Effetto social, i blogger influenzano la chirurgia plastica


Cresce l’attenzione per l’immagine e compaiono nuovi modelli a cui i pazienti si ispirano

Chiara Ferragni
La blogger Chiara Ferragni

ROMA – “Dottore, vorrei assomigliare a Chiara Ferragni”. L’effetto social network in chirurgia plastica passa anche da nuovi modelli di riferimento: oggi le pazienti in visita dal chirurgo plastico non portano più solo le foto di attori o cantanti. “Sempre più spesso in studio mi vengono mostrate le immagini di influencer o blogger, come Chiara Ferragni o Chiara Biasi, come esempi cui ispirarsi” afferma Pierfrancesco Bove, chirurgo plastico del surgery network ChirurgiadellaBellezza, che lavora a Lecce, Salerno, Napoli, Roma, Milano e Verona ed è socio della FIME (Federazione Italiana Medici Estetici).

A piacere, più che tratti fisici ben definiti, è lo stile di vita delle blogger: “Si tratta di belle ragazze, ma non irraggiungibili come le star del cinema – dice Bove -. Eppure hanno una vita da sogno: viaggiano, frequentano alberghi di lusso, sono protagoniste di set fotografici, partecipano a eventi esclusivi di moda, cinema e televisione. Per questo sono imitate, non solo nel modo di vestire, ma anche nell’aspetto fisico”.

L’effetto social network nel mondo della chirurgia plastica non porta solo nuovi modelli fisici di riferimento, ma anche una crescente attenzione verso l’immagine: “Una volta ci si guardava allo specchio la mattina prima di uscire e, se capitava, qualche volta durante il giorno – rileva Bove -. Oggi, con i social network, le persone si confrontano con il proprio aspetto a ogni ora, da angolature diverse e in situazioni sociali differenti e si rendono conto di come appaiono al resto del mondo”.

Le conseguenze dell’effetto social in chirurgia plastica

1) Ci si rende conto di particolari a cui non si era mai fatto caso: “Oggi sono i pazienti stessi a farmi notare le asimmetrie, mi dicono: “Guardi dottore, in questa foto al profilo destro ho il naso dritto, a sinistra c’è una gobbetta”. Fino a qualche anno fa ero io che mostravo ai pazienti le differenze che, inevitabilmente, ci sono tra la parte destra e sinistra del viso e del corpo” spiega il dottor Bove.
2) Grazie ai filtri fotografici si realizza come cambia il viso con una grana della pelle migliore, senza occhiaie e rughette. “Un aspetto che interessa soprattutto le quarantenni, sempre più contagiate dalla passione per i selfie” dice il chirurgo plastico.
3) Ci sono anche app che consentono di modificare le immagini: “Con un tocco si rimodella il profilo corporeo: si solleva il lato B o si rende più generoso il décolleté. E non lo fanno solo le donne: tra gli uomini è popolare un’app che disegna la “tartaruga” sugli addominali” dice Pierfrancesco Bove.
4) Dopo avere visto una versione migliore di se stessi sui social, molti decidono di diventare così nella realtà. Nel 2017, il 42% dei chirurghi plastici soci dell’AAFPRS (American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery) ha avuto pazienti che si sono avvicinati alla chirurgia estetica per sembrare migliori nei selfie, su Instagram e Snapchat. “Non sempre si può sapere quanto il desiderio di apparire più belli nei social sia un fattore determinante nella decisione di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. Ma è indubbio che, in sempre più occasioni, ci sia un collegamento” puntualizza Bove.

Quali sono gli interventi più richiesti?

Per il viso, botulino, filler e trattamenti per la pelle, ma anche ritocco alle labbra e al naso. “A convincere molti miei pazienti insoddisfatti del proprio profilo a sottoporsi a rinoplastica sono le modalità più soft dell’intervento: oggi con la smartrinoplastica, un metodo messo a punto dal surgery network ChirurgiadellaBellezza, il post operatorio è indolore, dopo soli 4 giorni si tolgono le medicazioni e non si usano più i tanto odiati tamponi” dice Bove. Cresciute anche le richieste per togliere la bolla di bichat, rendendo così il viso più sfinato, mentre una novità riguarda il doppio mento, uno dei difetti più odiati dagli amanti dei selfie: “Fino a pochi mesi fa, l’unica soluzione per ridefinire i contorni del viso era chirurgica. Da maggio invece anche in Italia è stata introdotta Kybella, una punturina che consente di sciogliere il grasso in eccesso. C’è da scommettere che sarà uno degli interventi più in crescita nel prossimo futuro” afferma il chirurgo plastico.

Per il corpo, il must è il ritocco al seno, mentre quello ai glutei ha avuto un vero boom. “Per aumentare il seno è sempre più apprezzata la smartmastoplastica, metodo di intervento di ChirurgiadellaBellezza con tempi di recupero ridotti e ottimi risultati estetici. Per migliorare i “belfie”, ossia le foto del lato B, sono cresciute anche le richieste di liposcultura e lipofilling o filler ai glutei” spiega Bove.

Importante è interrogarsi sulle reali motivazioni che spingono a fare trattamenti di chirurgia e medicina estetica: “Occorre che il paziente si chieda se, alla base, c’è solo il desiderio di seguire una moda oppure una motivazione reale con delle aspettative realistiche – conclude Bove -. Il rischio è pensare che esista sempre una versione migliore di se stessi e che l’obiettivo da raggiungere sia la perfezione”. Una pressione che, alla lunga, è davvero difficile sostenere.