La globalizzazione e l’Europa: fronte comune UE contro gli effetti negativi


Gli eurodeputati chiedono una risposta più forte per proteggere i cittadini dell’Unione

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L’Aula di Strasburgo

STRASBURGO – Il processo, ormai inarrestabile, della globalizzazione porta con sé anche effetti negativi dai quali il Parlamento europeo prova a difendere i cittadini UE. È quanto emerso oggi in Aula nel corso del dibattito che fa seguito al documento di riflessione sulla globalizzazione pubblicato la scorsa settimana dalla Commissione europea.

Il tema fa parte di una discussione più ampia sul futuro dell’Europa, cominciata con una risoluzione votata dal Parlamento nel Febbraio scorso e con il Libro bianco della Commissione nel quale sono descritti cinque possibili scenari per il futuro dell’Unione.

Il Parlamento Europeo ha insistito a lungo affinché la globalizzazione porti dei vantaggi ai cittadini europei e oggi durante il dibattito con il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, gli deputati hanno evidenziato che la globalizzazione rappresenta la sfida più grande per i cittadini dell’UE, accogliendo con favore la recente valutazione degli effetti presentata dalla Commissione.

Per molti eurodeputati l’inarrestabile fenomeno crea un’enorme pressione sui posti di lavoro, sui salari e sugli standard, alimentando al contempo il populismo. Hanno quindi richiesto una migliore protezione per l’industria e per i lavoratori dell’UE e di avere un ruolo di guida nel dibattito globale per la promozione di un equo commercio globale.

“Dobbiamo essere registi, non governatori” è stata la linea emersa in Aula.

Altri deputati hanno chiesto un piano d’azione per evitare che il sistema di protezione sociale sia nel tempo ridotto e chiesto una migliore redistribuzione verso i cittadini, da parte degli Stati membri, dei benefici della globalizzazione.

Alcuni deputati hanno ritenuto che la forma attuale della globalizzazione sia un vicolo cieco e che il libero scambio abbia gravemente compromesso la democrazia, i diritti sociali e l’ambiente.

“Il solo commercio” non aiuterà gli europei, hanno detto. Altri deputati hanno infine chiesto un sistema fiscale equo che non permetta alle grandi compagnie di poter evitare il pagamento delle tasse dovute.

Il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen ha dichiarato che il commercio mondiale ha rafforzato la crescita economica dell’UE, ma che i benefici non sono né automatici né distribuiti in modo uniforme. L’UE deve spingere per nuove regole per creare condizioni eque e affrontare l’evasione fiscale, le sovvenzioni statali o il dumping sociale.

Gli strumenti efficaci di difesa commerciale e un tribunale multilaterale d’investimento potrebbero anche contribuire a questo processo. Sul fronte interno, Katainen ha suggerito che robuste politiche sociali, d’istruzione e di formazione potrebbero aiutare a proteggere i cittadini e dargli maggiori poteri.