Nascite in calo, il Codacons: “Colpa dell’incertezza economica”

L’associazione dei consumatori: “Gli italiani rinunciano perché è sempre più difficile mantenere un figlio”

codacons carlo rienzi
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi

ROMA – Il nuovo crollo delle nascite registrato nel corso del 2016, scese a quota 474mila con una riduzione ulteriore rispetto al 2015, è da attribuire principalmente allo stato di difficoltà e incertezza economica in cui versano le famiglie italiane. Lo afferma il Codacons, commentando il report Istat sugli Indicatori demografici.

“La situazione di indeterminatezza e di generale impoverimento del ceto medio registrata in Italia negli ultimi anni, ha reso sempre più difficile per le famiglie mettere al mondo un figlio” spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

“I costi per mantenere un bambino, infatti, sono costantemente saliti, arrivando a sfiorare nei primi anni di vita, quota 10mila euro all’anno tra alimentari, biancheria, carrozzine, passeggini, culle, spese mediche, asili nido, baby sitter” prosegue.

Per il presidente dell’associazione dei consumatori “a fronte di tali costi in crescita, il potere d’acquisto e la capacità di spesa delle famiglie hanno subito una forte contrazione, rendendo impossibile per una consistente fetta di popolazione permettersi le spese legate alla nascita di un figlio”.

“Senza dubbio oggi molti italiani non possono più permettersi di mettere al mondo un bambino, e sono costretti a rimandare a tempi migliori il proposito di diventare genitori, in assenza anche di un sostegno concreto da parte dello Stato, come attestano i dati diffusi oggi dall’Istat” conclude il numero uno del Codacons.