Juncker svela il Libro bianco, il M5s: “E quello nero del passato?”

Al Parlamento europeo approdano i cinque scenari per il futuro dell’Unione: pentastellati e fronte anti europeista all’attacco

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Il Libro bianco della Commissione europea, presieduta da Juncker, delinea cinque possibili scenari per l’Ue dopo la Brexit

ROMA – Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha presentato all’Europarlamento il Libro bianco sul futuro dell’Europa. A Strasburgo sono stati discussi i cinque scenari delineati da Juncker: alcuni eurodeputati li hanno accolti con favore, da altri sono piovute critiche. Su tutte quelle per la mancata scelta di un percorso prioritario e di esempi concreti.

Juncker e gli scenari dell’Europa a 27

Juncker in Aula ha presentato cinque possibili risposte sul futuro della Ue, sottolineando che si tratta di una “Europa a 27” dopo la Brexit. “Oggi, il nostro compito è quello di mostrare ciò che l’Europa può e non può fare”, ha proseguito, sottolineando per esempio che “l’Europa da sola non può combattere la disoccupazione”. “Non possiamo offrire la luna. In alcuni casi, tutto ciò che possiamo fare è offrire un telescopio” ha affermato.

Il Libro bianco delinea cinque percorsi: continuare; nient’altro che il mercato unico; chi chiede di più deve impegnarsi di più; fare meno in modo più efficiente; fare molto di più insieme.

“Non vi dirò oggi la mia preferenza assoluta, perché non spetta a me prendere questa decisione” ha sottolineato Juncker. Il numero uno della Commissione ha poi invitato il Parlamento europeo, i parlamenti nazionali, i governi e i cittadini a contribuire al dibattito.

Bruxelles continuerà ad ascoltarli fino a Settembre, quando con il discorso annuale sullo Stato dell’Unione e dopo aver consultato i relatori del Parlamento europeo, adotterà le sue conclusioni.

Le reazioni degli eurodeputati

Esteban González Pons (PPE, Spagna) si è detto d’accordo con Juncker sul fatto che si debbano “allineare le aspettative con la realtà”. Gli Stati membri dovrebbero “smettere di incolpare l’Europa per quello che l’Europa non può fare perché non ha gli strumenti”. “Si tratta di un approccio sbagliato e pericoloso e la Brexit è una delle sue conseguenze”, ha concluso.

Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (Italia) ha detto, riferendosi a Juncker che “il Libro bianco include cinque opzioni, e credo che mettendo queste cinque opzioni sul tavolo come scenari realistici si faccia il gioco di coloro che vogliono indebolire l’Unione europea o anche sbarazzarsene”. Poi, rivolgendosi al presidente della Commissione. “Lei ha messo cinque opzioni sul tavolo, io ne vedo solo una: lavorare insieme come europei e fare molto di più insieme”.

Ulrike Trebesius (ECR, Germania) ha affermato che le speranze del passato sull’Europa e sulla zona euro sono state vittime del centralismo e delle manie di grandezza. L’Ue, per l’eurodeputata tedesca, dovrebbe concentrarsi su un minor numero politiche e diventare più efficiente, per esempio nella lotta al terrorismo e nella protezione dei suoi confini. “I tempi sono cambiati, abbiamo bisogno di più flessibilità e di migliorare il nostro assetto istituzionale”, ha dichiarato.

Il fronte anti europeista all’attacco

Per il gruppo EFDD, Gerard Batten (Regno Unito) ha dichiarato che il Libro bianco riconosce i problemi che affliggono l’Unione europea. “Ma non riesce a capire che molti di questi sono stati creati, in primo luogo, dall’Ue”.

Vicky Maeijer (Olanda), del gruppo ENF ha affermato che l’Unione europea è al collasso. “In Olanda abbiamo detto no alla costituzione europea, no all’accordo commerciale con l’Ucraina, ed è giunto il momento di dire no all’Europa”.

Sulle barricate anche il Movimento 5 stelle. “Oggi Juncker si è presentato con il Libro bianco sul futuro dell’Unione, ma a lui chiediamo il libro nero del passato” hanno dichiarato gli eurodeputati pentastellati.

“Juncker non rappresenta i cittadini europei, ma solo i paradisi fiscali, le multinazionali e le banche. In nemmeno uno degli scenari previsti nel Libro bianco c’è la volontà di ridiscutere le politiche fallimentari che hanno portato l’Unione Europea sull’orlo del fallimento” aggiungono gli eurodeputati del Movimento 5 stelle.

“Noi chiediamo un’alternativa alla moneta unica e al mercato unico, un maggior coinvolgimento dei cittadini attraverso la democrazia diretta e lo strumento del referendum. Inoltre, è necessaria una soluzione efficace e condivisa per l’irrisolto problema dell’immigrazione e la fine di tutti i conflitti di interessi” hanno concluso i grillini.