Gioco online, impennata dopo l’ingresso sul mercato italiano dei marchi internazionali


Il 2016 del settore nel report dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

gioco online poker
Gli italiani giocano sempre di più con tablet e smartphone

MILANO – Attraente, legale, ben regolamentato ed equilibrato dal punto di vista della tassazione: questa la fotografia del gaming online italiano, secondo la ricerca presentata oggi a Milano dall’Osservatorio Gioco Online, promosso dalla School of Management del Politecnico.

Come riporta Agipronews, a quasi dieci anni dalla nascita, il mercato nazionale del gioco telematico è in piena fase espansiva: nel corso del 2016, per la prima volta la spesa nel settore ha superato il miliardo di euro, assestandosi per la precisione a 1,03 miliardi, con una crescita del 25% rispetto al 2015, anche se per ogni 100 euro spesi complessivamente in gioco dagli italiani nel 2016, poco più di 5 euro sono riferibili a giocate sul web.

Coloro che hanno effettuato almeno una giocata nel corso dell’anno sono stati 1 milione e 790 mila persone, il 15% in più rispetto al 2015, con una spesa media di 48 euro al mese. Il volano principale della crescita del gioco online in Italia è certamente rappresentato dall’ingresso dei grandi operatori internazionali: Bet365, Goldbet, Betaland, StanleyBet, SkyBet, grandi marchi che hanno deciso di “sposare” il sistema concessorio italiano, in virtù delle garanzie e dell’avanzato sistema di controllo in relazione alle opportunità di business.

Nelle casse dello Stato 247 milioni di euro

Cresce la spesa, cresce di conseguenza anche la quota erariale. Nel 2016 il prelievo sui giochi online ha raggiunto i 247 milioni di euro, con un incremento del 20% sul 2015. Considerando la spesa complessiva di circa un miliardo, la percentuale riversata allo Stato equivale al 25%, in pratica un euro su quattro.

A proposito di erario: secondo la ricerca dell’Osservatorio, sullo sviluppo del settore hanno inciso anche alcuni interventi sulla tassazione, in primo luogo il progressivo passaggio da un prelievo calcolato sulla raccolta (che comprende anche le vincite) a uno schema basato sulla spesa effettiva degli utenti, la cosiddetta “tassazione sul margine”. Un cambiamento iniziato nel 2011 con il lancio dei Casino games e degli skill games e adottato poi per le scommesse sportive (2016) e il Bingo online (2017).

L’adeguamento della tassazione ha consentito di armonizzare il mercato italiano con i principali mercati europei regolati e ha reso il circuito nazionale più concorrenziale rispetto ad operatori “.com” non soggetti a imposizione fiscale.

Il gioco sul web ha attratto due milioni di italiani: l’identikit

Sono 3,4 milioni i giocatori italiani online, in crescita dell’11% sul 2015: il totale delle “partite aperte” con i concessionari è di 7,3 milioni di conti gioco, in pratica ogni giocatore possiede in media due conti gioco.

Stringendo il campo su chi effettivamente ha piazzato almeno una giocata online nell’ultimo anno, come riporta Agipronews, il numero dei giocatori scende a 1,79 milioni (in crescita del 15% sull’anno precedente) che hanno utilizzato 2,9 milioni di conti gioco. Ogni mese gli utenti attivi sono stati 766 mila, con una spesa media di 48 euro.

Il dato anagrafico del giocatore medio italiano non cambia di molto rispetto a quello emerso negli anni passati (in prevalenza uomo, 83%, del Centro-Sud, 69% e tra i 25-44 anni, 53%).

Maggiori dettagli arrivano dalle sue preferenze: fra i giocatori, 1,32 milioni sono quelli che hanno piazzato almeno una scommessa sportiva, la base utenti più ampia nel settore (i dati non sono da sommare, ma indicano solo il bacino raggiunto da ogni singolo gioco). Tra gli altri settori seguono i 750 mila giocatori di casinò, 560 mila gli italiani che si sono sfidati nei tornei di poker, 422 mila quelli che invece hanno scelto la versione cash.

Per il bingo online la platea dei giocatori è stata di 280 mila unità, 160 mila gli scommettitori di eventi virtuali, mentre per il Lotto online la base utenti è stata di 130 mila persone.

Casinò online su, in difficoltà il poker

I casinò online – settore in cui sono incluse anche le webSlot – sono il prodotto che “pesa” di più (il 43% della spesa) e che registra anche la maggiore crescita: 441 milioni, +35% rispetto al 2015.

L’arrivo di grandi player internazionali, prosegue Agipronews, ha influito sul trend delle scommesse sportive, che rappresentano il 34% della spesa e che rispetto a un anno fa, con 350 milioni, segnano un +31%. Terzo macro settore è il poker – nelle due versioni cash e torneo – che però va in controtendenza: 138 milioni di spesa, 13% del totale e calo del 5%.

Nel caso del poker, le prospettive di ribaltare la tendenza risiedono nella possibilità – sempre più vicina – di ampliare il mercato tramite la “liquidità internazionale”: si tratta in pratica di tornei con giocatori di altri Paesi, come Francia, Portogallo e Spagna, grazie ad accordi di collaborazione e legislazioni compatibili.

Nel panorama del gioco sul web l’Osservatorio sul Gioco inserisce la voce “altro”, che comprende giochi come Bingo, Scommesse virtuali, Ippica, Betting Exchange, Lotto, SuperEnalotto e Gratta e Vinci, tutti insieme raccolgono il 10% della spesa, ma con 97 milioni mettono comunque a segno una crescita del 20% rispetto allo scorso anno.

Boom delle giocate su smartphone e tablet

Il dito che scivola sullo schermo è il simbolo del presente-futuro. Tutto passa per lo smartphone, sempre di più e sempre più attraverso nuove opportunità racchiuse in app di semplice utilizzo ma al top delle opzioni.

Anche nel gioco online il trend è chiaro: gli italiani giocano sempre di più con tablet e smartphone, con i dispositivi mobili capaci di registrare nel 2016 una spesa da 233 milioni di euro, il 50% in più sull’anno precedente e il 23% del totale del web gaming.

Proprio i telefonini sono la frontiera sempre più battuta dai giocatori “mobile”: nel 2014 il rapporto tra smartphone e tablet vedeva i cellulari prevalere con il 68%, una quota salita al 72% nel 2015, ulteriormente cresciuta all’84%.

Il gioco su mobile nel 2016 è il 22.7% del totale, pari a 233 milioni, in crescita del 50%. Circa 130 milioni vanno sulle scommesse sportive (+64%), 68 milioni sui casinò (+68%), 22 milioni sugli skill games (-6%) e 11,5 milioni su altri giochi (+68%).

Secondo Samuele Fraternali, ricercatore senior dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, “la maggiore penetrazione è delle scommesse sportive con il 37%: si tratta di un prodotto che ben si adatta alla giocata mobile, in particolare in modalità live”.

Il report finirà nelle mani della Commissione Ue

La ricerca sul gioco online realizzata dal Politecnico di Milano, Agenzia Dogane e Monopoli e Sogei sarà presto illustrata anche alla Commissione Europea. Come riporta Agipronews, l’ha anticipato Daria Petralia, dirigente responsabile del gioco a distanza dei Monopoli.

È stato Harrie Temmink, capo Unità alla Direzione Crescita della Commissione Europea, a chiedere di incontrare prossimamente i ricercatori del Politecnico di Milano per comprendere contenuti e modalità di analisi utilizzati per realizzare la ricerca.