ghouta orientale trasportati circa 12.000 metri cubi di acqua pulita in 8 rifugi collettivi; visitati circa 9.000 bambini, donne e uomini. A Tal Rifaat (Afrin), circa 4.500 bambini hanno ricevuto cure mediche di base

Da Afrin al Ghouta orientale fino a Idlib, in Siria infuriano i combattimenti e continua l'emergenza umanitaria

Mentre il presidente americano Donald Trump minaccia azioni militari in Siria dopo il presunto attacco con armi chimiche, nella Ghouta orientale l’UNICEF continua a fornire aiuti attraverso una risposta multisettoriale in tutti i rifugi collettivi che ospitano sfollati interni.

L’organizzazione umanitaria punta anche a fornire supporto per la salute e la nutrizione in 6 aree in cui è da poco possibile accedere nella Ghouta orientale.

Nelle settimane scorse, sono stati trasportati circa 12.000 metri cubi di acqua pulita in 8 rifugi collettivi, inoltre, sono state installate decine di latrine e docce, in aggiunta alle centinaia già installate nelle settimane passate. L’UNICEF prosegue con la sua attività di ripristino della luce e riparazioni nei rifugi, quando necessario.

Per quanto riguarda la salute e la nutrizione, sono stati forniti ai bambini e alle donne che ne hanno bisogno assistenza medica in ambulatorio e servizi per la nutrizione preventiva e curativa nelle aree rese recentemente accessibili nella Ghouta orientale (Saqba, Harasta, Zamalka, Arbin, Ein Tarma e Hazzeh), attraverso i team medici mobili supportati dall’UNICEF.

Negli otto rifugi collettivi, i team medici mobili che comprendono circa 70 operatori sanitari, stanno fornendo servizi per la salute e la nutrizione (consulenze mediche, vaccinazioni e servizi essenziali per la nutrizione). Sono stati visitati circa 9.000 bambini, donne e uomini.

Per quanto riguarda l’istruzione, l’UNICEF e i suoi partner, con il dipartimento dell’Istruzione, hanno avviato attività formative in 6 degli 8 rifugi collettivi, per riportare a scuola i bambini che hanno perso anni d’istruzione. In quattro rifugi collettivi, sono stati portati circa 2.600 materiali scolastici per l’autoapprendimento e zaini, per dare avvio a sessioni di apprendimento nelle comunità per i bambini in età scolastica. In due rifugi collettivi – Dweir e Herjelleh – dove esistono già scuole, sono state avviate attività formative maggiormente strutturate.

Ad Herjelleh, dove attualmente vivono circa 8.000 bambini in età scolare, sono stati portati 150 kit “Scuole in scatola” e 50 kit ricreativi, insieme ad aule prefabbricate preparate per ospitare studenti in tre turni.

A Dweir, dove vivono attualmente circa 1.700 bambini in età scolare, i bambini sono accolti nelle scuole disponibili in due turni; sono stati distribuiti nelle scuole 650 zaini ai bambini recentemente sfollati dalla Ghouta orientale. Inoltre, sono stati portati 10 kit “School in a carton” e 5 kit ricreativi nelle scuole disponibili.

Per quanto riguarda la tutela dell’infanzia, gli spazi a misura di bambino stanno fornendo attività ricreative per i bambini in 6 rifugi collettivi, in aggiunta agli uffici per la tutela dei bambini, attraverso i quali sono forniti ai bambini e alle famiglie servizi di tutela.

Gli aiuti ad Afrin

La maggior parte delle persone sfollate a Tal Rifaat stanno vivendo in case abbandonate, spesso con diverse famiglie in una sola stanza. Molte famiglie vivono in moschee e scuole, mentre altri sfollati interni si accampano all’aperto. Gli sfollati interni a Nabul e Zahraa vivono sia in rifugi collettivi, come moschee e sale private, sia in case affittate.

L’UNICEF attraverso la Croce Rossa Araba Siriana ha fornito 40 cisterne d’acqua (con una capacità di 5.000 litri l’una) al campo per sfollati interni di Fafin e in diversi punti di aggregazione di sfollati interni nel villaggio di Fafin. Inoltre, continua il trasporto di acqua potabile per una capacità di 200 metri cubi al giorno per circa 15.000 persone. Contemporaneamente, prosegue la fornitura di acqua a Tal Rifaat e nell’area circostante, oltre a Nabul e a Zahraa, con una capacità di 1.000 metri cubi per circa 65.000 sfollati interni.

Team sanitari fissi e mobili stanno garantendo supporto sanitario e nutrizionale a migliaia di bambini e donne. A Tal Rifaat, circa 4.500 bambini hanno ricevuto cure mediche di base. Continuano inoltre in tutte e 3 le aree le vaccinazioni di routine e le visite per valutare lo stato nutrizionale.

L’UNICEF sta supportando i servizi di protezione e sostegno psicosociale per 1.000 persone a Tal Rifaat e nei villaggi circostanti e ha distribuito materiali informativi sui rischi delle mine per 10.000 bambini attraverso un convoglio.