Alla Corte dei conti premiate le tre scuole vincitrici del concorso “Riqualifichiamo l’ambiente”


Il concorso è stato ideato per promuovere forme di cittadinanza attiva e di educazione alla legalità e alla corresponsabilità nella gestione dell’ambiente

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La cerimonia di premiazione delle tre scuole vincitrici alla Corte dei conti

ROMA – Un sistema grazie al quale coltivare piante e contemporaneamente depurare l’acqua. Un documentario sulle cause dell’inquinamento generato dall’errato smaltimento dei rifiuti di stabilimenti industriali. Lo studio su un impianto di fitodepurazione per ridurre danni ambientali nella laguna di Venezia.

Sono questi i temi dei tre progetti del concorso per le scuole di ogni ordine e grado dal titolo “Riqualifichiamo l’ambiente, proteggiamo la salute” premiati alla sede di Roma della Corte dei conti.

Il concorso rientra tra le attività che il Miur e la Corte dei conti portano avanti nell’ambito della collaborazione relativa alla sottoscrizione di una Carta di intenti per l’Educazione alla Legalità Economica nelle scuole.

A consegnare i riconoscimenti agli alunni sono stati la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, dal Presidente della Corte, Arturo Martucci di Scarfizzi, dal Procuratore generale, Claudio Galtieri, e dal Segretario generale, Fabio Viola, nell’ambito

Tre gli istituti scolastici vincitori: l’Istituto Comprensivo “Fernanda Imondi Romagnoli” di Fabriano (AN) per la scuola primaria, l’Istituto Comprensivo “Pescara 6 – Benedetto Croce” di Pescara per la scuola secondaria di primo grado, l’Istituto di Istruzione Superiore “Levi-Ponti” di Mirano (VE) per la scuola secondaria di secondo grado.

Alle studentesse e agli studenti che hanno partecipato al concorso è stato chiesto di riflettere sui danni che derivano da una scorretta gestione delle risorse naturali del pianeta, sul tema dell’inquinamento, sia in termini di cause che in termini di effetti, e sulle possibili soluzioni da adottare per superare il degrado ambientale che colpisce il nostro Paese.

Una presa di consapevolezza che è partita dall’osservazione diretta e dall’analisi dei contesti territoriali in cui le alunne e gli alunni vivono e si muovono. Obiettivo del concorso, promuovere forme di cittadinanza attiva, educare alla legalità e alla corresponsabilità nella gestione dell’ambiente, far riflettere le nuove generazioni su stili di vita corretti e sull’importanza di un’economia efficiente e rispettosa delle leggi e dei territori.

“Gestire le risorse naturali in maniera corretta, proporre modelli di sviluppo economico e tecnologico sostenibili, valorizzare la biodiversità, eliminare la malnutrizione sono tutti interventi necessari e ineludibili per tutelare i diritti delle nuove generazioni e per creare condizioni di sviluppo sostenibile. È responsabilità precisa di noi donne e uomini di Governo. Ma è anche compito di tutta la comunità educante: promuovere questo cambiamento culturale nelle studentesse e negli studenti, così come stiamo facendo e come continueremo a fare, è garanzia di successo” ha sottolineato la ministra Fedeli.

“Lo dimostrano i lavori premiati oggi, progetti in cui sono evidenti la sensibilità e l’attenzione delle ragazze e dei ragazzi verso questi temi e la convinzione che bisogna agire in maniera virtuosa e rispettosa delle norme per costruire un domani di crescita” ha aggiunto.

“Come Paese abbiamo aderito all’Agenda 2030 dell’Onu, un programma per le persone e per il pianeta che richiama il nostro impegno nel settore istruzione ed educazione per incidere significativamente nelle società e renderle più eque, inclusive e sostenibili. Andiamo avanti su questa strada, l’ultimo investimento di fondi PON su questo settore testimonia la nostra determinazione”, ha concluso Fedeli

Il Presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, ha sottolineato che “i temi della riqualificazione e tutela dell’ambiente e del diritto alla salute fanno parte integrante della cultura della legalità che vediamo con piacere diffondersi come impegno educativo nelle nostre scuole. La Corte dei conti partecipa attivamente a questo percorso educativo ed è particolarmente sensibile alla tutela di tali beni collettivi”.

Il Procuratore generale Claudio Galtieri ha affermato che “la tutela della legalità non può essere affidata solo all’intervento delle magistrature, ma deve costituire impegno dei singoli cittadini, in tutti gli ambiti della vita sociale”.

“La legalità – ha proseguito – è come un mosaico composto dai mille comportamenti quotidiani, anche apparentemente non importanti, ma che debbono comunque essere caratterizzati dal rispetto delle regole di carattere generale e della specifica comunità di appartenenza, ivi compresa la scuola”.