TWO nella versione italiana, in scena al Teatro Palladium di Roma

Lo spettacolo di Cartwright sarà in scena venerdì nella versione di Serena Zampolli

In scana Two di Serena Zampolli

ROMA – Scritto nel 1989 da Jim Cartwright, ma ancora sorprendente oggi, TWO, nella versione italiana della giovane Serena Zampolli, sarà in scena venerdì al Teatro Palladium di Roma.

La trama

DUE, racconta una vicenda dalla cornice drammatica nella quale si avvicendano ruoli grotteschi: l’azione si svolge in una sola serata in un pub di provincia. In questo luogo di aspirazioni fallite e vite irrealizzate, mentre si definiscono i rapporti tra i due gestori, che sono una coppia affiatata, ma cristallizzata in un rancore irrisolto; gli avventori del pub entrano ed escono, litigano e si amano, mettono a nudo la propria solitudine e affondano nell’alcol le proprie speranze. L’originale di questa messa in scena è che a sostenere tutti i vari ruoli sono sempre loro due , lui e lei, la coppia proprietaria del pub che, cambiando abiti , modo di parlare, di muoversi ed agire, riescono ad essere, come ha scritto qualcuno, “straordinariamente quattordici diversi personaggi”. Sarà proprio in questo intreccio di vite che i coniugi riusciranno, finalmente, a parlarsi.

“Il testo ha una struttura estremamente vincolante. – spiega la regista Serena Zampolli – All’inizio ci è sembrato che l’obiettivo di Cartwright fosse, più che raccontare una storia, sfidare attori e regista in un’impresa impossibile. La prima preoccupazione è stata lo spazio: abbiamo optato per un disegno semplice ma che consentisse un’ atmosfera coinvolgente e inclusiva; un bancone, un tavolo, che abbiamo immaginato essere quello in cui, ad orari diversi, si avvicendano i clienti, e pochissimi elementi di costumeria e attrezzeria, per i cambi. Abbiamo subito deciso, infatti, che i cambi dovevano essere “a vista” e senza soluzione di continuità. Affrontare questo testo – prosegue – è stato molto divertente e stimolante, soprattutto da un punto di vista tecnico, perché non ammette sconti, necessita di un’impostazione brechtiana, ma, allo stesso tempo, naturalistica e di una precisione assoluta, da musicisti”.