Castelluccio di Norcia, trattori per semina lenticchie costretti a percorrere 90 chilometri

La denuncia dell’Associazione Per la Vita di Castelluccio di Norcia Onlus: “Mezzi costretti a compiere tragitto di cinque ore”

castelluccio norcia
Castelluccio di Norcia è stato distrutto dalla scossa di terremoto del 30 Ottobre 2016remn

ROMA – Nel giorno in cui ad Amatrice sono state consegnate le chiavi di 25 Soluzioni abitative d’emergenza (Sae) per i cittadini, a Castelluccio di Norcia, altra località del Centro Italia duramente colpita dal sisma sale la protesta.

Nel borgo umbro, distrutto dalle scosse del 26 e 30 Ottobre scorso, c’è preoccupazione in vista della semina delle lenticchia, fiore all’occhiello della produzione agricola locale.

Come sottolinea in una nota l’Associazione ‘Per la Vita di Castelluccio di Norcia Onlus’, fondata e composta dagli abitanti di Castelluccio, “dopo mesi dal terremoto del 30 ottobre, le istituzioni comunicano che da sabato prossimo i trattori potranno risalire a Castelluccio di Norcia per la semina della lenticchia”.

Peccato che la strada indicata sia lunga 90 chilometri e il tragitto duri 4-5 ore con i trattori e 2 ore e mezza con le auto e che la strada sia la medesima già aperta a chiunque possieda un semplice pass del Comune di Arquata per attraversare Piedilama e Pretare” spiega l’associazione che si è fatta portavoce delle necessità degli abitanti e dei lavoratori del luogo.

Novanta chilometri da percorrere tutti i giorni con i trattori almeno due volte al giorno, sono decisamente troppi. Anche senza tener conto di possibili avarie delle macchine o del rischio di esaurire carburante o le sementi, che costringerebbero ad un’ulteriore ‘traversata’” prosegue l’associazione.

Poco importa a chi decide: dopotutto sono gli agricoltori, da mesi senza reddito, a rimetterci soldi e salute. Il fatto più grave è che si continuano a prendere decisioni sulla pelle delle persone, senza ascoltarle. E sì che l’esistenza di una Onlus rappresentativa e portatrice di interessi legittimi, con cui interloquire, è a tutti nota” afferma ancora la Onlus di Castelluccio di Norcia.

Non è stato proposto nemmeno un “tavolo tecnico”, che nel nostro Paese non si nega (quasi) a nessuno. Tutto è stato stabilito, lontano dai luoghi e dalle persone direttamente coinvolte, le quali, se interpellate, avrebbero certamente fornito elementi utili per giungere a soluzioni non solo condivise e più efficaci, ma di buon senso” conclude la nota.