Cellulari e rischi per la salute, Codacons chiede di inserire avvisi come per le sigarette


L’associazione dei consumatori ha proposto anche un apposito ricorso al Tar del Lazio

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Il Codacons chiede di inserire tra le malattie professionali anche quelle legate all’uso eccessivo dei cellulari

ROMA – Sta facendo discutere la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea che ha riconosciuto un nesso causale tra l’uso prolungato del cellulare e il tumore al cervello.

Il caso è quello di un dipendente che per 15 anni ha utilizzato oltre tre ore al giorno per lavoro il telefonino senza precauzioni. All’uomo, 57 anni, nel 2010 è stato diagnosticato un tumore benigno che lo ha reso invalido. Per questo i giudici hanno condannato l’Inail a pagare una rendita perpetua per il danno sul lavoro.

Sulla vicenda interviene anche il Codacons, che sull’argomento ha proposto un apposito ricorso al Tar del Lazio. L’associazione dei consumatori chiede, nello specifico, di inserire indicazioni e avvertenze sui cellulari circa i rischi per la salute umana, al pari di quanto avviene per le sigarette.

“Questa sentenza apre la strada alla class action che attualmente il Codacons sta studiando in favore di tutti i possessori di telefoni cellulari, per i rischi alla salute corsi attraverso il loro utilizzo” spiega il presidente, Carlo Rienzi.

“Una azione collettiva che vedrà tra i destinatari anche l’Inail, che ancora non ha inserito tra le malattie professionali quelle causate dall’uso dei cellulari” prosegue.

“Intanto attendiamo la decisione del Tar sul nostro ricorso volto ad ottenere avvertenze sulle confezioni del telefonini circa i rischi per la salute umana, al pari delle indicazioni presenti sui pacchetti di sigarette” conclude Rienzi.