Un anno fa la morte delle studentesse Erasmus in Spagna: le famiglie al Miur

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha incontrato i familiari delle sette ragazze italiane che persero la vita nel tragico incidente a Tarragona

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Nell’incidente persero la vita 13 ragazze (foto Genitori Generazione Erasmus)

ROMA – Un anno fa, era il 20 Marzo 2016, sette studentesse italiane impegnate nel programma Erasmus persero la vita in un tragico incidente stradale in Spagna. Il bus sul quale viaggiavano dopo aver partecipato ad una festa, si scontrò contro un’auto sull’autostrada che collega Valencia a Barcellona.

In tutto, nell’incidente avvenuto all’alba di quella tragica domenica, morirono 13 studentesse. Sette italiane (Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino, Elisa Scarascia Mugnozza.), due tedesche, una romena, una francese, un’austriaca e una uzbeka.

Ieri, alla vigilia dell’anniversario della tragedia, la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha incontrato al Miur i familiari delle sette ragazze italiane che hanno perso la vita mentre partecipavano al progetto Erasmus.

“Era doveroso e importante aprire il Ministero, anche in una giornata non lavorativa, per incontrare le famiglie. Da parte del Governo c’è il massimo dell’impegno affinché le studentesse e gli studenti che vivono una esperienza importante come l’ Erasmus possano farlo sempre in sicurezza” ha commentato Fedeli.

La ministra ha incontrato le famiglie a nome del Governo e ha ascoltato le richieste dei genitori delle ragazze che si sono costituiti nell’associazione ‘Genitori Generazione Erasmus‘: maggiore sicurezza e regole condivise a livello europeo per tutte le giovani e i giovani che prendono parte al programma di studio e mobilità all’estero.

“Porrò al Consiglio europeo dell’Istruzione di Maggio il tema di come dotarci di regole di sicurezza condivise, comuni per tutte le Università che ospitano l’ Erasmus. Quando permettiamo alle nostre figlie e ai nostri figli di partecipare a questo progetto, li affidiamo alle istituzioni estere anche quando vivono fuori dall’università. Sono necessarie regole stringenti affinché quanto avvenuto un anno fa non avvenga mai più”, ha concluso la ministra Fedeli.