Disoccupazione giù a Febbraio, Codacons: “Numeri da prefisso telefonico”


Per l’associazione dei consumatori la flessione dello 0,2% rispetto all’anno scorso “non può rassicurare gli italiani”

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Il tasso di disoccupazione scende all’11,5% a Febbraio 2017

ROMA – A Febbraio il tasso di disoccupazione scende all’11,5% (-0,3 punti percentuali rispetto a Gennaio 2017), mentre quello giovanile cala di 1,7 punti, attestandosi al 35,2%. Anche la stima delle persone in cerca di occupazione sempre a Febbraio registra un forte calo su base mensile (-2,7%, pari a -83 mila). Il calo interessa uomini e donne ed è più accentuato tra i 15-24enni e gli over 50 secondo gli ultimi dati Istat.

Nel periodo Dicembre-Febbraio si registra anche una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti a termine. L’aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni “ anche per effetto dell’aumento dell’età pensionabile” spiega l’Istituto di statistica.

Per il Codacons anche se scende il tasso di disoccupazione a Febbraio il confronto con il passato continua ad essere impietoso. “La disoccupazione è diminuita di 0,3 punti percentuali rispetto a Gennaio e di 0,2 punti rispetto a Febbraio 2016: numeri da prefisso telefonico che non possono in alcun modo rassicurare, specie se si considera l’emorragia di occupati registrata in Italia negli ultimi 10 anni” denuncia il presidente, Carlo Rienzi.

“Il tasso di disoccupazione è passato infatti dal 6,1% del 2007 all’11,5% di febbraio 2017, con il numero di cittadini senza occupazione che è variato da 1.506.000 disoccupati del 2007 ai 2.984.000 di febbraio, ossia 1.478.000 disoccupati in più in 10 anni” aggiunge.

“Questi numeri dimostrano come negli ultimi dieci anni l’emergenza lavoro non sia stata affrontata nel modo corretto dai governi che si sono succeduti, e tutte le politiche per l’occupazione sono miseramente fallite, al punto che l’Italia registra livelli di disoccupazione tra i più alti d’Europa” conclude Rienzi.

CNA: nelle piccole imprese più contratti a tempo indeterminato alle dipendenti

Sempre in tema di occupazione, le piccole imprese fanno di tutto per tenersi le dipendenti donne. Il 77% delle lavoratrici di piccole imprese (circa 829mila, il 26,1% del totale) possiede un contratto di lavoro a tempo indeterminato contro il 73,3% degli uomini. Tanto da legittimare un ideale nastro rosa da apporre all’ingresso di capannoni, laboratori e botteghe.

A rilevarlo è l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato mensilmente dal Centro studi della Confederazione su un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con 125mila dipendenti complessivi. Dal quale emergono altri dati molto interessanti.

L’occupazione complessiva nelle piccole imprese continua a crescere costantemente. Anche a Febbraio si conferma il segno “più” davanti agli indicatori del lavoro. L’incremento è stato dello 0,4% in un mese, rispetto a Gennaio, e del 2,2% su base annua, rispetto a Febbraio 2016. L’occupazione nelle micro e piccole imprese, quindi, è cresciuta del 6,2% dal dicembre 2014 (quando venne varata la Legge di Stabilità 2015 che introduceva la decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato) a Febbraio 2017.

Il risultato positivo è trainato dal boom delle assunzioni: in un mese hanno registrato un significativo +9,4%, la migliore performance da Gennaio 2016, se si esclude il dato di Novembre scorso (+19,6%). Anche le cessazioni sono cresciute (+13,4%) ma in misura ridotta rispetto al mese di Gennaio (+20,5%). Un incremento che ha riguardato le principali tipologie contrattuali: tempo indeterminato (+9,3%), tempo determinato (+26,6%) e apprendistato (+26,6%).

Disaggregando per tipologia contrattuale anche il dato complessivo delle assunzioni, a Febbraio i nuovi contratti a tempo determinato sono aumentati del 16,8%, l’apprendistato è cresciuto del 14,5% e le altre forme contrattuali del 75,1% (ma valgono solo il 4,9% dei nuovi contratti stipulati) mentre le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 18,6%.

“Un andamento che dimostra come la curva delle assunzioni a tempo indeterminato negli ultimi tre anni sia stata influenzata dai provvedimenti del Governo: all’inizio del periodo segnando un aumento grazie alla decontribuzione, in seguito registrando una diminuzione per la riduzione degli incentivi prima e per la loro eliminazione poi. Ma, nel complesso, le piccole imprese hanno posto in luce una notevole dinamicità sul fronte dell’occupazione, ben superiore per intensità all’ancor gracile crescita economica” afferma la CNA.

Confcommercio: “Mercato del lavoro in frenata”

In una nota Confcommercio sottolinea che “i dati provvisori sull’andamento del mercato del lavoro confermano il permanere di una situazione connotata da scarsa vivacità, evoluzione perfettamente in linea con un quadro congiunturale poco dinamico”.

“Infatti nonostante la crescita su base annua sia ancora positiva (+294mila unità), si indebolisce la spinta al recupero dei livelli occupazionali e già dalla scorsa estate il profilo congiunturale è quasi piatto, con una variazione complessiva giugno 2016-febbraio 2017 di soli 38mila occupati aggiuntivi” si legge ancora nella nota.

“La presenza di un mercato del lavoro meno dinamico – conclude Confcommercio – potrebbe aver contribuito alla sensibile riduzione del numero di disoccupati registrata su base mensile (-83mila unità), riportando nell’area degli inattivi parte di coloro che nei mesi precedenti, intravedendo maggiori passibilità, avevano svolto una ricerca più attiva di un lavoro”.