Vaccini: Codacons denuncia le Asl per i dati sui bimbi non vaccinati


L’associazione dei consumatori si rivolge a 104 Procure della Repubblica: “I dati sensibili non possono essere trasferiti alle scuole”

I vaccini tornano a far discutere nel giorno del rientro a scuola dopo la scadenza del 10 marzo, termine ultimo per le vaccinazioni della fascia 0-6 per frequentare la scuola. Codacons denuncia le Asl

I vaccini tornano a far discutere nel giorno del rientro a scuola dopo la scadenza del 10 marzo, termine ultimo per le vaccinazioni della fascia 0-6 per frequentare la scuola fissato dal decreto Lorenzin.

“Nessun dato sensibile sui bambini non vaccinati può essere diffuso dalle Asl alle scuole o ad altri soggetti, e tutti i direttori delle aziende sanitarie che violeranno tale disposizione dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio” afferma il Codacons, che presenta oggi una diffida alle Asl di tutta Italia e un esposto a 104 Procure della Repubblica affinché siano pienamente tutelati i diritti delle famiglie e si evitino abusi sui dati sensibili dei minori.

Il Garante della Privacy ha espresso di recente parere favorevole al modello regolamentare di flussi dei dati Asl/scuole elaborato dal Ministero della salute al fine di escludere dall’istruzione i bimbi non vaccinati, ma tale parere non può in nessun caso violare i principi fondamentali del Codice della Privacy” denuncia il Codacons nell’esposto e nella diffida alle Asl.

“È preciso obbligo delle scuole e delle Asl predisporre misure idonee a proteggere i dati sensibili degli alunni anche attivando corsi di formazione per i dipendenti che accedono al trattamento dei dati, e tutti i direttori generali delle aziende sanitarie che non si atterranno a tali principi dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio” afferma ancora l’associazione.

Ma il Codacons denuncia anche il caos scoppiato in queste ore in Italia sul fronte dei vaccini, con decisioni diverse tra i diversi Comuni e circolari regionali che aumentano i dubbi e rendono incerti gli adempimenti a carico delle famiglie.

“Si stanno creando discriminazioni e trattamenti diversificati dei bambini rispetto all’obbligo vaccinale non solo da regione a regione, ma anche da comune a comune” afferma il presidente Carlo Rienzi.

“Ciò determina una disparità di trattamento per le famiglie a seconda del luogo di residenza, ed eccessi inaccettabili con alcune scuole che hanno chiesto ai genitori adempimenti ulteriori rispetto a quanto previsto dalla legge ed enti che minacciano di far intervenire la Polizia contro le famiglie inadempienti. Per tale motivo chiediamo oggi alle Procure di tutta Italia di aprire inchieste sul territorio verificando eventuali abusi da parte delle Asl e accertando se le minacce di alcune scuole possano configurare il reato di violenza privata” aggiunge.

In particolare il Codacons denuncia per violenza privata la FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) che con una circolare inviata alle scuole dell’infanzia ha chiesto di informare la Polizia in caso di mancata presentazione della documentazione sull’adempimento vaccinale da parte dei genitori.